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Molfetta, carta vince… carta perde, anche l'Azione cattolica diocesana di Molfetta contro il trasformismo politico e la grande ammucchiata e il voto di scambio
26 maggio 2015

MOLFETTA – Anche l’Azione Cattolica diocesana di Molfetta vuole dire la sua sulle prossime elezioni regionali e condannare il trasformismo e la grande ammucchiata al centro e il voto di scambio

Siamo ormai giunti alla volata finale di questa ennesima campagna elettorale; domenica 31 maggio, infatti, tutti gli elettori pugliesi saranno chiamati a partecipare al voto per l’elezione dei componenti del nuovo Consiglio e del nuovo Governatore della Regione Puglia.

Certamente saranno giorni frenetici per coloro che in qualche modo sono interessati da questa campagna elettorale o direttamente coinvolti in essa ed è da non sottovalutare il fatto che tanti siano i politici nostrani coinvolti in questa rincorsa ad uno scranno di via Capruzzi.

Sentiamo la necessità, come Azione Cattolica, di condividere con le nostre città alcune riflessioni, che scaturiscono innanzitutto dal bisogno di rispondere ai tanti “perché” che si stanno da settimane presentando nella mente di tanti elettori locali.

Senza dubbio questa tornata elettorale si inserisce in un momento storico molto particolare di restiling del panorama politico italiano; dopo l’illusione del bipolarismo da molti evocato e crollato dopo un ventennio di faticosi tentativi (a sinistra prima e a destra dopo), oggi ci troviamo nella fase politica di quello che altro non è se non la ricostruzione di un grande partito di moderati che, isolando da un lato le briciole della sinistra e dall’altro i resti della destra, si assicura governabilità duratura con buona pace di piccoli ostacoli, magari qualche corrente interna che, per la legge dei grandi numeri, è destinata sempre e comunque a soccombere.

Quello che è successo in Puglia in questa tornata elettorale è esattamente la ripercussione sul territorio di ciò che si sta vivendo a livello nazionale; forse, tutto questo è stato anche facilitato da chi non ha di fatto creato le condizioni politiche perché il “modello Puglia”, che per anni è stato un modello a cui tanti hanno fatto riferimento in Italia, potesse continuare, sia dal punto di vista politico che dal punto di vista amministrativo. A riprova del fatto che la politica basata sul fascino di un leader, prima o poi si scioglie nel nulla se il leader non è in grado di creare una continuità.

Ed è quindi sulla nuova tendenza alla grande ammucchiata al centro che si caratterizza questa campagna elettorale; con candidature strane, caratterizzate da arguti trasformismi o da semplici scambi di casacche, di fronte ai quali si fa fatica a capire la coerenza (se mai ci fosse) e le motivazioni di certe scelte, con movimenti da giocolieri del tipo “carta vince…carta perde” che non fanno altro che lasciare il cittadino confuso e inorridito.

Continuiamo a sostenere, come già fatto anni fa in occasione della campagna “IO CAMBIO”, che spesso si farebbe cosa buona e giusta nel restare fermi un giro, per riflettere, per ricercare anche un pizzico di coerenza, anche perché, volendo, la propria passione per la polis la si può vivere in tanti altri modi, per il bene della comunità.

In questo scenario confuso e dai contorni “liquidi”, latita l’idea di Regione Puglia che si vuol andare a costruire; se ci pensiamo bene, alcuni programmi sono stati presentati solo qualche giorno fa, a pochi giorni dal voto e quando comunque le liste erano state ampiamente presentate; altri mancano del tutto. Questo ci fa capire che molte delle famose “liste” di candidati che si presentano alla competizione, certamente non sono state realizzate scegliendo persone che condividessero “un’idea” di Regione Puglia da realizzare nel prossimo mandato, bensì semplicemente aggiungendo palline all’abaco dei pacchetti di voti che ogni politico era in grado di portare con sé. E questo a prescindere dalla provenienza, dalla storia politica e dall’onestà del singolo candidato.

E’ triste e deprimente apprendere proprio in queste ore che la Commissione Parlamentare Antimafia ha dichiarato “impresentabili” ben 13 candidati e, di questi ben 6 sono nelle liste pugliesi. Gente macchiatasi di reati quali corruzione, turbativa d’asta, falso, finanziamento illecito, abuso d’ufficio, truffa aggravata ai danni dello Stato, deturpamento delle bellezze naturali …

Permetteteci di chiedere ai nostri candidati ed ai nostri partiti dove fossero quando questa gente è stata candidata. Che fine hanno fatto i codici etici dei partiti? Come porre rimedio a questa vergogna?

Il malessere della gente è forte, fortissimo questa volta… a sinistra come a destra!

Dinanzi a tutto questo sembra quasi passare in secondo piano quanto si apprende dai giornali relativamente alle pratiche di voto di scambio impunemente portate avanti da molti candidati anche in questa tornata elettorale. Abbiamo attaccato questa pratica anni fa con IO CAMBIO e non abbiamo problemi a farlo anche oggi, e ogni qualvolta sarà necessario farlo; che si tratti di candidati di sinistra, di centro o di destra a noi, sinceramente, poco interessa.

