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Nuova pista di atletica a Molfetta, altro boomerang del centrodestra, l'assessore Abbattista risponde a muso duro a Mariano Caputo: incompetenza e spreco di denaro pubblico Lavori fermi per problematiche tecniche sollevate dalla ditta a causa di una carente progettazione approvata quando il consigliere Caputo da assessore alle opere pubbliche ha incaricato direttamente un professionista liquidando una parcella passata da 20.000 a 150.000 euro. Chi ha sbagliato dovrà renderne conto
28 maggio 2015

MOLFETTA – Ancora un boomerang del centrodestra a Molfetta, a conferma non solo dell’incapacità di governare, avendo lasciato una città in ginocchio e degradata, ma anche di non rendersi conto nemmeno delle proprie affermazioni.

E’ quello che, in pratica, si ricava dalla durissima risposta che l’assessore Giovanni Abbattista ha dato al consigliere comunale dell’opposizione, Mariano Caputo oggi in rotta con Azzollini e sostenitore dell’altro consigliere trasformista Saverio Tammacco che appoggiano il candidato del centrosinistra alla Regione.
“La prudenza, quando non proprio il pudore, avrebbero dovuto consigliare a Mariano Caputo di serbare un doveroso silenzio sulla delicatissima vicenda relativa alla pista di atletica”, dice Abbattista, assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Molfetta nel rispondere alle dichiarazioni, imprudenti e azzardate (per motivi elettorali) diffuse nei giorni scorsi da Caputo.
“Voglio ricordare che stiamo parlando di un appalto del valore complessivo di 4,5 milioni di euro, aggiudicato nel maggio del 2013 a seguito di una procedura ad evidenza pubblica bandita nell’ottobre del 2012 (e cioè quando assessore competente era proprio Mariano Caputo), sulla base di un progetto esecutivo approvato dalla Giunta Comunale nel marzo del 2011, quando assessore ai Lavori Pubblici era sempre Mariano Caputo”.
“Tutto il procedimento amministrativo relativo a questa vicenda – prosegue Giovanni Abbattista - che ha posto le premesse per i gravi  problemi che ci troviamo ad affrontare oggi è stato impostato e  gestito dall’amministrazione nella quale assessore al ramo era proprio Mariano Caputo, il quale, ben sapendo quello che sta emergendo e conoscendo bene  le vere ragioni della sospensione dei lavori e delle riserve iscritte dall'impresa, tenta oggi maldestramente di mettere le mani avanti parlando senza il minimo pudore di incapacità ed inconcludenza dell'attuale amministrazione”.
“Dopo il doveroso affidamento dei lavori che la nostra amministrazione ha fatto nel marzo del 2014 – spiega l’assessore ai lavori pubblici –, infatti, sono subito emerse diverse problematiche tecniche  evidenziate in più circostanze dall’ATI aggiudicataria dell'appalto che ha posto dubbi addirittura sulla eseguibilità stessa dell’opera progettata e affidata”.
“I problemi evidenziati – prosegue Abbattista – sono purtroppo diversi e sono stati accertati a seguito di  una accurata istruttoria che ha coinvolto non solo tecnici interni all'ufficio ma anche tecnici esterni, i quali hanno rilevato l'assenza nel progetto esecutivo (approvato dalla Giunta in cui Caputo era responsabile per i Lavori Pubblici) di indicazioni dettagliate circa gli scavi necessari per realizzare l’opera, hanno rilevato  carenze progettuali che riguardano il sistema di raccolta e smaltimento delle acque meteoriche, il blocco spogliatoi, la struttura della tribuna e la copertura metallica, l’area destinata alla biglietteria, gli stessi impianti elettrici. Stiamo parlando, quindi, di un progetto che, alla luce della istruttoria svolta dopo le riserve sollevate dall'impresa aggiudicataria, risulterebbe addirittura non eseguibile e non avrebbe potuto essere validato e nemmeno andare a gara”.
“E, dinnanzi a questo quadro – attacca Abbattista –, oggi, l’artefice principale di questo ennesimo disastro amministrativo  ha l’impudenza di dare lezioni di efficienza amministrativa, tentando, come è evidente, di mettere le mani avanti e di nascondere le proprie responsabilità scaricandole su chi oggi compostamente sta cercando di porre rimedio all'ennesimo esempio di amministrazione superficiale e pasticciona. Caputo, come detto Assessore ai Lavori Pubblici dell'epoca, anziché vaneggiare sulla incapacità  dell'attuale amministrazione a fini chiaramente elettorali, spieghi come il suo Ufficio  abbia potuto nel 2008 affidare in via diretta l'incarico per la redazione del progetto esecutivo ad un professionista della città per un importo complessivo di euro 20.000 e liquidare poi inspiegabilmente (al di fuori di ogni previsione di legge) circa  150.000 euro, già complessivamente versati in due tranche del maggio e del settembre 2011”.
“Un vero e proprio “miracolo” di  efficienza amministrativa – prosegue Abbattista – che Mariano Caputo, assessore ai lavori pubblici (e, pertanto, competente in questo caso specifico) dovrà spiegare. Da 20.000 euro a quasi 150.000 euro, per un progetto affidato direttamente (e cioè senza alcuna procedura di evidenza pubblica, pur essendo il valore finale dell’affidamento ben superiore alla soglia in relazione alla quale la legge consente un affidamento diretto). Ci parli di questo, Mariano Caputo! Ci spieghi questa incredibile e abnorme lievitazione della parcella liquidata in assenza di ogni presupposto!”.
“Gli uffici ora dovranno valutare le responsabilità di chi ha causato questo ennesimo pasticcio amministrativo, chi ha generato i danni che dalla sospensione dei lavori potranno derivare e chi ha sbagliato dovrà renderne conto. Noi avevamo deciso di lavorare in silenzio alla risoluzione dei problemi, ma essere tirati in ballo in questo modo da chi porta su di sé la responsabilità politica e amministrativa di tutto questo è davvero troppo”.
Sulla vicenda sollevata dal consigliere di opposizione relativa alle liquidazioni già versate alla ditta appaltatrice, Abbattista spiega: “Non esiste nessun caso. Le somme ad oggi versate nel pieno rispetto di quanto previsto nel contratto, risultano comunque inferiori ai lavori già eseguiti e, ad ogni modo l’amministrazione, così come previsto dalla legge, è coperta e garantita dalla fideiussione che la ditta ha dovuto presentare ai fini dell'ottenimento dell'acconto”.
“Quel che più indigna in questa vicenda – ha concluso Giovanni Abbattista – è l'ardire e l'impudenza di chi, artefice di questa ennesima pagina oscura che tanti danni creerà ai cittadini molfettesi, pretende di dare lezioni di buona amministrazione. Ma ogni pazienza ha un limite e davvero dinnanzi a certe accuse non era possibile tacere!”.
Insomma, il disastro finanziario continua e poi c’è il rischio che a pagare siano i cittadini costretti a pagare nuove tasse per colpa delle disfunzioni amministrative e degli errori del centrodestra.

