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Ospedale, nuovo piano di Fitto: un contentino a Molfetta
03 ottobre 2002

MOLFETTA – 3.10.2002 Articolazione semplice con 10 posti di chirurgia e 10 di ortopedia e traumatologia; day surgey di urologia e ginecologia; 40 posti di Rsa, mentre “per quanto riguarda l'attività trasfusionale, si rinvia al piano sangue”: sono queste le novità del piano ospedaliero regionale, modificato da Fitto, che comunque lascia inalterato il numero dei tagli dei posti letto complessivi. Si tratta, in pratica, di un contentino (due sottoreparti, un “polo sub dipartimentale” dipendenti da Bisceglie) che serve a tacitare parzialmente le proteste di molti cittadini per i tagli alla sanità che, in pratica, restano come in origine, tant'è che a Terlizzi considerano solo briciole questi “aggiustamenti”. Una specie di premio di consolazione, per accontentare qualche primario, come ha dichiarato lo stesso Alberto Tedesco, consigliere regionale di opposizione: “hanno finalmente gettato la maschera, si sono inventate le articolazioni per non scontentare primari e hanno regalato day hospital e day surgey a pioggia. La legge dice che i day hospital devono essere pari al 10% dei posti effettivi. Loro stanno inventando i primari del day hospital e day surgey creando grandi disparità”. E i costi aumenteranno, altro che risparmi. Una presa in giro, insomma: un pasticcio peggiore della prima stesura del piano. E il sindaco di Molfetta, Tommaso Minervini, ormai perfettamente calato nella parte del berlusconiano di destra, copia il Cavaliere di Arcore e mostra soddisfazione per questo risultato che ha solo un effetto di immagine, ma che in realtà lascia i tagli come previsto. Con questa “rimodulazione” del piano, “il rischio è che – come sostiene l'opposizione di centrosinistra - in alcune unità operative si concentreranno primari confermati e primari spodestati, che si contenderanno pazienti e residui posti letto”. Insomma, la battaglia è appena cominciata. E i pazienti, i cittadini ammalati? Ma quelli non contano, contano i tagli e i “baroni” ospedalieri che vanno accontentati. La realtà resta quella prevista dal piano che, lo ricordiamo, prevede interi reparti spazzati via (chirurgia generale, urologia, ortopedia e traumatologia, ginecologia e ostetricia, pediatria, nefrologia). Soltanto 20 posti letto per le malattie dell'apparato respiratorio, con un nuovo reparto di neurologia portato a 20 posti e psichiatria (15), oltre ai 4 posti letto per l'Utic (Unità di terapia intensiva coronarica) e ai ben 68 posti per lungodegenza. Questo era il piano di riordino per Molfetta. Il problema degli ospedali, come abbiamo sempre sostenuto, è anche quello dell'assistenza, sempre insufficiente, che costringe i parenti ad assistere i malati. Il trasferimento dei reparti in altra città, renderà ancora più difficile tale assistenza e a rimetterci saranno sempre i meno abbienti che non possono permettersi un infermiere di notte o che dovranno indebitarsi per farlo: è questo il risparmio della sanità? Sulla pelle e sulle tasche dei cittadini, nelle quali Berlusconi dice di non voler mettere le mani, ma che in pratica scippa con destrezza. A tutto vantaggio dell'immagine e del governo virtuale (a Molfetta si chiama “governo a rete”) e solo a fini di consenso elettorale. Ma la gente non è così stupida. I giochi politici non si possono fare sulla pelle dei cittadini. Felice de Sanctis
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