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Molfetta, la perizia dell'ing. Mastropierro conferma il mitragliamento del peschereccio “Francesco padre” L'avvocato dei familiari precisa meglio le dichiarazioni del perito ing. Mastropierro sulla vicenda sulla quale sta indagando la Procura di Trani con l'ipotesi di un'aggressione da parte dei serbo-montenegrini
10 dicembre 2010

MOLFETTA – La tesi che il motopesca molfettese “Francesco Padre” (foto) sia stato mitragliato e quindi affondato nella notte del 4 novembre 1994 a 20 miglia dalle coste del Montenegro, è confermato dalla perizia dell’ing. Mastropierro, come “Quindici” ha pubblicato qualche giorno fa.  
In relazione alla vicenda del Motopesca Francesco Padre, sulla quale sta indagando la Procura di Trani, per la quale è stata disposta la audizione, da parte degli Inquirenti, dell'ing. Francesco Mastropierro, consulente di parte dei familiari delle vittime, l’avv. Nicky Persico, legale della signora Pansini e degli altri familiari, scrive a “Quindici” per precisare meglio la notizia «attesa la complessità della vicenda, che può facilmente causare interpretazioni involontariamente fuorvianti – scrive Persico -, appare opportuno specificare che l'ing. Mastropierro medesimo ha inteso fornire valutazioni tecniche che escludono decisamente l'ipotesi di una esplosione causata da ordigni bellici ripescati o con i quali il peschereccio sarebbe entrato in collisione.
Tanto sia a mezzo delle dichiarazioni rese in sede di audizione alla stessa Procura di Trani, sia tramite il preventivo deposito, da parte dei legali, di integrazioni peritali.
Dette tesi, argomentate tecnicamente secondo il punto di vista dell'Ing. Mastropierro, sono ampiamente condivise dal pool di difensori composto dagli avv.ti Persico, Amenduni, Ghiro e D'Astici, che rappresentano gran parte dei familiari, e dai familiari stessi.
Il Comitato dei familiari, tramite Maria Pansini, figlia del Comandante del “Francesco Padre”, ribadisce totale fiducia nell'operato dell'Ing. Mastropierro, che segue la vicenda da moltissimi anni, e nei confronti degli Inquirenti, auspicando risultati concreti a detta imponente attività investigativa, che possano condurre all'accertamento della verità, e delle eventuali responsabilità. Peraltro la decisione di ascoltare l'Ing. Mastropierro, invero, testimonia la scrupolosità delle indagini in corso».

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