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Mariano Caputo: continuità col passato, verifica in sicurezza del porto e utilizzare i fondi statali per altri lavori, servono nuovi appalti pubblici, via alla ristrutturazione dello stadio
15 settembre 2017

L’assessorato ai Lavori Pubblici rappresenta uno dei settori più importanti nella vita amministrativa, dal quale dipende l’efficienza delle risorse pubbliche, attraverso una loro corretta gestione e manutenzione, oltre che un costante controllo sugli appalti. Il sindaco Tommaso Minervini lo ha affidato a Mariano Caputo, eletto nella lista civica “Molfetta Futura”. Quindici lo ha incontrato per una disamina sulle priorità operative e sulla linea politica del nuovo assessore. A Molfetta ci sono molte situazioni aperte in merito a impiantistica e manutenzione delle opere pubbliche. Quali sono le priorità per l’assessore Caputo? «Il primo atto è stato quello mantenere la continuità rispetto all’azione svolta dal Commissario, riavviando tutti i procedimenti amministrativi necessari per quelle operazioni già progettate e, quindi, da avviare a finanziamento per poter poi procedere ad eventuali gare e alla realizzazione dei lavori. Preliminarmente stiamo effettuando un’operazione di verifica sul porto e tutti gli adempimenti ad esso connessi e necessari per giungere quanto prima alla definizione della messa in sicurezza, che auspichiamo di completare entro dicembre. Contestualmente c’è stata tutta la pianificazione riguardante alcuni appalti pubblici che dobbiamo necessariamente avviare. Abbiamo verificato alcuni progetti dello stadio Paolo Poli e abbiamo consegnato i lavori relativi alla sistemazione del campo e della pista di atletica leggera alla ditta Tennis Tecnica. Lo stadio diventerà un campo di rilevanza nazionale. Parallelamente abbiamo avviato un secondo bando per la ristrutturazione delle tribune e degli spogliatoi, degli impianti idrici e termici e della messa in sicurezza di tutta la recinzione». Tempi di consegna? «Il 28 agosto sono partiti i lavori affidati a Tenni Tecnica; stiamo attendendo l’espletamento della gara per affidare la seconda parte dei lavori. Una volta completati seguiranno i collaudi. Ci auguriamo che in 90-100 giorni possiamo avere uno degli stadi più a norma nell’ambito della regione ». Interventi finanziati con fondi comunali? «Per quanto riguarda il campo e la pista di atletica, credo siano fondi Porto, avallati e autorizzati dal Ministero. Per la seconda tranche (gradinate, tribune ecc.) fondi comunali. Altri interventi in gara, in corso di appalto, sono quelli che riguarderanno piazza Principe di Napoli, il completamento di corso Umberto, il potenziamento del sistema di videosorveglianza in tutta la città, i lavori allo stadio Petrone, quelli per la sostituzione della copertura in amianto al PalaFiorentini. Entro la fine del mese di settembre candideremo Molfetta al Piano di Riqualificazione Urbana. Interventi ben precisi riguarderanno il quartiere Madonna dei Martiri e il primo lotto del mercato ortofrutticolo. Ci sarà il coinvolgimento di cittadini e associazioni, poiché è previsto il confronto con i quartieri interessati. Il quartiere Madonna dei Martiri rientra in un progetto già finanziato, quello del ‘‘waterfront”. I tecnici stanno lavorando al progetto esecutivo che avvieremo a gara. Sistemeremo la piazza della Madonna dei Martiri; stiamo aspettando il progetto esecutivo da portare in giunta per la riqualificazione dell’area dell’Ospedaletto dei Crociati. In questi interventi dovrebbe essere inserita la riqualificazione della rete fognaria, problema mai affrontato. Contestualmente ci sono stati degli incontri sul digestore anaerobico e impianto di compostaggio. Si attende l’autorizzazione AIA, autorizzazione che non arrivava poiché era necessario ottemperare ad alcune prescrizioni. Agli inizi di luglio sono state completate. Siamo, quindi, in dirittura d’arrivo. Andrò in Regione a metà settembre per cercare di ottenere entro fine mese l’autorizzazione. Una volta ottenuta, il Consorzio Valori, che ha vinto la gara, ha l’obbligo contrattuale di provvedere all’adeguamento del progetto esecutivo secondo le prescrizione AIA. Anche questo appalto è già finanziato, in parte con fondi dell’Area Metropolitana (che vengono dalla Provincia) in parte con un finanziamento comunale. È stato già affidato