E allora come venir fuori da questa rabbia? Come convincere ancora una volta i nostri aderenti, i cittadini, i giovani ad andare a votare?

Lo facciamo innanzitutto ricordando a tutti che la politica non è solo quanto finora abbiamo accennato; c’è la bella politica, quella fatta di vicinanza ai problemi delle persone, di sacrifici, di coerenza e di pulizia, incarnata da persone con nomi e cognomi e progetti politici chiari e definiti. Ed è questa l’idea di politica che dobbiamo condividere e rendere concreta nei nostri territori.

Lo facciamo invitando tutti i cittadini a non privarsi mai del diritto al voto, perché con l’astensionismo non si denuncia nulla, ma si è solo silenziosi e assenti e l’assenza non ha mai contribuito a cambiare le cose. Ci sono tante proposte, tante candidature; informatevi, partecipate ai momenti di dibattito, cercate di conoscere le storie dei candidati, il perché delle loro scelte e pensate che il futuro di questa Regione è anche nelle vostre mani!

Lo facciamo invitando tutti i cittadini a denunciare episodi di voto di scambio e di ogni “proposta indecente” che potrà essere presentata; fatelo in memoria dei giudici Falcone e Borsellino, in memoria del sindaco Carnicella, in memoria di tutti quegli uomini e quelle donne che hanno dato la loro vita in nome della legalità e della giustizia!

Lo facciamo con le parole tratte dal celebre discorso di Calamandrei sulla Costituzione, tenuto nel gennaio 1955 dinanzi a giovani universitari di Milano: “……...una delle offese che si fanno alla Costituzione è l’indifferenza alla politica…La politica è una brutta cosa. Che me ne importa della politica. E io quando sento fare questo discorso, mi viene sempre in mente quella vecchia storiellina, che qualcheduno di voi conoscerà di quei due emigranti, due contadini che traversavano l’oceano, su un piroscafo traballante. Uno di questi contadini dormiva nella stiva e l’altro stava sul ponte e si accorgeva che c’era una gran burrasca, con delle onde altissime e il piroscafo oscillava. E allora uno di questi contadini, impaurito, domanda a un marinaio “Ma siamo in pericolo?” e questo dice “Secondo me, se continua questo mare, tra mezz’ora il bastimento affonda.” Allora lui corre nella stiva a svegliare il compagno, dice: “Beppe, Beppe, Beppe”… “che c’è!” … “Se continua questo mare, tra mezz’ora, il bastimento affonda” e quello dice” che me ne importa, non è mica mio!” Questo è l’indifferentismo alla politica.”

E allora destiamoci, usciamo fuori dalla stiva e andiamo sul ponte a renderci conto di cosa possiamo fare per salvare noi e il bastimento. Buon voto a tutti!

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Un'altra storiella rispecchia molto bene le realtà della società contemporanea. Un contadino dopo anni e anni di duro lavoro e sacrifici, decide di prendersi il giusto riposo anche per l'età che inesorabilmente ti fa capire quando è giunta l'ora di dire “basta”. Si reca così nel porcile dove i suoi ultimi dieci maiali rimastogli, e, vedendoli ben pasciuti e cresciuti, dice ad alta voce: “Miei cari compagni di viaggio, anche se con dispiacere, ho deciso di farvi salsicce, così da domani mattina verrò a prendervi uno alla volta e zac……… Vi prego non me ne volete.” Chiude così il porcile ritornando alle sue faccende. Cosa succede nel porcile? Grugnando e ronfando i maiali si riuniscono in “assemblea” decidendo il da farsi. Decisione all'unanimità: quando la mattina dopo il contadino si affaccerà nel porcile per eseguire quanto proposto, tutti e dieci i maiali salteranno addosso al malcapitato e zac……..Non ci sarà nessuna salsiccia. Tutti d'accordo sul da farsi, non esisteva altra soluzione. La mattina dopo il contadino apre il porcile e quale fu la sorpresa: i dieci maiali erano tutti in fila uno a fianco dell'altro, in attesa. Pur stupito il contadino, indicando un maiale con il dito di una mano disse: “Stamattina tocca a te”. A sentir questo, gli altri nove scapparono a nascondersi felici e contenti, oggi non toccava a nessuno di loro, che fortuna, che culo. Il contadino prese così il maiale convenuto e andò via………a far salsicce. I nove rimasti una volta usciti dal loro nascondiglio, riunitosi in “consiglio” decisero ancora una volta la soluzione a loro favorevole, la stessa del giorno prima: aspettare che il contadino entrasse nel porcile, poi saltargli tutti addosso. Fu così per tutti i dieci giorni e, nella cucina del contadino, per molti giorni dell'anno appese al soffitto, furono ben visibili trecce di salsicce fresche e profumate di dieci maiali. Morale della favola? Si sta facendo, lentamente, la fine dei dieci maiali. Uno alla volta……lentamente.
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