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Mi sembra tanto un 'deja vu'. A voi non sembra? se no, allora provate a rivedervi le vicende del Porto. Ma veniamo al dunque. Tante parole reiterate: 'incompetenza', 'spreco di denaro pubblico', 'il sig. Mariano Caputo (ex Assessore (in)competente)', 'riserve dell'ATI', 'parcelle levitate (perché, poi?)'. Il nocciolo duro della storia sembra essere, come sempre, la pessima gestione - senza vera RESPONSABILITA', riconosciuta e sanzionata, se risultata reale - delle pubbliche risorse, da parte di "dilettanti allo sbaraglio" (da NOI tuttavia, mandati a scaldare la sedia che scaldavano/no!). Per concludere, solo alcune piccole considerazioni: 1) Il Professionista che, senza alcun pudore - stando al racconto dei fatti - ha richiesto 150.000 euro (e, li ha ottenuti: come è facile fare SOLDI ...FACILI!) a fronte di un impegno di 20.000 - 7,5 volte dipiù!!! - ebbene, CHI è costui? 2) Possibile che non esista un dispositivo di legge che consenta di chiedergli ragione di tale sproposito? L'avessero affidata, la progettazione, ad una "ARCHISTAR", forse sarebbe costata meno. 3) L'ATI che ha vinto/aggiudicato l'appalto, avrà presentato un preventivo - frutto verosimilmente di "studio accurato" del progetto, per la determinazione di costi-ricavi, come mai, in sede di esecuzione si ...ACCORGE che il progetto NON E' FATTIBILE, così come è stato concepito? A mio modesto parere, qui non c'è solo da parlare di "vaneggiamenti" di questo o quel politicante da strapazzo; qui, ancora una volta DEVE entrare la Magistratura, con tutta l'autorità che ha e fare luce su un ennesimo scandalo - ce ne era bisogno??? - pubblico.



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