La Cassazione: l’ex sindaco Minervini non andava arrestato. Nessuna asoluzione, restano in piedi le accuse che andranno verificate in giudizio
Tommaso Minervini
MOLFETTA – La Corte di Cassazione ha stabilito che l’ex sindaco di Molfetta Tommaso Minervini non andava arrestato, considerando eccessive le misure cautelari decise dal Tribunale di Trani.
Questo non vuol dire assoluzione o che siano cadute tutte le accuse – che andranno verificate in giudizio relative a presunti reati contestati a 7 persone, fra cui Minervini - a vario titolo e secondo le rispettive responsabilità - di corruzione, turbativa d’asta, peculato e falso, per un totale di 21 capi di imputazione relativi ad appalti pubblici concessi - secondo l’accusa - in cambio di favori elettorali.
I domiciliari all’ex sindaco erano stati convertiti dal Tribunale del Riesame con il divieto di avvicinamento agli uffici del Comune. Tra l’altro, anche questo provvedimento era decaduto a ottobre 2025, a seguito dello scioglimento del Comune per dimissioni della maggioranza del Consiglio e la nomina del commissario straordinario Armando Gradone che ora regge la città fino alle prossime elezioni di primavera.
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