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“Meglio morire di virus che di fame”
15 maggio 2020

Siamo già alla Fase 2 che segue la stretta quarantena dell’emergenza coronavirus e allenta un po’ le rigidità dei primi due mesi. Cosa si aspetta la gente dalla riapertura graduale e come pensa di affrontarla. “Quindici” lo ha chiesto ai cittadini di Molfetta, con questa breve inchiesta. Ecco le domande che abbiamo rivolto a tutti. - Qual è la prima cosa che farà alla riapertura? - Pensa che il virus scomparirà da solo lentamente oppure c’è il rischio che possa ritornare con forza? - Cosa le è mancato di più in questo periodo di quarantena? Ha risentito molto della limitazione della libertà di movimento? Pensa sia accettabile? - Come considera la richiesta di alcuni politici di riaprire tutto per evitare la crisi economica? - Meglio morire di fame o di virus? - Quale alternativa possibile? - Lei ha paura? - Ritiene sufficiente la mascherina e il distanziamento sociale alla riapertura, per evitare il contagio? - Crede che la gente dopo due mesi di clausura, accetterà di mantenere la prudenza e alcune restrizioni? - Cosa dovrebbe fare secondo lei il governo, dare soldi a tutti? Dove li deve prendere per assicurare i servizi (trasporti, sanità, scuole, stipendi, ecc.), nuove tasse, scoprire gli evasori, togliere i nostri risparmi dalle banche con un prestito forzoso? - Si aspetta una crisi economica terribile, dopo la riapertura? Ce la faremo? - Cosa pensa della app che dovrebbe controllarci a distanza? - Ritiene che le partite di calcio debbano riprendere? Secondo lei ci sono rischi di contagi? - Le scuole dovrebbero riaprire a settembre, anche se la pandemia non è finita? - Se è studente o insegnante: come è andata la didattica a distanza? É riproponibile? - Se è lavoratore: come è andato lo smart working? È riproponibile? Diventerà comodo per alcune aziende, anche per pagare di meno i lavoratori? É il lavoro del futuro, che abbiamo sperimentato con il coronavirus? - Cinema e teatri dovrebbero riaprire subito? - Cosa pensa di fare quest’estate? Andare al mare oppure restare a casa? Pensa che sia possibile controllare tante persone sulla spiaggia, soprattutto quella libera? Vale la pena rischiare? L’alternativa quale sarebbe? Andare in campagna, come si faceva negli anni Settanta, quando fiorirono tante villette a Molfetta? - Crede che torneranno i turisti? - In conclusione, sarà un’estate triste? SARA, 26 ANNI, DIPENDENTE MCDONALD’S MOLFETTA - La prima cosa che farò alla riapertura sarà andare a mangiare una pizza in riva al mare, rigorosamente accompagnata da una birra “sudata”. - La teoria dell’immunità di gregge, per quanto controversa, penso sia una vera e propria soluzione, il virus continua a mutare ma anche noi esseri umani siamo in grado di sviluppare anticorpi grazie all’esposizione al virus. Probabilmente ci sarà comunque un nuovo aumento di contagi e morti, purtroppo. - Per quanto sia inaccettabile la privazione di libertà, alla fine ci troviamo in un momento molto particolare. Senza queste restrizioni i danni sarebbero sicuramente stati molto più ampi. Ciò che più mi è mancato è stata la normalità, dalla routine del mio lavoro al vedere i miei amici. - Bisogna analizzare la questione su tutti i punti di vista. Il mondo non può fermarsi, infatti questa crisi economica sta colpendo tutti a livello globale. Bisogna sicuramente riaprire, ma con le dovute precauzioni e, soprattutto, distinguendo le zone meno colpite da quelle più colpite. - Difficile come domanda, nessuna delle due opzioni sarebbe meglio. Qualora dovessi scegliere, penso sia meglio il virus. - Penso che in un periodo come questo tutti abbiamo paura, chi più chi meno. Io ho paura più per i risvolti socioeconomici che per il virus in sé. - Potrebbe essere non sufficiente, purtroppo però di questo virus sappiamo ancora poco, quindi vedremo appena partirà la fase 2. - Penso che questa sia, purtroppo, una cosa soggettiva. Durante la fase uno ci sono comunque stati i “furbetti” che hanno ampiamente trasgredito alle regole. Penso che queste stesse persone abuseranno della fase 2, così come chi è stato rispettoso delle disposizioni continuerà a rispettarle, con la semplice differenza di poter prendere un po’ di fiato. - Ovviamente è impensabile che ci siano soldi gratis per tutti. Sicuramente la BCE potrebbe stampare più denaro, nonostante il rischio di inflazione. Sicuramente potremmo tagliare gli stipendi ai politici, come già avvenuto in altre parti del mondo. Si potrebbe legalizzare la cannabis, settore che negli ultimi stati in cui è stata legalizzata (Colorado, Ohio, Uruguay) ha portato migliaia di nuovi posti di lavoro e migliaia di dollari in più alle casse dello stato. Ci sono più cose da poter fare, il problema è verificare se c’è la volontà di farle. - Penso che per un Paese come il nostro che ha già un debito pubblico molto alto ci sarà davvero una brutta crisi economica, ben più grave di quella del 2008. Sicuramente molte aziende e attività commerciali andranno in fallimento, è inevitabile. Spero però che per quante ne muoiano, tante ne nascano. - Penso che l’app nonostante tutto quello che viene detto a riguardo, tutelerà la nostra privacy rendendoci utenti anonimi, e quindi penso anche che sia utile allo scopo. Spero solamente che una volta finita l’emergenza non venga utilizzata per scopi ignobili. - Per quanto mi riguarda penso che si stia meglio senza le partite ogni domenica. Nonostante capisca perfettamente che sia un settore che fa girare molti soldi, sicuramente non fa parte delle priorità. Come tanti altri settori attualmente in crisi (turismo, ristorazione, body care ecc ecc) bisogna pazientare e aprire solo quando si potrà farlo in sicurezza. - Penso che la didattica online stia riscuotendo un buon successo, se si amplierà il personale scolastico non dovrebbe essere necessario riaprire con la pandemia in corso. Sicuramente per le scuole dell’infanzia e le elementari sarebbe opportuno mantenere un rapporto continuativo e de visu con il docente, ma i rischi sono comunque ancora alti. Spero vivamente che il vaccino sia brevettato entro l’autunno. - Ci sono settori, tipo quello in cui sono impiegata io, per cui è impossibile praticare Smart working. Probabilmente potrebbero strumentalizzarlo per pagare meno i lavoratori e ridurre l’organico, ma mi auguro vivamente non sia così. - Il settore dello spettacolo penso sia il settore al momento più colpito. Aprire subito mi sembra impossibile, ho letto però in rete di alcune interessanti proposte tipo il ritorno dei cinema drive-in. Mi sembra un ottimo modo per poter contenere, anche se in modo blando, le perdite che questo settore sta subendo. - Penso che sia impossibile controllare l’affluenza della gente, sia sulle spiagge che nelle campagne. La cosa migliore da fare resta quella di applicare le regole illustrateci fino ad ora e sperare nel buonsenso, ma soprattutto nello spirito di adattamento di tutti. - Penso che il ritorno dei turisti sia un miraggio ancora lontano, soprattutto in una città come la nostra che non è una vera e propria meta turistica. - Sarà triste come è stata la primavera. Al momento possiamo solo aspettare e sperare che davvero #andràtuttobene. FILIPPO, 26 ANNI, STUDENTE E LINGUISTA - Andrò al mare a farmi un bel bagno, qualora sia concesso. - Non credo che il virus scomparirà molto velocemente. Ritengo che questa situazione di distanziamento sociale si protrarrà ancora per moltissimo tempo in virtù del fatto che, non essendoci ancora un vaccino, saremo ancora costretti a convivere con i virus. - Mi è mancato molto vedere i miei amici, fare passeggiate, viaggiare. Ho sofferto tanto e purtroppo credo che non rivedremo le nostre libertà individuali ancora per molto. È questo quello che fa davvero male. - Credo che i politici che richiedano una riapertura in realtà siano soltanto degli incompetenti. Dico questo per il semplice fatto che piuttosto che riaprire il tutto sarebbe necessario, in primo luogo, focalizzarsi sulla modalità di riapertura: ciò significa mettere in sicurezza tutti i settori lavorativi e, in seguito, pensare in maniera ragionata anche ad una riapertura. Reputo comunque inopportuno il fatto che la quarantena abbia ormai superato i due mesi senza alcuna misura pratica che garantisca una reale convivenza col virus. Questo perché l’impressione data dal governo è semplicemente quella di temporeggiare invece che agire per il nostro magnifico paese. - Meglio morire a causa del virus, questo perché almeno si muore con una adeguata assistenza.
