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Regali di Natale? Un'alternativa è possibile
15 dicembre 2006

Le solite raccomandazioni su come evitare i regali di Natale, come evitare la minaccia del consumismo, è evidente che siano divenute un tenue sottofondo all'affacendarsi tra negozi in vista del famigerato acquisto natalizio. Esiste però un modo per conciliare acquisto e giustizia, per accostare a quello che spesso è un feticcio la coscienza: il commercio equo e solidale. Una vasta gamma di merci prodotte con l'intento di rendere giustizia ai piccoli produttori che le leggi del mercato mondiale troppo spesso condannano ad essere sfruttati, a vivere in condizione di miseria estrema, con remunerazioni per il proprio lavoro che umilierebbero la dignità di ogni uomo. Il commercio equo e solidale offre una vasta gamma di merci, tra cui è facile trovare un alternativa ai classici regali di Natale. Alcuni esempi? Gli elaborati in argento, collane, bracciali ed orecchini, il cui prezzo varia tra i 10,75 euro e i 30,50 euro. Prodotti in Perù, dove gli idios degli altipiani andini conducono una vita priva di diritti e possibilità di riscatto sociale, l'acquisto di tali oggetti potrà donare ai loro produttori la vita che noi consideriamo normale e che per molti è solo speranza. Se siete intenzionati a spendere ancora meno per l'acquisto di collane, allora potete optare per quelle prodotte in Bangladesh, il cui costo parte da 2,69 euro. Questa volta con l'atto di comprare, che si esercita tutti i giorni con una certa non curanza, aiuterete le donne del Bangladesh, le cui abilità artigianli vengono utilizzate per la produzione di merci messe sul mercato dalla cooperativa “Jute works”, che oltre allo scopo di fornire alle lavoratrici un reddito costante, ha anche una finalità educativa, relativa all'igene e all'ambiente. Per rimanere nel settore della “cura del corpo”, va segnalata la serie di cosmetici, ottima alternativa alle trousse che spopolano sotto gli alberi di Natale. Se però il vostro regalo è rivolto ad un soggetto meno vanitoso, allora è preferibile spostarsi sull'oggettistica. Originalissima quella prodotta dalla cooperativa “Piel Acida”: oggetti decorativi in buccia d'arancia ricavata dagli scarti dei venditori di succo d'arancia che a decine si trovano per le strade di Bogotà. Con una spesa tra i 70 centesimi e i 13,50 euro, potrete distinguervi per l'originalità e per il sostegno dato a chi da una misera buccia d'arancia riesce a guadagnare in necessario per mandare il proprio figlio a scuola. L'oggettistica è anche quella in ferro battuto, prodotto in Colombia, un Paese devastato dal narcotraffico e dalla guerriglia, dove la possibilità di commercializzare prodotti artigianali rappresenta una possibilità di recupero della società, una possibilità alternativa all'intervento coatto delle forze armate. Anche qui spese modiche: da 8 euro a 34 euro. Ma le idee regalo sono ancora tante: da vestiari alla gastronomia, dai libri ai giocattoli. Tanti modi per un acquisto critico e per un regalo diverso. A Molfetta potete acquistare i suddetti prodotti ed esercitare i vostro giudizio critico presso la “bottega de mondo Azadì”, sita in via Ricasoli, 42. Non esitate ad essere giusti.
Autore: Alina Cormio
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