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Piano di rientro sanitario pochi tagli all'ospedale di Molfetta
15 gennaio 2011

Anche il presidio ospedaliero «Don Tonino Bello» di Molfetta vittima del Piano di rientro della sanità pugliese. Piovono tagli dai cieli romani. «Quelli imposti dal governo Berlusconi non sono solo sacrifici, ma violenze, ingiustizie e brutalizzazioni sulla società - ha commentato il governatore Nichi Vendola - immaginare di affrontare la crisi economica- sociale e finanziaria tagliando le reti che proteggono le persone più fragili è veramente un’idea selvaggia del governo». Servizi minori per i cittadini, limitate saranno le risorse finanziarie disponibili dal Fondo sanitario nazionale. Disciplinato, intanto, il monitoraggio dei bilanci delle strutture per «migliorare il grado di affidabilità dei conti delle aziende sanitarie pubbliche regionali e incrementare il livello di trasparenza dell’azione di controllo da parte degli organi preposti» (Dief, Documento di indirizzo economico-funzionale del Servizio sanitario di Puglia). RIORGANIZZARE LA RETE OSPEDALIERA Razionalizzazione della rete ospedaliera e incremento dell’appropriatezza dei ricoveri, i cardini imposti dal Patto per la Salute 2010-2012. Prevista la disattivazione di 1.411 posti letto (1.224 per acuti e 187 per post-acuti), con relativo adeguamento delle dotazioni organiche dei presidi ospedalieri pubblici (4 posti letto ogni mille abitanti, 0,7 per la riabilitazione e lungodegenza post-acuzie). In particolare, 500 posti letto (130 negli enti ecclesiastici e 370 nelle aziende/enti del Servizio sanitario regionale) saranno disattivati entro il dicembre 2011, altri 300 nelle case di cura private accreditate entro il dicembre 2012. Previste dal Piano di rientro anche la chiusura di 15 stabilimenti ospedalieri (6 in provincia di Bari, 4 in provincia di Lecce, 3 in provincia di Foggia, 2 in provincia Bat e Taranto) e la riconversione di altri 3: equilibrio economico e contenimento della spesa, il punto d’arrivo, se questa razionalizzazione/ contrazione implica nel triennio 2010-12 un risparmio di oltre 133milioni di euro. SFORBICIATA POSTI LETTO E PERSONALE Una sorpresa il taglio dei posti letto per l’ospedale di Molfetta, da 128 a 112. Riorganizzazione necessaria in day service, che interessa il day hospital di ostetricia e ginecologia (-4 posti letto), la lungodegenza (-12), i reparti pediatria (-2) e chirurgia generale (-6), mentre si aggiungono 4 posti letto al reparto di ortopedia, 2 a nefrologia e oncologia. Allarmante, invece, la riduzione dell’organico del personale: blocco del turn over, autorizzate nuove assunzioni «in caso di comprovata necessità e urgenza» (Dief ). La norma, imposta da Tremonti per l’approvazione del Piano di rientro, rischia di svuotare il sistema sanitario dall’interno, fino alla paralisi per mancanza di addetti, a danno degli utenti. Ridotta anche la spesa del personale medico pugliese, costato nel 2010 quasi 2,88miliardi di euro. Infatti, pur essendo il più basso in tutta Italia (quasi 48mila gli addetti, 8,7 ogni mille abitanti), l’organico pugliese ha il costo nazionale più salato (59.930 euro per ogni unità). Quasi 106,12milioni di euro da risparmiare nel triennio 2010-12. Misure che peseranno sui pazienti e sull’esercizio sanitario regionale e locale, ma non sono le uniche novità. La razionalizzazione della spesa farmaceutica impone non solo la modifica del sistema di remunerazione per la distribuzione da parte delle farmacie convenzionate (quota fissa di 7,55 euro per le farmacie e 2,65 euro per i distributori intermedi), ma anche la rimodulazione regionale del sistema di esenzione del ticket per la farmaceutica (introdotto un ticket di un euro per ricetta). ALTRE MISURE, ALTRI TAGLI Il Piano di rientro sanitario riduce la spesa delle prestazioni aggiuntive (ore aggiuntive dei medici, concorsi nelle spese, forniture, ecc.), costate 37milioni di euro nel 2009, «per ottenere una migliore riorganizzazione della rete ospedaliera e una più efficiente sistemazione del personale» (Dief ). Nel prossimo triennio dovranno rientrare ben 30,2milioni di euro. La razionalizzazione della spesa intacca anche l’acquisto di beni e servizi, con una riduzione progressiva dei costi da 4.400 euro a 18mila euro nel 2012. Soffocato l’acquisto di macchinari specifici e tagli per le consulenze sanitarie e non sanitarie fino al -40% nel 2012. Diminuisce il personale, decrescono le visite giornaliere, ma si punta a ridurre i tempi delle liste di attesa con «il governo della domanda delle prestazioni», si legge nel Dief: saranno attuate «procedure di verifica dell’appropriatezza prescrittiva» quali «utilizzo delle classi di priorità», «presenza del quesito diagnostico», «corretta identificazione delle prime visite e dei controlli». Insomma, indurre il paziente a ricoveri appropriati, perché l’ospedale non è l’unico punto di riferimento sanitario sul territorio. Perciò, sarà potenziato l’Uvarp (Unità di Valutazione della Appropriatezza dei Ricoveri e delle Prestazioni), per raggiungere una riduzione di mezzo punto nel 2011 (4milioni di euro) e un punto nel 2012 (6milioni di euro). Privilegiati i ricoveri in regime ambulatoriale (diurno) e le urgenze, per le cui prestazioni saranno definiti «in via provvisoria, adeguati importi tariffari e adeguate forme di partecipazione alla spesa, determinati in maniera da assicurare minori oneri a carico del servizio sanitario nazionale rispetto alla erogazione in regime ospedaliero».

Autore: Marcello la Forgia
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