A mio avviso l’unica alternativa è quella di permettere a tutti di rientrare in un’ottica di produttività che garantisca in eguale modo pari dignità. Morire di fame significa morire senza dignità e questa è senza dubbio l’alternativa peggiore concepibile. - Ho paura sì e anche tanta visto che non si vede luce in fondo al tunnel. - Le misure proposte dal nuovo DPCM sono senza ombra di dubbio inefficaci e poco sensate rispetto alla reale condizione di socialità che è propria dell’essere umano. Non da ultimo è sia presidente della Repubblica che del consiglio sono i primi a approcciarsi ad altra persona senza adeguate protezioni e relative distanze di sicurezza da loro stessi introdotte. - La gente ovviamente non sarà d’accordo nel mantenere ancora queste restrizioni che si sono rivelate comunque inefficaci visto che il virus continua a propagarsi. La gente non si fida più né degli esperti scientifici né dei dati riportati dalla televisione. C’è tanto ma con tanto quindi la gente non darà più il giusto valore all’imposizione che vengono dalle istituzioni perché quest’ultime non sono in grado di capirli. - A mio avviso il governo non avrebbe mai dovuto chiudere tutto il Paese ma invece avrebbe dovuto continuare a tutelare la dignità degli esseri umani che vivono in questo paese magnifico garantendo loro la possibilità di continuare a lavorare e guadagnarsi la pagnotta. Il governo è stato molto imprudente sotto questo punto di vista e data la situazione l’unica cosa da fare e riaprire tutto far ripartire tutti settori nella speranza che il virus vada via da sé. - Sicuramente il governo italiano non è stato capace di produrre norme del caso che possano supportare e sostenere tutti lavoratori e, per questo motivo, ritengo che la crisi che entrerà in atto a breve sarà disastrosa e deleteria. Prevede infatti che vi sarà un forte sentimento antieuropeista che porterà nel nostro paese un grande cambiamento politico. - L’app che dovrebbe controllarci a distanza può essere un grande aiuto per il comitato scientifico, ma ritengo che lo Stato non abbia i mezzi per garantire una totale protezione e tutela della privacy di coloro che risponderanno al questionario anche perché poi diventare motivo di individuazione di eventuali focolai e questo può scoraggiare gli utenti ad utilizzarla per evitare ancora l’utilizzo del mezzo della quarantena. - Assolutamente il calcio deve essere abolito. - Le scuole qualora la pandemia non sarà finita non dovranno assolutamente riaprire perché non avrebbe alcun senso esporre i docenti, il personale scolastico e gli studenti stessi, insieme alle loro rispettive famiglie al pericolo di contagiarsi ed esporsi inutilmente visto che le istituzioni e il corpo docente ha dato ampia dimostrazione che la didattica distanza funzioni. - La didattica a distanza ha funzionato, mi sono laureato in modalità telematica è stato deludente è deprimente. - Lo smart working è diabolico perché consente alle aziende di pagare meno i lavoratori e valutare in maniera sbagliata inappropriata tempo dei loro dipendenti. - Assolutamente no. - Voglio assolutamente andare al mare in questo momento il virus non mi fa più paura. - I turisti non torneranno perché ormai l’Italia non è più un Paese sicuro. Forse ci sarà un esodo da parte di abitanti del Nord Italia ma questo verrà sicuramente visto con cattivo occhio quindi gli stessi sono scoraggiati ad approdare sulla nostra costa. - Sì, sarà un’estate e triste ma se le prescrizioni continueranno ad essere in atto credo proprio che sarò costretto ad infrangere la legge, sono stanco e non ce la faccio più. LUCA, 26 ANNI, DENTISTA - Passeggiare in centro città (amo la mia Molfetta)! - Penso che scomparirà rapidamente nei prossimi due mesi. - Mi è mancato spostarmi per andare a trovare i miei cari, viaggiare, fare compere per negozi ovunque volessi e di godermi le belle giornate all’aperto. Ma ritengo la limitazione impostaci più che accettabile. - La considero una buona idea giunti a questo punto (inizio maggio). - Meglio morire a causa del virus. - Lavorare in sicurezza - No, mai avuta, solo un lieve timore quando ho contratto il virus, che è passato con la risoluzione dei sintomi. - Ritengo importante anche la sanificazione ambientale e degli indumenti. - La gente dovrebbe mantenere prudenza e rispettare le restrizioni, ma temo non lo farà in quanto trattasi per lo più di un gregge di pecore ignoranti. - Il governo dovrebbe sostenere le fasce deboli, che effettivamente necessitano aiuto e non dare soldi a tutti, compreso chi potrebbe vivere benissimo senza il sussidio. Ovviamente l’ideale sarebbe quello di agire tassando gli evasori e combattendo contro il sistema mafioso. - La comparsa di una grave crisi economica è incontrovertibile. Sicuramente si uscirà dalla crisi, ma molto cambiati e con abitudini economiche diverse. - Non ho sentito di alcun controllo GPS delle singole persone, piuttosto approvo l’idea di mappare i positivi (facendo riferimento alla loro residenza, ovviamente, e non ad un monitoraggio continuo della loro posizione) - Il rischio di contagio nel calcio è alto, specie per tutto quanto ruota attorno ad una partita. I calciatori possono fermarsi ancora qualche mese senza problema e pertanto ritengo stupido soffermarsi su quello che non è definibile come problema serio - Le scuole devono riaprire solo quando la pandemia sarà finita o la popolazione coperta dal rischio di contagio, non prima, in nessun caso. - Sono uno studente universitario post-laurea e ritengo molto valido questo sistema che ha permesso anche di integrare le lezioni di una certa scuola con quelle di altre scuole - Sono anche lavoratore ma non ho potuto lavorare in smart working in quanto mi occupo di servizi sanitari. Ritengo lo strumento utile solo per alcune categorie e in ogni caso non assoggettabile ad una riduzione di stipendio. - Assolutamente no, solo a pandemia terminata. - Penso di andare al mare, se possibile, altrimenti mi atterrò alle disposizioni di governo. Penso in ogni caso che controllare tutte le persone in spiaggia sia impossibile e pertanto si corra comunque un grosso rischio. L’alternativa della campagna pare accettabile anche se meno entusiasmante. - Purtroppo fino al prossimo anno temo che il calo dei turisti sarà davvero molto significativo. - Sarà un’estate diversa, non sarà di certo qualche limitazione a renderla triste. Dobbiamo essere forti, perché solo così potremmo goderci la prossima estate, che vivremo come la più bella di sempre. EUGENIO, 25 ANNI, STUDENTE - Quando terminerà la quarantena, oltre a ritrovarmi con gli affetti stabili/famiglia cercherò un lavoretto anche se, essendo in cassa integrazione, dato che non ho ricevuto nulla ancora. - Non credo scomparirà fino a quando non saremo tutti vaccinati, una seconda ondata è certa, come la scienza afferma. - Ho risentito molto della limitazione della libertà di movimento però credo al tempo stesso siano giuste queste misure di restrizione. - Considero queste richieste “alla Trump”, basate quindi su pura ignoranza. - Al giorno d’ oggi ci 0 morti di fame rispetto alle migliaia di morti per/con Covid-19 (per la fame ci son sempre mense e strutture caritatevoli, per il virus non c’è niente). - Non ho paura, non so neanche io come descrivere quest’emozione negativa, forse alterata dalla realtà che stiamo vivendo. - Purtroppo le misure preventive come la mascherina o il distanziamento sociale non sono sufficienti, dovremmo continuare così fino a fine giugno, per riscontrare un giovamento nella seconda ondata di contagi. - La gente è provata, non penso possa resistere ancora a lungo. - Secondo me, il governo dovrebbe accettare il recovery found e mettere la dignità e orgoglio da parte. - Io sono ottimista: ce la faremo come ce l’abbiamo sempre fatta! - Per l’app sono d’accordo, ma non penso debba essere facoltativa sennò potrebbe risultare inefficiente a mio parere, la renderei obbligatoria per gli spostamenti comunali e regionali sin da subito. - L’attività calcistica riprenderà a tempo debito, ora non è il caso. - Sono uno studente universitario e in questo periodo sto rendendo di più visto che sono costretto a rimanere a casa e non posso recarmi a lavoro. - La cassa integrazione non è ancora arrivata (marzo e aprile), la ristorazione Smart non potrebbe mai esistere - L’attività teatrale e cinematografica riprenderà quando sarà possibile, adesso non è il caso. - Non mi fido dei lidi balneari aperti a giugno a causa della seconda ondata, problematica che si protrarrà fino a fine luglio. Sinceramente non vedo l’ora di terminare i lavori presso la seconda casa in campagna per andarci a vivere in estate. - I turisti non torneranno per ora e noi non potremmo calarci le vesti di turisti attualmente. - Non sarà estate, non come la intendo io. ANGELA, 28 ANNI, LAVORATRICE: - Sicuramente riabbracciare le mie amiche. - Credo che serva trovare un vaccino per questo virus. A differenza di altri virus degli scorsi anni come la mucca pazza, l’aviaria e la suina credo che ci troviamo di fronte a qualcosa di più complesso. La speranza che scompaia lentamente da sé c’è, qualora si osservino le misure adottate dal governo potremo riconquistare pian piano la normalità. Altrimenti sarà necessario un dietrofront come già annunciato. - Tutte le misure adottate sono giuste secondo me. Non è stato facile per il Presidente del Consiglio prendere decisioni per milioni di persone. Credo siano state adottate giuste misure, purtroppo c’è stata gente che le ha ignorate nonostante l’ammenda elevata e la denuncia eventuale. Si tratta di stupidità ed egoismo per il principio “io sto bene, proprio a me deve succedere!?” Mi è mancato molto il rapporto umano e sociale diretto con i miei amici. Avrebbero potuto lasciare aperte dall’inizio della quarantena alcune aree pubbliche