l’appalto per la sistemazione delle case comunali di via Leonardo Azzarita. Per l’impiantistica sportiva stiamo cercando di intercettare finanziamenti CONI previsti da un bando per la costruzione di nuovi impianti. Si parla di finanziamenti che vanno fino a 2 milioni di euro per ogni impianto». A proposito di edilizia sportiva, potenziare la pista di atletica del Paolo Poli significa accantonare il progetto dell’impianto della nuova pista di atletica nella zona 167? «Per quell’impianto c’è una problematica che credo sia stata in qualche modo risolta da parte dell’ufficio tecnico con la ditta incaricata. Si erano verificate incongruenze, sono state effettuate verifiche geologiche e sono state osservate delle prescrizioni. Dovremo incontrare la ditta per rivedere la situazione». Potrà cambiare destinazione? «È un’opera finanziata con fondi che vengono dal porto. Il finanziamento è stato autorizzato per realizzare la pista di atletica, dunque andrà completata come pista di atletica leggera». Per quanto riguarda i fondi provenienti dal porto, non c’è un problema di contestazione da parte della Magistratura in merito a questo utilizzo dei fondi? «No, sono appalti già eseguiti e autorizzati dal Ministero. Qualsiasi operazione di quel genere viene prima comunicata, esaminata e autorizzata nell’ambito di quelle che sono le comunicazioni col Ministero competente, dopo si procede. Il problema, invece, è nella ‘‘salvaguardia’’ dei fondi per il porto. È necessaria, cioè, una delibera-quadro per verificare tutti i fondi che servono per mettere in sicurezza e completare l’opera, compresi imprevisti. Questa delibera non è mai stata fatta. Giusta l’intuizione del sindaco Minervini: valutare quanto richiede il piano di messa in sicurezza, eventuali riserve ecc. Conoscendo l’ammontare di fondi necessari, la cosa più logica da fare è una messa in sicurezza dei titoli vincolati, così qualsiasi amministrazione saprà che quei soldi non possono essere toccati. La contestazione della Magistratura riguarda l’imputazione di un titolo rispetto a un altro, ma è stata superata dalla Corte dei Conti che ne ha riconosciuto la regolarità, anche perché consentita dalla legge. La cosa più importante è stare in linea rispetto alle prudenze necessarie che un’amministrazione deve avere nel momento in cui fa progettazioni di questo genere». Tra le altre problematiche da affrontare c’è l’annosa questione del parco di Mezzogiorno, Baden- Powell? «Stiamo per affidare la progettazione esecutiva del parco, già finanziata. C’era un contenzioso relativo al bando sulla progettazione tra il primo e il secondo progettista. Il secondo classificato ha fatto ricorso al TAR contestando alcuni criteri relativi ai requisiti del vincitore. In seguito al pronunciamento del TAR ci saranno 45 giorni di tempo per l’affidamento del progetto esecutivo che dovrà essere presentato entro 120 giorni. Parallelamente all’inizio dei lavori sarà presentato un avviso pubblico di interesse per gestione del parco». A proposito degli edifici scolastici? «Altri importanti finanziamenti riguardano l’efficientamento energetico degli istituti scolastici cittadini. Si parte con la scuola San Domenico Savio, intervento già finanziato con 700mila euro. Subito dopo la festa patronale il progetto sarà portato in Giunta, approvato e inviato alla Regione che lo vaglierà, quindi si avvierà a gara. Intanto ho dato mandato indicazioni agli uffici, chiedendo di candidare tutte le scuole di Molfetta al bando PON del MIUR sulle scuole. Abbiamo già diversi progetti fatti stilare da un gruppo di progettisti incaricati dal Commissario straordinario. Si tratta di progetti preliminari su quelle che sono le esigenze. Su quella base potremo stilare progetti da candidare entro il 30 novembre. Candideremo anche la scuola Savio, per la quale abbiamo già un progetto esecutivo, per interventi strutturali antisismici. I progetti riguarderanno in particolare le scuole Pascoli, San Giovanni Bosco, Manzoni e Cesare Battisti, istituto in cui sono state anche chiuse delle aule. Gli uffici, dunque, sono in piena attività». Spesso i cittadini segnalano lo stato di degrado del cimitero. «Tra le opere prioritarie c’è un restyling del cimitero. Non solo ci sarà l’ampliamento, che è pronto, si sta aspettando l’ultima autorizzazione VAS che consentirà di procedere. Per quanto riguarda l’esistente, abbiamo