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La scomparsa di mons. Pietro Amato di Molfetta, insigne storico dell’arte, già direttore dei Musei Storici vaticani Apprezzato studioso e conferenziere di grande fama e talento, è stato anche apprezzato collaboratore della rivista mensile “Quindici”
Mons. Pietro Amato
20 gennaio 2026

 MOLFETTA – Mons. Pietro Amato, presbitero di Molfetta e storico dell’arte, è deceduto ieri nella sua residenza di Ostia (Roma).

Apprezzato studioso e conferenziere, anche all’estero, di grande talento, fama e autorevolezza, è stato, tra l’altro, anche direttore del Museo Storico Vaticano ed era noto anche per i suoi incarichi di rilievo in ambito museale e culturale presso la Santa Sede. 

Nato a Molfetta il 16 marzo 1945, fu ordinato sacerdote il 29 giugno 1969, Amato ha dedicato gran parte della sua attività alla tutela e valorizzazione del patrimonio storico-artistico della Chiesa.

  • Biblioteca Lateranense: Ha ricoperto l'incarico di Direttore della Biblioteca della Pontificia Università Lateranense.
  • Fondazione San Francesco di Paola: Attualmente (dato 2026) è indicato come responsabile della Direzione beni storico-artistici della Fondazione.
  • Attività Accademica e Culturale: È fondatore dell'istituto "Umanesimo e Territorio" e ha curato numerose mostre e convegni internazionali, tra cui studi sulla fotogrammetria architettonica e sull'iconografia dei santi (es. San Nicola Saggio). 
Si è occupato prevalentemente di: Storia dell'Arte Sacra: Ricerca sull'iconografia e sulla conservazione dei beni culturali ecclesiastici; Umanesimo: Promozione di un approccio culturale che rimetta al centro la persona e il suo legame con il territorio. 

Mons. Pietro Amato ha curato anche numerose esposizioni di rilievo internazionale e pubblicato volumi fondamentali per lo studio dell'arte sacra e delle collezioni pontificie.

E’ noto per aver curato esposizioni che mettono in risalto il legame tra arte, devozione e istituzioni ecclesiastiche:

  • Tesori d’arte dei musei diocesani (Roma, Castel Sant'Angelo, 1986-1987): Una mostra pionieristica che ha censito e valorizzato il patrimonio spesso "nascosto" delle diocesi italiane.
  • The Mother of God: Art Celebrates Mary: Esposizione vaticana dedicata all'iconografia mariana attraverso i secoli.
  • Mostre sulla spiritualità e iconografia di San Francesco di Paola: Ha curato diversi percorsi espositivi focalizzati sulla figura del Santo e sul ritratto "originale" del Seicento.
  • Iconografia Cristologica: Curatela di mostre e studi sul patrimonio artistico della Terra di Bari tra l'XI e il XIII secolo. 
Pubblicazioni e Cataloghi

La sua bibliografia spazia dai cataloghi museali vaticani agli studi sul territorio:

  • Museum of the Papal Carriages in the Vatican (Edizioni Musei Vaticani): Volume fondamentale sulla storia della mobilità pontificia, che descrive il restauro e la collezione di carrozze e auto dei Papi.
  • Tesori d’arte dei Musei Diocesani(Allemandi, 1986): Il catalogo scientifico della mostra omonima, punto di riferimento per la museologia ecclesiastica.
  • Imago Mariae. Tesori d’arte della civiltà cristiana: Studio approfondito sulla raffigurazione della Vergine Maria nell'arte cristiana.
  • Saggi su artisti e territori: Ha pubblicato numerosi contributi sulla Settimana Santa (come i Misteri di Terlizzi e Molfetta) e sull'umanesimo legato al territorio pugliese. 
Mons. Amato ha inoltre fondato l'istituto "Umanesimo e Territorio", promuovendo pubblicazioni che analizzano il valore dei centri locali come "fabbriche di cultura" in contrapposizione alle entità politiche regionali. 

E’ stato anche il maggiore e più attendibile studioso dell’opera del pittore molfettese Corrado Giaquinto, a cui ha dedicato diverse pubblicazioni, due delle quali promosse dal Rotary Club di Molfetta.

Da alcuni anni la rivista “Quindici” ha avuto l’onore di avvalersi della competenza e della qualificata collaborazione di mons. Amato, il quale, recentemente, ha pubblicato a puntate sullo stesso mensile, inserti staccabili che è possibile raccogliere in volume, dedicati al Giubileo 2025, Saggi di cultura, arte e spiritualità, forse l’ultima sua pubblicazione, conclusa nel numero di Dicembre 2025 della rivista.

Alla famiglia vanno le condoglianze più sentite e affettuose del direttore Felice de Sanctis, che ha avuto il privilegio di averlo come amico, e della redazione di “Quindici” alla quale mancherà come studioso e soprattutto come persona e sacerdote di grande fede e umanità.

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