opportunamente contingentate e controllate per i bambini e ragazzi che soffrono di autismo. Sono state loro, secondo me, le persone più colpite da questa restrizione. - Una scelta scellerata: anche se in netto calo, i morti e i nuovi contagi sono ancora tanti. Si rischierebbe di ritornare al 9 marzo, quindi ritengo che la graduale riapertura con le dovute precauzioni sia la scelta più giusta. - Beh, scegliere è difficile. Potrà essere stupido ma io credo nel detto “l’importante che c’è la salute”. Se si è malati, non si lavora e la conseguenza sarebbe morire di fame. Immaginiamo nuclei familiari monoreddito di lavoratore autonomo, senza diritto di malattia o cassaintegrazione, se ad ammalarsi fosse il componente della famiglia che porta a casa lo stipendio? - Aiuti economici per chi è costretto a casa da marzo e facente parte delle categorie delle attività che riaprirebbero il 1º giugno. Stiamo combattendo contro un nemico invisibile, personalmente ho molta paura, ma d’altra parte ho sempre cercato sin dall’inizio di condurre una vita il più possibile vicina alla normalità nell’osservanza delle regole e delle precauzioni dettate dell’Oms. - Sì, li ritengo necessari. In mancanza di una cura, finora si sono dimostrati i mezzi più utili per cercare di sconfiggere l’ulteriore diffusione, oltre alla santificazione degli ambienti. È quello che stanno adottando già da qualche settimana in Cina. - Purtroppo la gente non l’ha mai accettato sin dall’inizio, considerando la quantità di violazione delle regole di assembramenti. Il Presidente vuole andare incontro alle esigenze di tutti sperando sempre nella collaborazione dei cittadini nel rispetto delle regole. Questa è la chiave per non tornare al lockdown totale di inizio marzo. - Facciamo parte dell’Unione Europea e credo che serva un aiuto anche dalle altre nazioni, considerando che l’Italia è finora è lo stato più colpito da virus. Il presidente della nota azienda Mutti ha fatto una proposta che ritengo molto valida riguardo la coltivazione dei campi di pomodori. Ci sono dei settori come il suo che, nonostante la pandemia, stanno lavorando di più e necessitano di personale. Ha proposto di far lavorare le persone che in questo momento percepiscono il reddito di cittadinanza. Quei soldi “risparmiati” si potrebbero reimpiegare per esempio per gli autonomi che sono costretti a casa. - Spero di no, il rischio è alto. Prima della pandemia il nostro Paese non aveva una situazione economica cosi florida. - In Cina la usano già ed è un modo più facile per tracciare e isolare le persone che potrebbero essere state esposte ad un contagio. - Il calcio produce un certo fatturato, ma il contatto tra i giocatori è inevitabile Così come molti altri sport. Si potrebbe sperimentare una ripresa delle attività sportive ma a porte chiuse ancora per un lungo lasso di tempo. - Se la pandemia non sarà finita, no. Si potrebbe però pensare di trovare delle misure di distanziamento. È importante l’inclusione sociale per la crescita del bambino, ma tanto importante è anche la salute. - Non sono un’insegnante e nemmeno una studentessa ma ho sentito molte lamentele di genitori e ragazzi. Molti non hanno la possibilità economica di disporre di tablet o pc per continuare con la didattica e in molti casi gli strumenti donati o concessi in comodato d’uso sono arrivati troppo tardi. Se la situazione dovesse continuare sia inevitabile riproporla ma dovrebbe essere gestita meglio. - Nelle professioni in cui è possibile utilizzarla è riproponibile Pensiamo a nuclei familiari in cui entrambi i genitori lavorano e non è possibile affidare i figli ai nonni o altri. È un modo per stare con i figli e continuare a lavorare, penso anche al periodo dell’allattamento. - Subito sì, ma sperimentando la riapertura con distanziamento sociale. Molti multisala e teatri con tanti posti a sedere hanno la possibilità di adottare il distanziamento sociale come già sperimenteranno sui mezzi di trasporto. - Rendere accessibile anche a livello economico gli stabilimenti in cui è più gestibile l’afflusso delle persone. La spiaggia libera si potrebbe gestire con dei volontari per monitorare l’ingresso e il distanziamento. - Spero che i turisti torneranno il prima possibile. L’Italia ha tanta cultura, arte, storia e paesaggi che da sempre ha attirato turisti di tutto il mondo in tutti i periodi dell’anno. - Credo che sarà un’estate diversa, non triste. Il principio è sempre lo stesso: rispettare ancora regole. Se non lo faremo, rischieremo di nuovo il lockdown e allora sì che sarà una triste e amara estate. EMANUELE, 25 ANNI, STUDENTE E ATTORE - Penso di riorganizzare per riprendere con cautela i miei piani di lavoro. - Credo che evitando di contagiarsi potrebbe scomparire, sempre nel senso civico della gente e nelle restrizioni che ci sono. - Non ne ho risentito molto. Quello che mi è mancato di più è stato ed è lavorare ai miei progetti. - Hanno ragione al 50% sempre nel rischio purtroppo che ci possa essere un’altra ondata di contagi. - Mi dispiace ma non so rispondere. Aprire lentamente e con precauzioni tutto il necessario. Sono contento che i negozi di alimentari e le farmacie sono rimaste aperte fino ad oggi. - Non proprio paura sono solo preoccupato del non ritorno alla normalità. - Non proprio. - Purtroppo no. - Ovviamente il governo dovrebbe iniziare con gli evasori di tasse, secondo anche diminuire il loro stipendio. Mi dispiace dirlo ma i soldi ci sono e solo che li usano in malo modo. - Credo che ce la faremo... siamo comunque una Nazione piena di risorse. - Utile al 50%... sarebbe stata più utile un’applicazione per capire chi è già contagiato. - Secondo me non dovrebbero riprendere perché gli stadi sono luoghi dove la gente si riunisce in massa. - Assolutamente no. - Mia madre svolge il lavoro di professoressa. Da quello che mi è parso di capire il suo lavoro è triplicato ma non ne sta risentendo molto. - Credo che lo smart working sia una cosa buona però ci sono cose che si devono fare per forza in azienda. - Anche se ne va a mio discapito, purtroppo no. - Io personalmente per sicurezza non andrò a mare perché penso che la civiltà della gente sia quasi inesistente: tra sporcizia e possibili contagi preferisco rimanere a casa e studiare/lavorare. - Per il momento penso proprio di no. - Non credo e spero che non sia così. ANITA, 26 ANNI, LAUREANDA - La prima cosa che farò alla riapertura sarà godermi un tramonto con la persona che amo. - Penso che il virus farà lentamente il suo decorso fino a scomparire, invero affinché ciò accada bisogna affidarsi al buonsenso di ciascuno. - In questo periodo mi è mancata soprattutto la quotidianità. Non ho sofferto particolarmente per la limitazione della libertà di movimento. Penso che sia accettabile in casi di necessità. - Credo che sia legittimo voler riaprire per evitare la crisi economica, adottando misure atte a non vanificare i sacrifici finora sostenuti. - Preferirei non pensare né all’una, né all’altra eventualità. L’unica alternativa è il buonsenso. Dovrebbe essere il primo semplice passo per uscirne, eppure troppo spesso manca. - Non particolarmente. Cerco di non pensarci troppo e di non farmi prendere dal panico. - Sì. Penso che molta gente sia stata imprudente anche durante i mesi di clausura e maggiori saranno le concessioni, maggiore sarà il rischio di imprudenza. - Il governo dovrebbe dare soldi a chi ne ha davvero bisogno. Sono stati elargiti bonus ai lavoratori che hanno prestato servizio durante la quarantena (ex: dipendenti dei supermercati con 100 euro in più in busta paga), ma ne avevano davvero bisogno? Lo Stato dovrebbe in primo essere un punto di riferimento per i cittadini, essere da esempio. Invece assistiamo ogni giorno ad aspri contrasti tra fazioni che pensano solo al proprio tornaconto. Tutto ciò per sottolineare che non dovrebbe essere il cittadino a pensare ad una soluzione, ma chi ha il poterne di cambiare davvero le cose. - Non abbiamo scelta, se cadremo ci rialzeremo, come sempre. Ce lo insegna la storia. - Se le app vengano utilizzate nel rispetto della privacy potrebbero essere utili. Si tende sempre a criticare lo sviluppo tecnologico degli ultimi anni, tuttavia in questa quarantena è stato un vantaggio per tutti. - Secondo me si dovrebbe evitare di dare importanza spropositata ad un gioco. Mi rendo conto che sia un problema dibattuto, perché intorno al calcio ruotano miliardi, ma forse sarebbe il caso di ridimensionare il tutto. - Il mondo non può fermarsi. Le scuole dovrebbero riaprire. Sono una studentessa, ma avendo terminato gli esami non ho usufruito della didattica a distanza. Tuttavia ho avuto serie difficoltà nel reperire materiale documentario indispensabile per la stesura della tesi. Penso che bisognerebbe pensare alle esigenze di tutti gli studenti. - Sono una lavoratrice. Lo smart working non è una novità per me. Lo trovo indispensabile. Era già il lavoro del futuro e non tutti lo sapevano. I veri vantaggi della tecnologia vanno colti ed adoperati. - Cinema e teatri non sono indispensabili al momento. Come non lo sono anche tante altre cose, quindi penso sia corretto ridare lavoro a tutti o sostenere concretamente chi non potrà riaprire