risolto il contratto con l’azienda che stava costruendo i 660 cassettoni e che non li ha consegnati. La ditta non ce l’ha fatta, ma fortunatamente sono rimaste da eseguire solo piccole opere: le ringhiere e l’ascensore. Stiamo parlando di lavori per un massimo di 40mila euro. Abbiamo avviato la risoluzione del contratto e abbiamo seguito la procedura prevista, inviando a tutte le ditte che hanno partecipato alla gara, a partire dalla seconda classificata, una comunicazione per sapere se qualcuno è interessato a proseguire i lavori. Ci sono 10 giorni di tempo per rispondere. Se non parteciperà nessuno, procederemo con affidamenti diretti. Per ottobre, quindi, potremmo arrivare finalmente all’assegnazione di quei 660 loculi che sono fondamentali. Con il denaro che si recupererà dall’assegnazione potremo finanziare l’altro progetto già pronto per l’esecuzione di altri 660 loculi. Intanto dal 30 agosto abbiamo dato una priorità alla pulizia generale del cimitero, intervenendo poi sui gentilizi pubblici, per eliminare la vegetazione radicata su di essi, alla pulizia delle zone di inumazione. Sono stati tinteggiati i primi due cancelli ed cancello. Si passerà alla pulizia del muro esterno, delle zone di inumazione. Speriamo di poter ridare al Cimitero una situazione più decorosa, con interventi anche sul verde. Dopo questi lavori straordinari, c’è da avviare il progetto di sistemazione della camera mortuaria, dei bagni e degli uffici dei dipendenti comunali, nonché dei bagni e degli uffici per gli affossatori, nuovo allacciamento alla rete fognaria. Entro fine settembre mi auguro vada a gara il restyling completo dei marciapiedi e dell’asfalto di tutto il cimitero. Rimane la problematica del cimitero monumentale. Ci saranno da fare tutti gli accertamenti; si dovrà trovare una squadra (anche di esterni) che effettui il censimento del cimitero con le anagrafiche, questo per fare le verifiche di tutte le convenzioni antiche, quelle ormai tornate al Comune, per fare una operazione di ripulitura e di messa a disposizione dei cittadini. Sarà da mettere in sicurezza anche quello che viene chiamato il cimitero “nuovo”, si effettueranno nuove piantumazioni. In coordinamento con Multiservizi e ASM si sta provvedendo alla pulizia straordinaria dell’agro. Sono già state installate le foto trappole ma, in zone sensibili, verranno posizionate delle videocamere, ma si sta ragionando anche sulla realizzazione di una terza isola ecologica, già finanziata. C’è anche un coordinamento con il Comando di Polizia Locale, che ha redatto tantissimi verbali: oltre 200 accertamenti. Collegando le 5 telecamere che saranno installate a breve e le foto trappole esistenti con una sala operativa specifica avremo sicuramente un maggiore controllo. Abbiamo già fatto un’ordinanza per eliminare il rondò su via Bisceglie. Non siamo ancora intervenuti perché c’erano delle prescrizioni previste dal Ministero dell’Ambiente. Una prescrizione imponeva un’uscita di servizio specifica, esclusiva, per gli operatori portuali. Pensiamo di eliminarne una parte per il momento, ristabilendo la carreggiata con il guardrail. Il resto rimane, in attesa della ripresa dei lavori del porto, quando la rifaremo meglio. Entro la fine di settembre (al massimo per metà ottobre) l’ANAS ci consegnerà le due assi di collegamento con la Statale 16: quella della Madonna dei Martiri e quella della seconda cala. Per quanto riguarda l’uscita della prima cala, c’è una convenzione con Alba. Lui realizzerà la strada sino alla scuola con un rondò. Un altro più piccolo sarà realizzato più giù. Un altro piccolo rondò è previsto su via Caduti sul mare. L’ordinanza è già pronta; sarà realizzato dalla Multiservizi subito dopo la fiera. Dovrebbe essere completato entro dicembre. Stiamo ragionando, invece, sulla realizzazione di altri rondò su via Bisceglie, via Terlizzi e via Don Minzoni». Veniamo a questioni di carattere politico: lei è passato dalla coalizione del Senatore Azzollini a quella di Tommaso Minervini. Non le ha creato imbarazzo? «Io nasco democristiano e appartenevo al gruppo di Gianni Carnicella. Sono stato allevato nelle logiche di Gianni Carnicella e facevo parte del circolo ‘‘Don Sturzo’’; ho seguito un percorso lineare nell’ambito del Partito Popolare Italiano, partito con il quale sono ho avuto la prima nomina di consigliere comunale. Il Partito