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Rosalba Gadaleta: piano regolatore, depuratore e piano delle coste, ecco come cambia Molfetta tra partecipazione e tutela del territorio L'intervista all 'assessore all 'Urbanistica
15 aprile 2014

Un percorso coraggioso e innovativo che metta al centro tutela del territorio e partecipazione della cittadinanza, le due stelle polari di Rosalba Gadaleta, assessore all’Urbanistica e all’Ambiente. Quindici la incontra proprio mentre la città si avvia rapidamente verso la scadenza del vecchio piano regolatore (prevista nel 2016) e la stesura del nuovo P.U.G (piano urbanistico generale), a quasi un anno dall’insediamento dell’amministrazione di centrosinistra guidata da Paola Natalicchio. Tempo di primi bilanci, dunque. Assessore siamo vicini alla scadenza del vecchio Piano Regolatore entrato in vigore nel 2001. Siamo pronti per sostituirlo? «La scadenza non è tassativa ma c’è indubbiamente necessità di rivedere lo strumento urbanistico generale. E’ un piano che va adeguato a realtà territorio perché il piano esistente risulta sovradimensionato, perché pensato su una popolazione che si supponeva in crescita e piano va adattato a quelle che sono le necessità della città. Scontiamo una situazione molto complicata per quanto riguarda l’attuazione del piano regolatore». Quali saranno le priorità del nuovo piano? «Adottare un piano regolatore nuovo vuol dire mettere ordine in quello che già esistente, dare un senso di organicità. Non sarà un piano che punterà all’espansione perché già adesso abbiamo un’espansione eccedente le reali necessità della città e della popolazione. Non si prevederà ulteriore espansione città ma potremo razionalizzare i servizi, le reti viarie, la gestione delle aree pubbliche e quindi armonizzare l’attuale sistema della pianificazione e dello stato edilizio della città». Uno degli aspetti più interessanti del Pug è il processo partecipativo che l’amministrazione sta cercando di avviare. A che punto siamo? «In questo momento abbiamo la fortuna di poter puntare sul coinvolgimento notevole della città. Fino a qualche anno fa i temi dell’urbanistica e dell’edilizia erano ad appannaggio solo di alcuni gruppi di interesse o comunque venivano immaginati dai progettisti nel chiuso delle stanze degli studi professionali. Ora puntiamo forte su un percorso di partecipazione molto vasto, di fatto già avviato. Ce lo chiede la città con grande insistenza e ritengo che questa possa essere pronta per attivare un percorso partecipato che aspetta solo il momento giusto per partire. Negli stessi partiti si discute molto di urbanistica e così nelle associazioni. La città è molto attiva e lo dimostra il percorso di Agenda XXI che è arrivato a completamento. All’interno di questa, il gruppo tematico sul territorio e sull’ambiente potrà dare un contributo significativo». E’ difficile dirlo ma proviamoci. Quando sarà pronto il nuovo P.U.G? «Dai confronti che abbiamo avuto in Regione e dall’esame delle situazioni che hanno riguardato altri Comuni che però avevano strumenti urbanistici già adeguati al PPTR (piano paesaggistico territoriale della regione, ndr) e alla carta di vincolo idrogeologico, i tempi sono stati abbastanza contenuti. Parliamo di un anno e mezzo, due. E’ un percorso, quello dell’avvio del P.U.G e della costituzione di un gruppo di lavoro, individuazione percorso, confronto con la città sui contenuti, che potrà essere avviato entro la fine dell’anno, dopo l’estate. Nei prossimi mesi andranno risolte questioni sulle quali abbiamo lavorato questi mesi. Come i sui comparti». A tal proposito abbiamo ricevuto molte segnalazioni dai nostri lettori e ci sembra che la situazione appaia piuttosto complicata. Come state operando? «Per prima cosa dobbiamo tener presente che abbiamo risolto la situazione per quel che riguarda il comparto 5 (l’area alle spalle del Garden Hotel, ndr) e la maglia mercato, mentre per il comparto 3 (zona Lama Martina o Lama di Levante, ndr) ci manca solo il rapporto ambientale. Sugli altri comparti stiamo facendo ricognizione delle situazioni pendenti. Contiamo nel prossimo mese, entro l’estate, di presentare i risultati di queste verifiche alla città. Anche con una serie di incontri sulle situazioni delle quali ci siamo occupati. Anche dei comparti già esaminati fino a questo momento e delle prospettive per il rilancio dell’urbanistica». Particolarmente critica ci sembra la situazione del comparto 18... «E’ un comparto il 18 (area a sud dell’asse ferroviario tra via Terlizzi, via Berlinguer e Lama Martina, ndr) sul quale ci sono arrivate molte sollecitazioni da parte dei proprietari. Per questo abbiamo avviato percorso con la Regione Puglia per capire le procedure per la sua definitiva approvazione dal punto di vista urbanistico e le verifiche di assoggettabilità a Vas (valutazione ambientale strategia; si tratta di un tipo di valutazione a cui sono da assoggettare piani e programmi che possono avere effetti sull’ambiente, ndr) vista l’estensione del comparto che interessa 14 ettari che sono interessati dalla presenza di una lama, quindi di un’area sottoposta a vincolo paesaggistico e idrogeologico. Bisognerà perciò svolgere una verifica ambientale per il comparto. Oltre agli aspetti paesaggistici ci sono quelli urbanistici che devono essere ancora completati. Perché il piano costituisce variante al piano regolatore e quindi bisognerà verificare sotto questo profilo il percorso più corretto da effettuare». Ci