subito. - Penso che sia pericoloso permettere l’accesso alle spiagge nei giorni festivi. Rispetto a quanto fatto finora, rinunciare ad andare al mare nei giorni in cui vi potrebbero essere assembramenti è il sacrificio minore. - Si potrebbe pensare ad una riorganizzazione del turismo, per garantire le misure di sicurezza. - Non è detto che sia per forza un’estate triste, magari potremmo imparare il valore delle piccole cose, troppo spesso ignorato dalla nuova generazione. OLIMPIA, 52 ANNI, PROFESSORESSA DI LATINO E GRECO - La prima cosa che farò alla riapertura sarà sicuramente andare a fare una lunga passeggiata sul mare. - Sono molto timorosa all’idea che il virus possa ritornare con una nuova irruenza. - La cosa che mi è mancata di più e continua a mancarmi è il contatto con i miei studenti in presenza, sono portata ad essere molto tollerante di vincoli restrittivi perché finalizzati alla difesa e alla protezione della collettività. - Non sono in grado di contestare scelte economiche perché non competente in materia, in barba a tutti coloro che, in queste particolari occasioni, si improvvisano economisti e/o specialisti in ogni ambito, però adotterei il criterio di una gradualità, monitorando quelle che sono le fasi intermedie. - Considero la morte qualcosa di evitare in assoluto, a prescindere dalla causa. - Non riesco ad avere paura per me quanto per i miei cari, per le persone più deboli della famiglia, come i miei genitori, anziani e affetti da varie patologie. - Avrei potuto ritenerlo sufficiente, ma guardando le immagini diffuse dai media, ho paura che neanche questi dispositivi minimi di protezione siano stati rispettati. - Il governo dovrebbe attuare una politica contro l’evasione fiscale e di conseguenza recuperare i crediti degli evasori, tagliare i finanziamenti alle multinazionali e distribuirli in maniera più equa cercando di salvaguardare le piccole e medie imprese. - Mi aspetto una crisi economica grave, ma in maniera propositiva voglio sperare che, con sacrifici e dure rinunce, ce la possiamo fare. - Informandomi sui meccanismi di funzionamento di tali app, penso che possano aiutarci ad individuare subito focolai di contagio. - Francamente sul mondo del calcio ho tutte le riserve legate ad un mondo dove circolano più sol-di che in ogni altra realtà, non mi preoccuperei di far riprendere il campionato di calcio. - Ho molta difficoltà a rispondere a questa domanda: io non vedo l’ora che la scuola riprenda però il terrore che si possa rivivere la tragedia di una pandemia mi fa desistere da ogni proposito. Tra l’altro il Ministero dell’Istruzione continua a proporre soluzioni acrobatiche e poco attente all’azione pedagogica e didattica. - La didattica a distanza è nata in una situazione di emergenza, ha creato disorientamento, ha fatto emergere diverse criticità e pertanto non è riproponibile se non legata a situazioni di emergenza. - Il cinema e il teatro sono tra i miei interessi preferiti e pertanto il mio auspicio è che possano aprire presto. - Preferirei andare al mare, attenendomi rigorosamente e all’uso di dispositivi di tipo sanitario. - Dubito che quest’estate potrà avere le preferenze che solitamente la nostra regione registra presso i turisti sia italiani che stranieri però penso torneranno appena si evidenzieranno condizioni di maggiori sicurezza e tutela per la salute. - Sarà un’estate diversa da tutte quelle precedenti e inevitabilmente segnata da sentimenti di ansia e di preoccupazione. Marina Francesca Altomare “SOLO IL VACCINO CI SALVERA’, MA DOBBIAMO DIMUNIRE I CONTAGI” GIUSEPPE DE CEGLIA, INFERMIERE - Io credo che il virus scomparirà, ma non per ora: la situazione si risolverà solo quando riusciremo a trovare un vaccino. Senza quest’ultimo, dovremo convivere con questo nemico subdolo. - In qualità di infermiere, so che la limitazione è giusta e necessaria, proibire i contatti con altre persone è fondamentale per diminuire i contagi. Come credo sia per tanta altra gente, la limitazione che più mi è pesata è stata la distanza che mi ha diviso dai miei parenti. - La riapertura di negozi e attività deve avvenire in maniera graduale, ad oggi riaprire tutto e subito, significherebbe tornare al punto di partenza. Dobbiamo già essere pronti alle conseguenze che seguiranno la fine del lockdown, la riapertura di piccoli negozi e soprattutto l’uscita delle persone dalle loro case…l’allentamento della quarantena provocherà un aumento di contagi. - Credo che tra morire di fame e morire di virus, non ci sia molta differenza, forse morire di fame sarebbe l’alternativa meno realizzabile, poiché si potrebbe ricorrere ad un aiuto da parte della Caritas o altre case d’accoglienza. Con il virus invece, non si ha scampo, soprattutto per le persone con altre patologie pregresse, in questo caso, si rischia maggiormente la morte. - Io non ho paura, né del virus né di qualsiasi altra cosa, il lavoro che svolgo non mi consente di essere impaurito dalla possibilità di contagio. L’unica mia preoccupazione è quella di poter “portare” il virus a casa e di poter trasmetterlo ai miei cari, questa è una delle poche paure che un operatore sanitario può avere, ma per quanto riguarda tutto il resto… se scegliamo questa strada nella nostra vita, non si può aver paura di nessuna malattia. - Ritengo assolutamente necessario l’utilizzo di mascherine, guanti e distanziamento sociale, ma la il concetto che ognuno di noi deve comprendere è che la mascherina deve diventare un accessorio di cui nessuno deve fare a meno, come se fosse il nostro telefonino. - Sicuramente la gente accetterà di dover uscire con prudenza, seguendo ancora le minime restrizioni, cercando di iniziare, a piccoli passi, una nuova vita, perché sicuramente, dopo aver vissuto un’esperienza del genere, nessuno di noi potrà più essere come era prima di tutto questo. Dovremo tristemente rinunciare per un po’ al contatto, a quei baci e a quegli abbracci a cu noi italiani siamo molto legati, ma non possiamo fare altrimenti: dovremo iniziare a convivere con questi metodi e per un po’, a farci l’abitudine. - Il governo non può dare soldi a tutti, può solo lasciare che le imprese riaprano e riprendano gradualmente, permettendo la ripresa dell’economia, e con calma e pazienza, ce la faremo. È ovvio che una crisi economica del genere non è da sottovalutare, ma tutto dipende da come noi italiani ci comporteremo, dal nostro atteggiamenti dipenderà la gravità della crisi. - Controllare la distanza di ogni singolo individuo mediante un’app? A mio parere, paradossale. Nonostante questo mio pensiero, se è davvero l’unico modo per captare gli spostamenti di un eventuale soggetto positivo al virus, potrebbe rivelarsi un’applicazione utile. - Il campionato di calcio dovrebbe essere sospeso, come tutte le attività sportive perché il rischio di assembramento e di conseguente contagio è molto elevato. - Le scuole dovrebbero riaprire il prima possibile, un esempio da seguire è il metodo adottato in Cina: distanziamento sociale tra alunni, sempre muniti di mascherine. Per quanto riguarda i nidi e gli asili invece, capisco come sia molto più complicato chiedere a dei bambini di stare lontani tra di loro, per questo, le scuole per i più piccoli dovranno aspettare ancora. - È ovvio che cinema e teatri saranno gli ultimi ad aprire perché sono luoghi di assembramento inevitabile e costante. - Il mare e soprattutto le spiagge libere, saranno difficili da gestire, poiché credo che, appena inizierà il periodo estivo, la gente non farà altro che andare al mare. Le alternative sono due: o restare a casa e passare l’estate in maniera diversa, adattandosi, oppure andare in campagna o sui terrazzi, ma il mare è da sconsigliare. - Quest’anno, i turisti saranno davvero pochi, sempre se ci saranno. Non dico che sarà un’estate triste, ma sicuramente anomala, diversa da quelle che siamo abituati a vivere, soprattutto noi del sud. - Umanamente migliori o peggiori dopo questa pandemia? Forse migliori, ma è ancora tutto da vedere. Chi ha perso il lavoro, uscirà peggiorato da questa situazione, chi invece riprenderà il suo stile di vita (sempre con restrizioni), ne uscirà migliore. Parlando da infermiere, posso assolutamente dire che la nostra vita in ospedale è cambiata: abbiamo un approccio e un contatto ben diverso rispetto a tre mesi fa, sentiamo il peggioramento del rapporto umano col paziente. Questa situazione andrà scemando, e piano, ma davvero piano, si tornerà alla normalità, ma da parte nostra, in qualità di professionisti, dobbiamo sempre garantire una buona assistenza al paziente e con i rischi davanti a cui siamo a causa del virus, dobbiamo prendere tutte le precauzioni e continuare il nostro lavoro. Noi infermieri, medici e tutti gli operatori sanitari siamo abituati a vedere anche pazienti che vivono situazioni peggiori del coronavirus, quindi posso dire che non è il virus che spaventa chi ha scelto questa professione. Dobbiamo solo andare avanti e lavorare, per il bene dei nostri pazienti. VITO DE CEGLIA, INFERMIERE - A mio parere, il virus non scomparirà da solo, perché è necessario ottenere un ottimo vaccino o una terapia alternativa efficace per liberarci di questa malattia. Forse è vero che