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Prosegue con successo il Festival di Pasqua "Inflammatus" Ottima performance dell'ensemble Alter-Azioni e di Isabella Ragno e Zaccaria Gallo
11 aprile 2022

MOLFETTA – Prosegue con successo il Festival di Pasqua “Inflammatus”, promosso dalla Fondazione Vincenzo Maria Valente. Nella serata di ieri, infatti, si è tenuto il terzo appuntamento con la musica sacra del Settecento italiano ed europeo, coniugata con voci e accenti contemporanei.

L’ensemble Alter-Azioni, magistralmente diretta da Nadir Garofalo, ha eseguito “Le ultime sette parole di Cristo sulla croce” di Franz Joseph Haydn.

L’opera, composta nel 1787 su richiesta “ancora una volta della cattolicissima Spagna”, come ha sottolineato il direttore artistico della Fondazione, Sara Allegretta, nasce come brano interamente strumentale per accompagnare la liturgia del venerdì santo, con quello che possiamo definire stile della conversazione, caratteristica adi Haydn. Durante la liturgia, Il Vescovo commentava gli ultimi momenti della vita di Cristo mentre la composizione sottolineava l’incedere del presule dal pulpito all’altare. A illustrare il rito sono le stesse parole di Haydn riprese dalla professoressa Allegretta : «Nella cattedrale di Cadice era tradizione produrre ogni anno un oratorio per la Quaresima, in cui la musica doveva tener conto delle seguenti circostanze. I muri, le finestre, i pilastri della chiesa erano ricoperti di drappi neri e solo una grande lampada che pendeva dal centro del soffitto rompeva quella solenne oscurità. A mezzogiorno le porte venivano chiuse e aveva inizio la cerimonia. Dopo una breve funzione il vescovo saliva sul pulpito e pronunciava la prima delle sette parole (o frasi) tenendo un discorso su di essa. Dopo di che scendeva dal pulpito e si prosternava davanti all’altare. Questo intervallo di tempo era riempito dalla musica. Allo stesso modo il vescovo pronunciava poi la seconda parola, poi la terza e così via, e la musica seguiva al termine ogni discorso».

Una composizione articolata in sette adagi, dunque, con una introduzione e, alla fine, un terremoto: momento particolarmente intenso e coinvolgente, grazie alle vibrazioni create dagli archi.

Nella performance di ieri, che si è tenuta nella chiesa San Pio X, le parole del presule sono state sostituite dai pensieri, dai sentimenti, dalle sofferte riflessioni di pensatori e poeti del Novecento: Giovanni Testori (Davanti alla Croce), Alda Merini (Poema della Croce), Boris Pasternak (L’ora della Passione), Hermann Hesse (Tienimi per mano), Margherita Guidacci (La Crocifissione), Pier Paolo Pasolini (La Crocifissione), Charles de Foucauld (Preghiera dell’Abbandono). Versi e parole immortali interpretate con grande pathos da Isabella Ragno e Zaccaria Gallo.

Alla perfetta riuscita della serata ha contribuito anche il costumista Michele De Bari.

Alla serata sono intervenuti l’assessore alle politiche giovanili del Comune di Molfetta Luisella de Pietro, che ha sottolineato l’altro valore culturale ed artistico della manifestazione, e il parroco don Vincenzo Di Palo.

Prossimo, imperdibile, appuntamento domenica 17 aprile, presso il Duomo San Corrado, per “Et Resurrexit”, con musiche di Vivaldi e Bach.

@Riproduzione riservata

Autore: Isabella de Pinto
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