sarà ancora da aspettare? «Sì, perché tra l’altro abbiamo subito un rallentamento per tutte queste procedure perché la Regione con una legge del 2014 ha inteso semplificare le procedure di valutazione ambientale strategica, prevedendo che per i piani che avessero minore impatto sul territorio siano gli stessi Comuni a svolgere la verifica di assogettibilità a Vas. Per fare ciò i Comuni devono delegare le commissioni paesaggistiche: ci stiamo attrezzando ». Invece per quanto riguarda il Piano dei Servizi, ci sembra capire, da quanto detto sopra che sarà inserito nel nuovo P.U.G. «Prevedere un nuovo piano dei servizi per un piano regolatore che ormai è al termine del suo percorso ritengo che non sia utile. Peraltro rifare il piano dei servizi significa aggiornare i dati raccolti nel 2006 e nel 2008, anche con le consulenze, ma ora utilizzare un ulteriore consulenza per un piano dei servizi e quindi per un piano regolatore giunto al suo epilogo, non è utile. Quindi farà parte del nuovo PUG». Cosa dice invece del rischio idrogeologico? Qualcuno sottolinea come l’amministrazione ha deciso di non utilizzare 25 milioni di euro del consorzio Asi. «Non è corretto dire che noi abbiamo deciso di non utilizzare quei soldi. Il finanziamento era direttamente attribuito al consorzio ASI dalla Regione quindi l’utilizzatore del finanziamento. Nell’ultima conferenza di servizi del 30 dicembre 2013 abbiamo invitato l’Asi a fare il possibile per predisporre una procedura che consentisse la realizzazione di quei lavori, di quegli interventi di mitigazione. Il problema è che la progettazione predisposta dal consorzio Asi aveva numerose criticità e che sono state individuate dall’Autorità di Bacino e dalla Regione. Quindi l’intesa col consorzio era per una nuova progettazione. Nella nuova programmazione regionale ci sarà sicuramente lo spazio per intervenire sul territorio con dei nuovi progetti e noi faremo di tutto per utilizzarli. Tra le altre cose abbiamo lanciato un progetto di riqualificazione dell’intero territorio, manifestando interesse per un bando della Regione Puglia. Per parteciparvi abbiamo sottoscritto una convenzione con altri Comuni (Bisceglie, Ruvo, Terlizzi) per una riqualificazione del territorio nell’ambito città/ campagna e nella valorizzazione delle aree interessate dalle lame, creando un percorso dalla zona pre murgiana al mare, con la previsione di un nuovo sistema di irreggimentazione delle acque, non solo quelle naturali che scorrono nelle lame ma anche le acque che vengono depurate. Quindi non solo riqualificare territorio, ma anche utilizzare razionalmente le acque, provando a pensare e rivitalizzare gli impianti che vanno riqualificati per il recupero delle acque e il loro riutilizzo in agricoltura. Questa è un’idea guida. Ne verrà finanziata soltanto una dalla Regione e speriamo dunque che il nostro progetto potrà essere selezionato. Comunque abbiamo avviato già un percorso per la messa in rete di un sistema di riqualificazione territorio». Il 30 aprile invece, sarà consegnato il piano delle coste: può anticiparci qualcosa sulle spiagge urbane, uno dei punti che suscita più interesse dell’intero piano? «Entro 30 aprile consegneremo lo studio, poi saranno attivati percorsi per la consultazione del pubblico. Uno degli aspetti più interessanti sarà la riqualificazione del lungomare con le spiagge urbane, presso Cala S. Giacomo e spiaggia urbana nei pressi dell’Inps. Per quanto riguarda la prima stiamo dando il via alla manutenzione straordinaria e qui partirà il progetto di dog beach, spiaggia riservata ai cani. Mentre in area urbana, zona lungomare, con la Multiservizi stiamo attivando un progetto molto semplice di spiaggia attrezzata con degli spogliatoi, delle passerelle e dei camminamenti che consentiranno di accedere facilmente al mare a beneficio soprattutto di anziani e donne coi passeggini. Sarà realizzato entro giugno». Intanto è stato già approvato il progetto esecutivo per un nuovo arredo urbano del Corso Umberto con l’installazione di panchine e isole verdi... «Il progetto originale, quello Altomare, è stato fortemente ridimensionato. In quello attuale prevediamo due fasi: la prima di arredo urbano e la seconda più complessa di rifacimento della pavimentazione. Non più lo smantellamento dei marciapiedi e altre distorsioni». Chiudiamo con quella che fin dai primi momenti si è configurata come un’emergenza: qual è la situazione del depuratore adesso? «Ora la situazione è ottima per quanto riguarda il Comune. La Regione ha rilasciato l’autorizzazione allo scarico cosa molto importante. Faremo in modo che i lavori vengano svolti nel miglior modo possibile. E in progetto che la realizzazione del nuovo impianto avvenga nei tempi previsti. Ricordiamo il nostro punto di partenza: l’emergenza ambientale e la grave situazione da punto di vista della legalità perché, per come l’appalto si era svolto nel corso del tempo, era finito sotto l’attenzione della magistratura. Siamo intervenuti in modo deciso sotto l’aspetto ambientale che noi abbiamo ereditato dalla passata amministrazione e abbiamo chiesto ad AQP che i valori tornassero sotto i termini di legge. La società che gestiva impianto intanto è fallita, questo comporterà ulteriori difficoltà da parte del Comune nel far valere una situazione creditoria nei confronti della società. Ma ci stiamo attivando per concludere al meglio la vicenda». 

Autore: Onofrio Bellifemine
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