il caldo ci aiuterà a ridurre notevolmente la possibilità di contagio, quindi mi auguro che nei prossimi mesi, tutti i migliori scienziati del mondo possano unire le loro forze e sperimentare nel minor tempo possibile un vaccino che sia efficace contro questo virus. - La limitazione della nostra libertà è assolutamente la cosa che mi sta pesando maggiormente, infatti, appena tutto questo sarà finito, la prima cosa che farò sarà andare in campagna, per poter ritrovare un po’ di tranquillità e libertà, per avere un po’ di spazio da dedicare al mio benessere. Nessuno di noi a voglia di accettare queste limitazioni, ma adesso siamo costretti a farlo. Fortunatamente, il centro-sud non è stato colpito dal virus in maniera violenta com’è accaduto al nord, quindi bisogna rispettare le procedure di contenimento del virus, ora più che mai. - Secondo me è giusto riaprire tutto, ma con tantissima responsabilità da parte di ognuno di noi e con le dovute precauzioni (mascherine, distanziamento sociale ecc.). Questo senso di responsabilità ci deve portare anche ad essere sinceri, in primis per noi stessi, ma anche per tutti coloro che ci circondano, e a segnalare un eventuale contagio se accusiamo alcuni sintomi che possano farci pensare di essere stati contagiati, per poi informarsi su come comportarsi. - Fame o virus? Meglio morire di virus, perché, nel secolo in cui viviamo, circondati dai beni materiali, non abbiamo mai vissuto la fame. Se dovessi scegliere, credo che il virus porterebbe alla morte molto più velocemente, mentre la morte per la fame segue un processo molto più lento e, di conseguenza, molto più doloroso. - L’alternativa è… non morire. Se la gente si dimostrerà responsabile, non ci sarà bisogno di pensare a situazioni così negative. Bisognerà essere molto duri nei confronti di chi non rispetta le regole, e in questo modo, si potrà permettere a tutti i commercianti, i lavoratori, le piccole e le grandi industrie di riaprire al più presto, perché la gente ha davvero bisogno di lavorare e di farlo serenamente. Io penso che, con la tranquillità economica, ognuno di noi possa vivere meglio e essere rispettoso con gli altri. - Certo che ho paura! Essendo un infermiere professionale, sono in prima linea e affronto la situazione con i vari pazienti che arrivano (grazie a Dio, non molti nella nostra città), e questo ovviamente fa paura, perché non ci troviamo davanti alla “classica influenza”, come alcuni politici sciocchi l’avevano definita, ma ci troviamo a combattere con qualcosa di molto più pericoloso, e questo ci è stato dimostrato in Lombardia e in Piemonte, regioni nelle quali i corpi dei defunti, troppi per essere seppelliti o cremati in una sola regione, sono stati portati via in dei camion dell’esercito italiano. - Ritengo che la mascherina, i guanti e l’igiene personale siano precauzioni sufficienti. Nell’ultimo periodo siamo stati bombardati di pubblicità che ci mostravano ad esempio, come lavare correttamente le mani. Purtroppo però, ho notato che molta gente non esercita queste precauzioni, o per grande superficialità, o per forte ignoranza, creando assembramenti senza rispettare le dovute distanze, senza curarsi del rischio che corrono. - Mi auguro che, dopo questi due mesi di clausura necessaria, la gente abbia riflettuto su quanto la vita sia preziosa. Spero che non si verifichi niente di simile a ciò che è avvenuto al nord, soprattutto perché non siamo preparati dal punto di vista sanitario e di conseguenza la situazione sarebbe molto più grave. Ripongo la mia fiducia nel buon senso delle persone, affinché possano reagire degnamente, con intelligenza e rispetto altrui. - Nel mio modesto parere, il Governo sta sbagliando tutto. Non voglio fare nessuna distinzione tra i partiti, ma io sto vivendo la realtà della povertà della gente, la quale è costretta ad affrontare quotidianamente la fame… la gente ha bisogno di lavorare, più che di essere aiutata con soldi promessi, ma che non arrivano. Ogni giorno sentiamo di soldi che vengono stanziati, ma francamente, molte persone non hanno ricevuto niente, la cosa migliore da fare è di dare la possibilità di ritornare a lavoro, sempre con le dovute precauzioni e al più presto, perché più passa il tempo, più imprenditori con piccole-medie im-prese sono costretti a chiudere, perché non possono affrontare le spese e quindi o s’indebitano molto, o chiudono. - Intanto, ricominciamo a lavorare, il resto si vedrà in futuro. Lo Stato non ha una banca che distribuisce soldi ogni giorno. Bisogna far lavorare chi ha voglia di lavorare, perché c’è tanto lavoro in giro, metà del lavoro disponibile nelle campagne basterebbe per tutti i giovani disoccupati. Anche io, prima di diventare infermiere, ho navigato molto perché quello era il lavoro disponibile al momento, e quando ho scelto di trovare un lavoro che mi permettesse di restare a terra per stare con la mia famiglia, ho affrontato la vita facendo tutti i tipi di lavori disponibili, fino a quando ho avuto la possibilità di cambiare totalmente lavoro e vita. Certo che ce la faremo! Supereremo questa crisi che sta peggiorando giorno per giorno, dobbiamo solo non restare a piangerci addosso e fare più sacrifici di quanti siamo abituati a fare, evitando di spendere ove possibile, augurandoci di tornare alla nostra vita. - L’app che dovrebbe controllarci a distanza potrebbe essere utile se ci aiuta a diagnosticare i pazienti asintomatici, i più pericolosi. - Le partite di calcio possono anche aspettare, non possiamo parlare di stadi pieni almeno fino alla realizzazione del vaccino. È stato anche accertato che i calciatori, durante le ultime partite a porte chiuse, si sono contagiati tra loro. - Ovviamente, per me lo smartworking non esiste, ma anche nel luogo in cui lavoro io, stiamo avendo alcune difficoltà: oltre ai problemi che il covid sta creando, all’ospedale di Molfetta si stanno svolgendo anche dei lavori nelle sale operatorie. Non so se questo sia giusto o sbagliato, so solo che il reparto di chirurgia al giorno d’oggi è vuoto, perché le sale operatorie non sono disponibili. Di conseguenza, l’ospedale ora funziona solo per la medicina interna. Speriamo che si possa riprendere al più presto il nostro normale cammino ospedaliero. - Quest’anno il turismo sarà pochissimo, siamo già a maggio e la gente ha ancora molta paura del virus, e di conseguenza, non spende soldi in viaggi che potrebbero portare poi al contagio. - Sarà un’estate, non triste, ma tristissima, e lo stiamo già vedendo ora: sono giornate molto belle e di conseguenza molti giovani già occupano le nostre spiagge libere. Sarà difficile gestire i mesi più caldi e far rispettare le regole in spiaggia. Io credo che sia possibile sacrificare il mare per un anno, soprattutto se si parla di spiagge libere, in quanto i proprietari dei lidi si stanno già organizzando per le misure di distanziamento sociale, nonostante saranno costretti ad alzare i prezzi. Ma le spiagge libere, chi le controllerà? - Se la gente tornerà a lavorare presto, la società sarà migliore dopo questa pandemia, ma se continuiamo ad andare contro sia il virus, sia la caduta totale della nostra economia, la gente conoscerà davvero la fame e non avrà la possibilità né di vivere né di sopravvivere alla pandemia. È proprio per questo che io credo che adesso l’Italia debba concentrasi nell’aiutare gli italiani, perché l’Italia è una nazione geograficamente molto piccola, e non può farsi carico di tanta gente che viene da altri paesi: adesso è il momento di pensare agli italiani, che in questo momento di pandemia, sono in enorme difficoltà. DANIELA CUOCCI, STUDENTESSA - La situazione non migliorerà e il virus non scomparirà velocemente se le persone continueranno ad uscire e a creare assembramenti, per quanto riguarda il futuro, penso che ci toccherà convivere con il Covid-19. - La cosa che sicuramente mi è mancata di più è stata la mia routine quotidiana: andare a scuola, vedere i miei compagni di classe e i professori, vedere i miei nonni e i miei amici. Nonostante questo, penso che la limitazione della libertà di movimento sia giusta per evitare i contagi. - Penso che aprire tutto e subito sia sbagliato. È importante far ripartire l’economia italiana, ma sono necessarie le giuste precauzioni. - Sì, ho paura. Ho paura di poter contrarre il coronavirus e contagiare chi mi sta attorno, di mettere in pericolo le persone a cui sono legata. - Penso che la mascherina e il distanziamento sociale siano delle precauzioni importanti per la salute e la sicurezza, ma bisogna anche affidarsi al buonsenso degli italiani. - Spero che la gente rispetti le norme del nuovo DPCM. Per verificare ciò, bisognerà affidarsi al buon senso degli italiani che sapranno sicuramente prendersi le proprie responsabilità. - Secondo la mia opinione, il governo dovrebbe stanziare dei fondi per aiutare l’economia italiana a ripartire; si prenda l’esempio del piano Marshall, un intervento economico a sostegno dei Paesi europei devastati dalla guerra dopo la Seconda Guerra Mondiale. - Sono sicura che dopo la riapertura, ci sarà un peggioramento della situazione economica in Italia, ma senza dubbio riusciremo a riprenderci. - Credo che l’app che