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Robert Glasper Experiment, in Concerto al Teatro Forma di Bari
27 aprile 2016

BARI - Chiusura di stagione col botto al Teatro Forma di Bari; in scena il pianista e produttore discografico Robert Glasper, uno dei più straordinari e innovativi musicisti del panorama internazionale che incarna l’archetipo del moderno musicista della scena Black, non solo americana, ma apprezzatissimo anche in tutto il mondo, Italia compresa, dove ha diversi Fan, alcuni dei quali accorsi al Forma per acclamarlo.

Oltre al suo Piano c’erano Mark Colenburg alla batteria, Casey Benjamin al sax e vocoder e Derrick Hodge al Basso;  quartetto stupendo, capace di toccare quelli che sono tutti i generi musicali, con alla base il filo conduttore che rimane il Jazz, un jazz moderno e molto, molto americano, aperto ad esperienze complete senza restrizioni di presunzione.  Glasper fa da collante, lancia gli input, stimola, e detta i tempi ai suoi che danno sfogo a tecnica e fantasia che poche volte si vede in giro per i palchi. Il batterista Colenburg, che inizia il concerto con un assolo continuo che dura 60 minuti, stupendo. Il bassista Hodge esegue un brano che è molto “Jaco Pastorius”, e il sassofonista, Benjamin, ottimo musicista oltre che cantante.

Vincitore del Grammy award del 2013 nella categoria “Best R&B Album” con il suo lavoro “Black Radio”, album dove l’influenza dell’Hip-Hop è più evidente, Glasper si è fatto notare ad inizio carriera per la sua musica musica che al jazz accosta le influenze della black music.  La sua è una personale rivisitazione tradizionionale del soul, R&B, hip-hop, fusa alla creatività dell’improvvisazione Jazz. Il merito di Glasper è l’aver creato un sound molto riconoscibile e personale. Non poteva essere altrimenti tenuto conto che è cresciuto in Texas in una famiglia dove la madre, cantante e pianista di gospel nelle chiese battiste, e di jazz e blues nei club e nei locali dell’area di Houston, ha influenzato direi molto positivamente la formazione musicale del nostro portandolo ai livelli che conosciamo: Prima all’High School per le arti e lo spettacolo di Houston, poi alla New School University di New York, dove ha incontrato musicisti del calibro di Christian McBride, Kenny Garrett, e Roy Hargrove che hanno portato Glasper ad avere i primi importanti ingaggi da professionista.

L’esordio discografico del 2004 “Mood”, viene notato dalla Blue Note che lo scrittura per gli album “Canvas”, dell’anno successivo, e “In my element” del 2007. “Double-Booked” (2009), un titolo che gioca su un presunto doppio ingaggio del pianista, la stessa sera, sia con il trombettista Terence Blanchard che con il gruppo soul & hip hop The Roots.

Detto ciò si può immaginare che tipo di spettacolo è venuto fuori, Black Music Modernissima con influenze alla Weather report, con un tocco di Elettronica e tanto tanto ritmo, il tutto tenuto insieme da quella che si definisce improvvisazione tipica della Musica Jazz, da dove Glasper è infondo partito ad inizio carriera, e lo ha portato a traguardi che conosciamo e lo porterà ancora più in alto nel prossimo futuro.
Stagione terminata quindi al Teatro Forma di Bari, piena di talenti e ben organizzata come al solito. Attendiamo la nuova che sicuramente ci riserverà sorprese e soprattutto Artisti di ottimo livello.

Autore: Antonio Pisani
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