Nel centro antico di Molfetta alla scoperta di volti e storie: imparare divertendosi
Presentate due nuove pubblicazioni pensate per i ragazzi ma coinvolgenti per tutti
da sinistra: Giuseppe MInervini, Lucrezia Modugno, Patrizia Roselli, Anna Capurso, Pietro Capurso
MOLFETTA – Far innamorare i bambini della propria città, invitarli a guardare luoghi familiari con occhi nuovi: è questa l’aspirazione che ha guidato la docente Patrizia Roselli a realizzare due agili e complementari pubblicazioni: “Gli amuleti di Molfetta” e “Coloriamo Molfetta”.
Il lavoro è frutto del progetto curricolare “Tesori d’arte della città”, finanziato dal Comune di Molfetta, nato con l ‘obiettivo di suscitare nei più giovani il senso di appartenenza, di cura e tutela verso la nostra città.
Le pubblicazioni, incentrate su dettagli architettonici (stemmi nobiliari e vescovili, mascheroni apotropaici, immagini sacre e affreschi, epigrafi e incisioni) che connotano il centro antico e che, troppo spesso, sfuggono ai nostri rapidi sguardi, sono state presentate in una affollatissima sala Finocchiaro.
Nel corso della serata è intervenuto, tra gli altri, il prof. Giuseppe Minervini, dirigente scolastico dell’I:C: Manzoni-Poli, il quale, nel sottolineare l’importanza dell’educazione all’arte e alla bellezza, ha esortato a “rallentare” il passo per scoprire tante piccole meraviglie che si nascondono nelle nostre città.
Sulla stessa linea d’onda si è articolata la riflessione della dott. Lucrezia Modugno, vicepresidente della Coop. FeArT nonché referente dell’Info Point Turistico di Molfetta, la quale ha ripreso il tema dell’imparare ad osservare e, soprattutto, del prendersi tempo per osservare. La dott. Modugno ha sottolineato l’importanza di educare i più giovani a indagare con questo sguardo nuovo e acuto il territorio, anche quello considerato il più familiare; si tratta sicuramente di un esercizio che, partendo dai piccoli, può coinvolgere anche gli adulti. Non è un caso, ad esempio, se i ragazzi che partecipano alle attività proposte dalla Coop. FeArT, tornano a visitare il Museo Diocesano con i propri genitori.
Alla presentazione è intervenuta anche l’avv. Anna Capurso, già assessore alla Socialità con delega alla promozione del Centro Storico, ruolo che ricopriva durante la fase iniziale del progetto. L’avv. Capurso ha posto l’attenzione sul connubio tra creatività, conoscenza e senso civico, fondamenta di “Tesori d’arte della città”.
Dulcis in fundo, l’interessante riflessione di Pietro Capurso che, partendo dalla riflessione sul significato di “amuleti”, ha tracciato un rapido excursus sui momenti più cupi e violenti della storia cittadina, come il Sacco del 1529 o la rivolta antigiacobina del 1799.
Ma veniamo ai testi: entrambi definiti dall’autrice “ad alta leggibilità”, grazie a un carattere lineare e a una interlinea maggiorata. A guidare il percorso ne “Gli amuleti di Molfetta” sono due ragazzi, Sara e Corrado, che passeggiano per le viuzze del cento antico inseguendo un cervo (lo stemma della famiglia Esperti che, straordinariamente, prende vita – n.d.r.), scoprono mille volti e mille storie (raccontate in rima, grazie alla collaborazione di Pietro Capurso, come ha evidenziato l’autrice). Il viaggio dei ragazzi si trasforma in una caccia al tesoro che coinvolge anche il lettore, invitato a percorrere a sua volta gli stessi vicoli e a ritrovare i segni nella pietra.
“Coloriamo Molfetta”, poi, consente al lettore di trasformare quelle immagini, quelle edicole votive, quegli stemmi secondo la propria visione, poiché, dopo averli individuati grazie alla mappa allegata al volume, è possibile colorarli a proprio piacimento.
Una maniera per conoscere, osservare, imparare divertendosi.
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Autore: Isabella de Pinto