individua gli spostamenti della gente sia inutile e pericolosa, in quanto non reputo sicuro lasciare che delle persone s’impossessino dei nostri dati personali. - Ritengo che far ripartire l’attività sportiva sia importante, ma non così tanto da mettere a rischio la salute dei calciatori e degli spettatori. Negli stadi è impossibile mantenere la distanza di sicurezza sia per quanto riguarda i giocatori sia per quanto riguarda i tifosi, dunque, ritengo sia sbagliato far ripartire i campionati di calcio. - È fondamentale che le scuole riaprano appena le condizioni lo permetteranno, in quanto ritengo che la DAD non funzioni. Al contrario di quello che molti dicono, molti ragazzi non hanno la possibilità di partecipare alle videolezioni o di mandare i compiti sulle piattaforme in quanto hanno problemi economici tali da non poter pagare la connessione a internet. Credo che la riapertura delle scuole sia importante ma la salute degli studenti valga di più, e si sa che nelle scuole italiane non vi siano i mezzi necessari per poter ripartire, quindi penso sia importante riaprire le scuole quando tutto ciò sarà finito. - I cinema e i teatri sono importanti per la cultura dei giovani di oggi, credo che la proposta della riapertura dei Drive-in (i cinema/teatri all’aperto) sia una buona proposta per far ripartire l’economia cinematografica e teatrale. - Andare al mare, in una spiaggia libera, dove non è possibile controllare che venga rispettata la distanza di sicurezza, è una cosa che si potrebbe evitare. Ritengo che sia più giusto andare in campagna, dove il numero di persone è sicuramente minore rispetto a quello che si verificherebbe in una spiaggia libera. L’alternativa è di andare in un lido, affidandosi al buon senso dei proprietari degli stabilimenti balneari, affinché limitino il numero degli ospiti e prendano le dovute precauzioni per evitare che salgano i contagi. - Il governo ha deciso che verranno stanziati dei fondi affinché il turismo locale riparta, quindi sì, i turisti torneranno sicuramente. - L’estate non sarà triste, semplicemente sarà necessario rispettare delle regole a cui non siamo abituati, rispettare la distanza di sicurezza e vivere un’estate diversa dalle altre ma non per questo triste. - Credo che l’umanità sarà segnata a vita da questa pandemia e spero che ne uscirà migliorata, in quanto questo avvenimento ha reso possibile capire cosa è veramente importante nella vita, soprattutto le piccole cose. ALESSIA DEL VECCHIO, STUDENTESSA -Credo che ormai questo virus farà parte di noi, esiste, occupa una presenza nel mondo e non sparirà lentamente da solo, almeno fino alla realizzazione di un vaccino. L’unica cosa che si può fare per evitare un ritorno violento è il distanziamento sociale, che deve essere sempre osservato anche in questa fase 2, la quale non è da considerarsi un campo libera tutti. - L’uomo essendo un animale sociale soffre, inevitabilmente, della limitazione della libertà di movimento. Ritengo questo sia stato il problema comune di tutti i cittadini in quarantena. Tuttavia è una restrizione accettabile per salvaguardare la salute del mondo, inoltre ha favorito anche la ripresa di quei valori, forse, dimenticati dal dinamismo della moderna società. - L’economia è un fattore determinante all’interno della nostra società contemporanea e deve, sicuramente, riprendere il suo corso. È necessario iniziare a riaprire le attività per evitare una grandi crisi economica; ciononostante la politica dovrebbe offrire indicazioni specifiche sulle misure da adottare per la prevenzione dal contagio, altrimenti la riapertura totale sarà inefficiente e getterà il paese in una crisi ancor più profonda. - Sono due modalità, in egual modo, mortificanti per l’uomo. La prima è determinata da una povertà che dilaga nei Paesi del terzo mondo, una povertà che l’uomo non dovrebbe conoscere e che non consente ad esso una morte dignitosa. La seconda è una morte che ci mette davanti alla potenza della natura, contro cui l’uomo è piccolo, nullo e insignificante. In entrambi i casi, gettano l’essere umano in uno stato di prostrazione totale, in una condizione debilitante. - Ovviamente sì. Ammetto che, ahimè, all’inizio anch’io avevo sottovalutato la situazione, ma quando ho appreso dai telegiornali la situazione grave in cui verteva l’Italia, e in generale il resto del mondo, la paura, anzi, l’angoscia si è impossessata del mio corpo. Credo anche perché ho, in un certo senso, vissuto la situazione un po’ più da vicino, visto che mio padre lavora al Nord e le settimane di quarantena obbligatoria, al suo rientro, sono state particolarmente preoccupanti. - Ritengo queste misure sufficienti, se accompagnate però anche da indicazioni più specifiche da parte dello Stato e dal buon senso dei cittadini, che dovrebbero capire che la situazione non si è risolta e che tutto questo non equivale ad un ritorno alla normalità. Certamente, però, sono piccole ma grandi misure che potrebbero salvare milioni e milioni di uomini. - Le persone intelligenti e mosse da un profondo senso civico capiranno la situazione e, nonostante la difficoltà, accetteranno la situazione e le restrizioni ancora presenti nella fase 2. Il vero pericolo per l’uomo è come sempre l’ignoranza. - Non sono un’esperta in materia, ma trattandosi di un problema di dimensioni globali, la ripresa economica deve essere garantita, nel nostro caso, dall’Unione Europea. Bisogna che lo Stato stanzi tutti i fondi necessari per garantire la ripresa economica e le risorse e per fare ciò, serve che l’Europa sia unita in questo intento. - È un dato di fatto, l’economia, l’industria e il commercio sono bloccati a livello mondiale e questo avrà, inevitabilmente, delle ripercussioni e porterà ad una crisi economica globale. Tuttavia quest’ultima può essere contenuta adottando le giuste misure anti-crisi, che devono partire da una volontà politica comune, evitando quella situazione di egoismi nazionali che si registra in Europa. Ci vorranno somme consistenti e degli investimenti sostanziosi senza precedenti, se si vuole uscire dalla crisi al più presto. - Sicuramente qualsiasi ambito in questo momento sta registrando risultati negativi sul piano economico. Il calcio costituisce certamente una grande fonte di risorsa per il Paese e bisogna pensare anche alla sua ripresa, non per il campionato in sé, ma per rimettere in moto tutto quel sistema di lavoratori che sta intorno a questo mondo. Tuttavia ritengo che prima di pensare al mondo di calcio, bisogna garantire le giuste basi e misure anti-crisi per le piccole aziende e per i piccoli proprietari che, attualmente, non registrano alcuna entrata e non possono usufruire, ovviamente, della cassa integrazione. - Le scuole devono riaprire solo e soltanto quando ci saranno le condizioni necessarie per garantire la salute degli studenti. La scuola è un ambiente sociale che non può precludere dal contatto fisico e, dunque, è uno degli ultimi posti a cui sarà consentita la riapertura. Certamente, però, la cultura deve continuare ad accompagnare gli studenti perché è solo attraverso essa che l’uomo si è voluto e continuerà a progredire. - La didattica a distanza, da un punto di vista formale, si è rivelata sicuramente una grandissima opportunità per permettere il proseguimento degli studi, senza lasciare gli studenti abbandonati a se stessi. Tuttavia deve essere ben sviluppata, si deve consentire a ciascun studente di possedere tutti gli strumenti necessari per la dad, dal dispositivo mobile ad una connessione internet stabile. Ciononostante, anche se la didattica a distanza dovesse essere organizzata in modo impeccabile, non può assolutamente sostituirsi all’ambiente scolastico vero e proprio; la scuola non può precludersi dal contatto fisico, l’apprendimento è condivisione, coinvolgimento, la Scuola è un centro sociale di aggregazione e non può essere sostituita dalla freddezza della tecnologia. - Credo che ormai la questione non sia aprire subito o meno, come per il resto, l’aspetto fondamentale sta nel consentire una riapertura sicura, affinché non vi siano pericoli che possano condurre verso un aumento esponenziale dei contagi. Il mondo dello spettacolo, e della cultura in generale, è forse uno di quelli che ha registrato le perdite più gravi dal punto di vista economico, ma bisogna sempre ricordare che l’economia non deve essere il cardine della vita umana e che il primo pensiero dell’uomo deve essere la sua stessa salute. - Le spiagge libere rappresentano, secondo me, un grave rischio. Se non verranno prese delle adeguate misure a riguardo, io preferisco restare in casa. In un momento di crisi come questo, dobbiamo tenere sempre presente cosa è necessario e cosa no; non dobbiamo farci ammaliare da una prima situazione positiva poiché ritengo che, fino a quando la ricerca di un vaccino non sarà completa, bisogna sempre essere cauti. - Credo che il turismo farà molta fatica a ripartire. Per far in modo che esso possa ripartire al più presto, servono risposte urgenti e serie da parte del ministero, altrimenti si avranno ripercussioni anche nell’ambito economico, in cui il turismo è una parte determinante. Il futuro dell’Italia è il turismo. Tuttavia