Popolare poi si è, in qualche modo, smembrato e a quel punto ho scelto di identificarmi, con molti amici che di volta in volta collaborano, nell’ambito della società civile. Noi ci incontriamo e facciamo ciò che facevano i circoli studi della DC, che parecchi di noi hanno continuato a tenere in piedi. Abbiamo, dunque, scelto di rappresentarci nell’ambito della società civile, tant’è vero che anche nei precedenti consigli comunali io entro come lista civica. Il progetto precedente rientrava, se vogliamo identificarlo politicamente, nell’ambito del centrodestra ma coinvolgeva anche la società civile. Io non ho mai avuto la tessera di Forza Italia o di altri partiti. C’è stato un coinvolgimento di poche persone rispetto a una partecipazione più ampia, nel momento in cui abbiamo dovuto decidere se continuare una linea di gestione da parte del centrodestra che io non condividevo. Sono stato in contrapposizione nei confronti dell’amministrazione Natalicchio, ma è stata un’opposizione della nostra lista. Io non ero in linea rispetto all’opposizione del Senatore, che era invece rappresentata da Luigi Roselli e Carmela Minuto. Mi sono sempre caratterizzato in maniera autonoma. Non sono mai andato a una riunione del Senatore, fermo restando il rispetto istituzionale, il rispetto del ruolo, ma ero una persona che sicuramente non rispondeva alle logiche del loro percorso politico. Io ho scelto la partecipazione civile». Qualcuno le rimprovera una opposizione fatta “cantando”? «In realtà io non ho ‘‘cantato’’ per i tre anni di opposizione. C’è stato un unico e solo episodio. In quella circostanza, in consiglio comunale, si era creata una grande confusione tra amministrazione e uffici. Il Dirigente diceva una cosa, l’Assessore un’altra, il Sindaco un’altra ancora. Per sdrammatizzare, sicuramente in maniera infelice, canticchiai ‘‘che confusione’’. Da quel momento in poi non si è più ripetuto». E cosa replica all’accusa di un eccessivo ricorso alle denunce? «Anche su questo va chiarito che non sono state denunce penali, bensì richiami rispetto alla scelta di alcune procedure di gara. L’errore del sindaco Natalicchio è che nell’ambito dell’amministrazione non aveva alcun interlocutore intermedio che riuscisse a instaurare un rapporto di dialogo e collaborazione con l’opposizione, e questo l’ha portata a cadere. In tutti i governi ci sono i ‘‘falchi’’ e le ‘‘colombe’’. Lei non li aveva, dunque non ha tessuto alcun tipo di rapporto con l’opposizione, di dialogo, di ascolto. Sin dal primo giorno c’è stata una divisione ‘‘tutti i buoni stanno da qua, tutti i brutti stanno di là’’. In realtà le denunce saranno state due o tre che, forse, con un maggiore dialogo avremmo potuto evitare. Mentre io mi ponevo in maniera propositiva, mi sono giunte risposte che ritenuto offensive. Ho rivolto un’interpellanza all’ANAC per quanto riguardava delle questioni relative agli anziani e la questione delle mense e l’ANAC mi ha dato ragione. Ho fatto solo azioni politiche mirate a un controllo ma che potevano essere evitate se ci fosse stato dialogo». Politicamente come si definisce oggi? Di destra, di sinistra, di centro? «Come un uomo della società civile. Essendo democristiano sono sempre di centro, non sono mai cambiato. La mia posizione politica è rimasta sempre unica e sola». E la coalizione di cui fa parte? «Io credo sia una coalizione civica. Siamo in una fase politica di transizione complessiva. Oggi non ha più senso parlare di destra o di sinistra. La fase politica transitiva nazionale sta cambiando. Siamo praticamente di estrazione centrista, poi c’è la parte del Partito Democratico che si è avvicinata a questa scelta della società civile che ha puntato su Tommaso Minervini. Oggi c’è una confusione generale. Credo che si dovrà aspettare un quadro definitivo nazionale su quelle che saranno le scelte. È una fase di transizione ma mi affascina l’azione politica tesa alle politiche sociali, all’aiuto alle persone più deboli. Non mi va di essere incastrato in una logica di destra e di sinistra che, secondo me, non esiste più. C’è, però, da aprire quanto prima un contenitore che sia su un progetto politico futuro della nazione. Abbandoniamo la logica dell’appartenenza in questo momento e ragioniamo invece nella logica del bene della Città».

Autore: Isabella de Pinto
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