capisco anche come possa essere difficoltoso garantire una sicurezza totale in questo ambito. - Non posso esprimermi sul futuro, il futuro è incerto e dipende tutto dalle decisioni prese nel presente, per questo bisogna continuare ad agire con cautela e sicurezza nel presente per assicurarci un futuro più sereno. - Ho la speranza che saremo umanamente migliori dopo questa quarantena. Inevitabilmente, la quarantena ha posto tutti dinanzi ad un momento di introspezioni, ci ha fatto rivalutare l’importanza di cose semplici, come la libertà di muoversi, che prima davamo per scontato, ci ha fatto comprendere l’importanza delle relazioni umane per l’uomo; dunque credo che questa esperienza abbia risvegliato quel lato più umanistico dell’uomo, soffocato dal dinamismo della nostra società. Sara Mitoli ANDARE AL MARE E’ PERICOLOSO. MEGLIO LA CAMPAGNA MARIKA LAFORTEZZA, 21 ANNI, STUDENTESSA IN LETTERE MODERNE - La prima cosa che farò alla riapertura sarà andare nei posti che mi piaceva frequentare prima della quarantena con le persone che in questo periodo mi hanno fatto notare che ci sono davvero e ci saranno sempre per me. - Penso che il virus non scomparirà dal nulla ma che sicuramente tornerà e probabilmente più forte di prima, perché sarà in continua evoluzione e noi abbiamo dimostrato di non essere pronti a tutto ciò, è stata una cosa inaspettata, più grande di quello che ognuno di noi pensava. - In questo periodo ho sentito molto la mancanza della mia quotidianità, della mia solita routine che prima non apprezzavo abbastanza, ma nel momento in cui quelle piccole cose che svolgevo naturalmente come uscire o vedere persone mi son state negate, ne ho capito l’importanza. Non penso sia stata una cosa semplice da affrontare ma penso allo stesso tempo che sia stata necessaria per proteggerci. - La richiesta di alcuni politici di riaprire tutto per evitare la crisi economia la vedo come una gran mancanza di rispetto nei confronti della nostra salute che dovrebbe venire prima di ogni altra cosa, ma allo stesso tempo capisco la necessità di dover evitare un collasso economico. A parer mio bisognerebbe trovare un accordo, un punto di equilibrio e non sottovalutare la situazione. - Non saprei il modo in cui preferirei morire perché l’istinto di sopravvivenza sarà sempre presente, quindi in entrambi i casi cercherei di lottare fino alla fine per evitare la morte. - Penso che sia normale provare paura, paura di essere contagiati, paura che rimarremo bloccati così ancora per molto, paura di perdere le persone che amiamo, paura della distanza, paura della solitudine e di restare soli con noi stessi. - Non so quanto possa essere d’aiuto la mascherina e il distanziamento sociale per evitare il contagio, mi sento di dire che sembra forse anche un po’ incoerente dato che non si è ancora trovata una soluzione definitiva al problema. Mi fa pensare che questo tempo chiusi in casa non sia servito a granché, a questo punto potevamo agire dall’inizio in questo modo, con queste iniziative, e convivere con il virus. - A parer mio saranno poche le persone che rispetteranno le restrizioni e altri, forse, lo faranno solo all’inizio. - Non ho idea di cosa dovrebbe fare il governo per garantirci un presente e un futuro migliore. - Penso che la crisi sia inevitabile e che rial-zarsi sarà più difficile di quanto ci aspettiamo. - Penso che le applicazioni siano una violazione di privacy. - Penso che le partite non debbano riprendere e che questo sia l’ultimo dei problemi perché sì, ci sono rischi di contagi. Si è sentito anche in TV che ci sono stati dei calciatori che per giocare hanno beccato il covid-19. - Le scuole non dovrebbero riaprire a settembre soprattutto se la pandemia non si è conclusa, il rischio sarebbe altissimo. - Sono studentessa e penso che la didattica a distanza è stata la soluzione più logica da attuare in questo periodo. - Cinema e teatri non dovrebbero riaprire subito, troppo rischio. - Non so cosa farò quest’estate, non dipende da me a questo punto ma da un agente esterno. Per quanto riguarda il mare penso sia meglio evitare quest’anno e restare a casa, soprattutto per quanto riguarda le spiagge libere dove ci può andare chiunque, molfettesi e non, il rischio sarebbe ai massimi livelli e molto poco igienico. Invece il discorso potrebbe cambiare leggermente per quelle private come i lidi, poiché la situazione verrebbe gestita meglio. Ad esempio, all’entrata potrebbero effettuare dei controlli che mirino all’accesso di un numero massimo di persone le quali prenoterebbero un ombrellone, riuscendo a mantenere la giusta distanza dagli altri. - Credo che se la situazione migliori i turisti potranno tornare. - Sarà sicuramente l’estate che nessuno di noi si aspettava di vivere all’inizio dell’anno. - Penso che alcuni di noi in questo periodo abbiano capito il vero valore delle piccole cose che ci circondano ogni giorno, dei piccoli gesti, dei sorrisi, degli abbracci, di una stretta di mano. Di quanto possa migliorarci l’umore essere con le persone giuste, o stare nel nostro locale preferito, nel nostro posto preferito. O di quanto sia fondamentale uscire per una passeggiata, di quanto sia bello il mare, il vento, la pioggia. Di quanto tutto questo non è poi così tanto scontato e di quanto ne abbiamo bisogno per essere felici. Di quanto sia importante sentirci liberi di stare con chi vogliamo, dove vogliamo, come vogliamo e all’ora che vogliamo, senza limitazioni. Ma non tutti possono e sono in grado di cogliere tutto ciò, questo tempo può aver reso alcune persone peggiori, magari anche indispettite. - Ne usciremo nel modo in cui siamo abituati ad affrontare le situazioni che la vita ci offre ogni giorno, con determinazione, coraggio e costanza. ANTONELLA, 26 ANNI, LAVORATRICE DIPENDENTE - Riprendermi tutta la mia libertà, spensieratezza e voglia di vivere. - La possibilità di un colpo di coda del virus non è assolutamente da escludere, motivo per il quale bisogna comportarsi con prudenza, responsabilità e forte senso civico. - La limitazione delle nostre libertà è qualcosa di importante, è come se in questo periodo venisse meno una parte di noi stessi, quella migliore, bizzarra, spensierata, divertente, giovanile. Ma sono sacrifici che si possono fare, se si vuole e se si è realmente coscienti ed intelligenti. - Giusta e sbagliata: Giusta per rilanciare la crisi già ormai in atto e per quelle categorie di lavoratori, autonomi o dipendenti che siano, in ginocchio che non possono arrivare a fine mese, o mantenere famiglia. Sbagliata/Azzardata: per l’incertezza e la probabilità di un ennesimo, vertiginoso e spaventoso innalzamento della curva dei contagi che potrebbe turbarci e destabilizzare questo equilibrio. - Meglio non morire, e basta. L’ottimismo è il profumo della vita. - Quelle che stanno già mettendo in atto. - Solo un folle irresponsabile ed incosciente non l’avrebbe. Ma #andràtuttobene. - Dipende. In alcuni casi non credo possano essere completamente sufficienti e ci sarebbe bisogno di altre misure di sicurezza in aggiunta a queste, per una maggiore sicurezza e tranquillità dei lavoratori. Escludendo ovviamente il senso civico di ognuno di noi che dovrebbe essere alla base. - Le converrebbe. Sarebbe da stupidi ignorare tutti i regolamenti, divieti imposti e restrizioni. Se ci sono e ci sono state imposte determinate regole è solo ed esclusivamente per il nostro bene e per aiutarci a tornare quanto prima alla normalità. Non seguirle vorrebbe dire non tenere alla propria salute e, di conseguenza, farsi del male rischiando. Dovremmo confidare nella coscienza e senso civico di ognuno di noi. Libero arbitrio dunque. - Più incentivi. Con tutte le tasse che versiamo noi allo stato... - Recuperare l’economia dopo questo crollo non sarà facile, ci vorrà del tempo ma gradualmente ne usciremo. - Potrebbe essere uno strumento molto efficace e soprattutto molto utile nel momento in cui ci relazioniamo con gli altri. - Non le ritengo rilevanti dal mio punto di vista, non ritengo particolarmente urgente ed imminente la riapertura. Per quanto riguarda il rischio di contagi le probabilità sarebbero molto alte. - Non sarebbe sicuro. Dovrebbero studiare e proporre (se ci sono) nuove strategie e soluzioni per andare incontro sia agli studenti che alle esigenze dei singoli genitori e famiglie. Pensare, quindi a delle possibili soluzioni alternative sostitutive. - Non mi sono ad ora cimentata nello smart-working e non posso fornire la mia esperienza/testimonianza in merito. Penso però che sia uno strumento più che valido per permettere ai lavoratori di continuare ad esercitare la propria mansione comodamente da casa, di risollevarsi anche economicamente, e allo stesso tempo ai titolari di continuare a dirigere l’azienda senza fermarsi e trarne dunque costantemente proficuo, quando possibile. Va incontro sia alle esigenze del datore di lavoro che del lavoratore - Non imminentemente a mio parere. O, al massimo, se necessario, adottando le giuste misure di sicurezza. - Data la situazione non ho ancora avanzato alcuna ipotesi in merito e non si possono fare programmi a lungo termine. Sicuramente sarebbe rischioso e le probabilità di crescita dei contagi in spiaggia sarebbero molto alte. - Il turismo si rialzerà e i turisti torneranno, più forti di prima perché non tutto è perduto e niente e nessuno potrà mai privarci completamente della nostra vita, della nostra libertà, dei nostri progetti e soprattutto della nostra voglia di tornare a sognare e viaggiare. Non si smette mai di inseguire i propri sogni. - Assolutamente no, con un pizzico di ottimismo direi che andremo incontro ad un’estate diversa, insolita, ma mai triste, perché la felicità si riscopre nelle piccole cose che ci circondano ogni giorno. E ogni giorno sarà diverso dal precedente, ogni giorno sarà migliore del precedente. - La pandemia non potrà mai cambiare la nostra identità. Sta a noi stessi decretare se ne usciremo migliorati o peggiorati, saremo noi stessi ad essere consapevoli delle conseguenze di questa pandemia sulla nostra personalità e di come ci abbia cambiati. Ci saranno sicuramente pro e contro di tutto ciò: la pandemia ha rafforzato alcuni sentimenti, affetti e relazioni e/o indebolito quelli meno solidi e più fragili. Ma ognuno di noi è diverso e affronta tutto questo con atteggiamenti e comportamenti diversi. Una cosa è certa, non potremmo mai sapere con esattezza come ciascuno di noi ne uscirà, mai di sicuro ne usciremo. DORIANA TEDONE, 21 ANNI, STUDENTESSA DI INFORMATICA E LAVORATRICE DIPENDENTE - Andrò a trovare persone a me molto care che non vedo da Marzo come: amici, parenti e il mio ragazzo. Non pretendo di tornare subito alla normalità, data la situazione molto delicata e difficile da superare in tempi brevi. - Non penso che il virus possa scomparire da solo finché non ci sarà un vaccino, perciò dobbiamo stare attenti a rispettare le giuste regole che ci suggerisce il governo, in modo da contenere almeno il contagio. - In questo periodo di quarantena ciò che mi è mancato di più è stato non poter vedere le persone a me care. Questa limitazione di movimento mi è servita per dedicare più tempo a me stessa, allo studio e alla mia famiglia. Se si pensa in positivo e a tutte le cose favorevoli che ha portato questa quarantena, il restare a casa non risulterà insopportabile. - La crisi economica del paese si ripercuote anche nel nostro vivere quotidiano perché prima o poi, se continuassimo a rimanere in casa senza lavorare, lo stato non avrà più i fondi necessari per sostenerci. Quindi comprendo la loro decisione di riaprire le attività, ma sono anche del parere che andrebbe fatto con cautela per evitare di rovinare tutto ciò che abbiamo tutelato in questi due mesi di quarantena. Comprendo perciò anche la richiesta dei lavoratori di riaprire le loro attività, soprattutto per chi ha una famiglia a carico e spese da sostenere. Se la riapertura sarà fatta gradualmente e nel rispetto delle regole emanate non credo ci saranno grosse complicazioni. - È una scelta molto difficile da prendere se non la si vive in prima persona. - In alternativa si potrebbe sfruttare il tanto tempo a disposizione per imparare tanto altro e magari poter sfruttare quelle conoscenze per un lavoro smart working che possa fruttare anche a livello economico, soprattutto in questo periodo. DA LUGLIO A SETTEMBRE SAREMO APERTI TUTTE LE DOMENICHE - Penso sia inevitabile essere spaventati da questa situazione ma cerco di essere lucida e di non farmi prendere dal panico e soprattutto di non abboccare a tutte le fake news che ormai da giorni girano sui social. - Oltre a mascherina e distanziamento sociale sarebbe fondamentale una sanificazione continua degli ambienti e norme igieniche usate correttamente. Spero che tutte queste accortezze possano finalmente entrare a far parte della nostra quotidianità anche una volta sconfitto il virus. - Spero la gente lo faccia; ne va della salute di tutti, se stessi compresi. - Il governo non potrà farci rimanere a casa a vita e continuare a dare soldi a tutti perché prima o poi finiranno e si rischierebbe di compromettere ancora di più la situazione economica del paese. È proprio per questo motivo che è necessaria la riapertura delle attività lavorative. - Non mi piace essere pessimista. Possiamo farcela pian piano a risalire e a uscire da questa situazione vincenti e più forti di prima. - Sono d’accordo con l’utilizzo dell’app e invito quanta più gente possibile a scaricarla proprio per ottenere maggiori risultati utilizzandola. - Ritengo che le partite di calcio debbano riprendere perché anch’essa è una professione che dà sicuramente beneficio economico a molta gente che vi è coinvolta attivamente. È giusto quindi ritornino ad essere attive così come qualunque altra professione sempre con le dovute precauzioni per evitare contagi. - Se dovessero esserci i presupposti adatti a poter riaprire le scuole sì, ritengo sia importante riaprirle. - Sono una studentessa e ritengo che la didattica a distanza abbia come tutte le cose i suoi lati positivi e i suoi lati negativi: positivi perché ha sicuramente facilitato le lezioni fornendo in tempo reale il materiale necessario e la possibilità da parte di alcuni insegnanti di registrare le lezioni per poterle riguardare in un secondo momento; negativi perché sono cambiate molte modalità di valutazione delle conoscenze dell’alunno e di svolgimento degli esami per gli universitari portando molto spesso a svolgere esami scritti in forma orale e, principalmente per facoltà scientifiche la situazione è più complicata. - Sono anche una lavoratrice e in questi mesi non abbiamo effettuato smart working essendo dipendente di un negozio di vendita al dettaglio con un sito e-commerce purtroppo non ancora attivo. Ritengo per il nostro settore, fondamentale un confronto face to face. Per altre attività, invece, potrebbe essere davvero comodo lavorare da casa. - Vogliamo in molti che riaprano al più presto cinema e teatri essendo luoghi di svago e di arricchimento culturale. Con le giuste misure di sicurezza, secondo me, si potrebbe anche pensare di riaprirli. - Penso si possa evitare di creare assembramenti in spiaggia, sta tutto nel nostro buon senso evitarlo. Se non si volesse rinunciare ad andarci si dovrebbe cercare per lo meno di non affollare zone già occupate da altra gente. L’alternativa della campagna non sarebbe da escludere. - Sicuramente avremo meno turisti in confronto agli altri anni, dati gli spostamenti più limitati che ci si chiede di rispettare. - Non penso però sarà un’estate triste. Meglio fare dei sacrifici oggi per poterne gioire domani. Uniti ce la faremo. - Credo che la pandemia non abbia cambiato ciò che siamo. Sicuramente ci ha fortificati e ha fortificato anche relazioni costrette alla distanza o indebolito coppie costrette a vivere sotto lo stesso tetto; come penso abbia unito anche famiglie e allontanato delle altre che questo stare insieme non lo ha vissuto in maniera positiva. MOUSTAPHA DANFA, 26 ANNI, STUDENTE DI LINGUE E LETTERATURE STRANIERE - Uscire e incontrare le persone care a me. - Con le dovute responsabilità da parte di ciascuno di noi, non credo che tornerà con forza. - Mi è mancata molto la possibilità di poter incontrare le persone care a me, dopo un mese di quarantena ho iniziato a sentirne il peso però credo sia giusto affinché si possa salvare chi sta male. - Sono contrario all’apertura di tutto contemporaneamente, bisogna andare con cautela ed aprire gradualmente. - Difficile da rispondere se non lo vivi realmente. - Convivere col virus usando i DPI e mantenendo le distanze fin quando non si trova una cura. - Paura no ma presto molta attenzione. - Sì, ritengo che queste disposizioni per ora siano giuste, almeno finché non si troverà una cura efficace. - Credo che la maggior parte delle persone lo farà, ma come in ogni situazione ci sarà sempre una minoranza che non rispetterà le norme. - Dare soldi a tutti sarebbe impossibile altrimenti manderemmo in bancarotta il paese, piuttosto, bisognerebbe scoprire gli evasori. - Una crisi economica terribile no, ci saranno le difficoltà ovviamente ma credo che ce la faremo a rialzarci. - Per quanto riguarda l’app sono d’accordo, viviamo in un mondo dove sanno tutti i nostri dati, allora perché non lo si deve permettere per un qualcosa che concerne la salute? - Essendo amante del calcio credo di no perché si tratta di uno sport che comporta il contatto e il fattore gruppo, tutto ciò che si deve evitare per favorire il contagio. - Vorrei essere fiducioso e credere che fino a Settembre finirà la pandemia, quindi trovo giusto tornare a scuola. - Mi sono trovato bene con la didattica a distanza, quindi sì, credo sia riproponibile. - Non sono un lavoratore. - Come ho detto prima bisogna aprire gradualmente per evitare affollamento, vale anche per cinema e teatri. - Andare al mare, trovare lavori estivi. Credo nel buonsenso delle persone per quanto riguarda la questione della spiaggia libera, non tutti si possono permettere di andare ai lidi, poi se non si potrà andare pazienza, servirà fare sacrificio. - Sì ci credo fortemente, io essendo amante del turismo sarò uno dei primi a farlo. - Sarà un’estate all’insegna di una rinascita bella. - Umanamente chi era una brava persona continuerà ad esserlo, chi invece no, anche. Francesca Perchiazzi

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