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Lillino Drago: “Minervini è maldigerito dalla città che gli ha dato meno voti delle liste” “Il sindaco uscente ha utilizzato la leva di governo per cercare i consensi dispensando incarichi e affidamenti diretti”
15 giugno 2022

Lillino Drago, è soddisfatto del risultato elettorale o si aspettava di più? «Il risultato è certamente in linea con le attese, anche in ragione del significativo calo dell’affluenza alle urne che pone Molfetta, nuovamente, come una delle città con la più bassa partecipazione al voto in tutta la Puglia, tra i Comuni chiamati al rinnovo di Sindaco e Consiglio comunale. Questo dato è preoccupante perché testimonia una crescente disaffezione dei cittadini all’esercizio della democrazia. A ogni modo quanti, a urne ancora aperte, già esultavano per la vittoria al primo turno del sindaco uscente, sono rimasti assai delusi, e questo certamente mi soddisfa. Il raggiungimento del ballottaggio è certamente un primo risultato molto positivo già raggiunto. La città ha espresso un chiaro giudizio di disvalore sul sinda- co Minervini che ha preso qua- si novecento voti in meno della coalizione a suo sostegno, a di- mostrazione del fatto che è mal digerito anche da chi ha vo- tato, per le più svariate ragio- ni, per i candidati presenti nelle sue liste. Segnalo che tra i quat- tro candidati sindaco, Miner- vini è l’unico a prendere meno voti della sua coalizione, men- tre sia io, sia Mastropasqua, sia Infante abbiamo ottenuto un ri- sultato migliore delle nostre ri- spettive coalizioni. Penso che questo dato si commenti da sé». Cosa è mancato per ottenere un risultato più consistente? «Sicuramente il fattore tempo non ha giocato a nostro favore. La mia candidatura è stata ufficializzata a fine marzo e solo a fine aprile la coalizione ha trovato la sua fisionomia definitiva. In tutto questo tempo il sindaco Minervini ha potuto fare campagna elettorale utilizzando in modo anche inopportuno la leva del governo, dispensando incarichi e affidamenti diretti a tutto spiano e andando in giro in tutta fretta a tagliare nastri o inaugurare opere dimenticate o abbandonate per cinque anni. Noi partivamo da una situazione di obiettiva difficoltà, dovendoci confrontare con un sindaco che ha dimostrato tutta la sua spregiudicatezza nell’utilizzare ogni mezzo per racimolare consensi, anche infarcendo le liste elettorali della sua coalizione di soggetti beneficiati in questi anni dalla sua amministrazione. In questo contesto, per noi, il raggiungimento del ballottaggio assume un significato ancora più importante e ringrazio tutte le liste, i movimenti e i partiti che mi hanno sostenuto, e i loro candidati, a uno a uno, per il contributo che hanno portato. Ora mi aspetto tutto il loro impegno per l’appuntamen- to del 26 giugno quando po- tremo finalmente metterci alle spalle questi anni di cattiva ge- stione amministrativa». Molti molfettesi hanno scelto il modello di città proposto da Minervini, come se lo spiega? «Minervini è il riferimento politico e istituzionale di un si- stema di potere tentacolare che ha messo radici in questa cit- tà e che utilizza in maniera op- portunistica e spregiudicata il conferimento di incarichi, con- sulenze, affidamenti diretti, appalti, lavori pubblici. Al momento del voto molti cittadini sentono il condizionamento di tutto questo e fanno convergere le loro preferenze sulle sue liste. Non posso credere che i cittadini molfettesi apprezzino il “modello di città” realizzato da Minervini in questi anni, fatto di incuria, abbandono, trasandatezza, degrado. Ora, senza il voto “mediato” dalle liste, i cittadini potranno esprimere un giudizio libero e pieno sulla città che il sindaco ha già realizzato o sul modello alternativo che noi proponiamo fatto di decoro urbano, cura della città, sviluppo sostenibile, sostegno alle fasce più fragili e rilancio turistico valorizzando tutte le nostre risorse storiche, artistiche e ambientali. Per questo sono fidu- cioso sull’esito finale». Pensa di riuscire a recupera- re voti al ballottaggio, invitan- do altre coalizioni ad unirsi a voi, anche quella del candida- to Mastropasqua, meno vicino all’area di centrosinistra, ma indispensabile per vincere? «Il ballottaggio è una parti- ta a sé, in cui si confrontano due diversi modelli di città. Io mi appello alla maggioranza dei cittadini che non hanno votato per Tommaso Minervini e che hanno già espresso il loro giudizio negativo sul suo operato. Il 26 giugno è l’occasione per metter- si alle spalle questa infausta sta- gione politica e amministrativa, caratterizzata anche da scandali giudiziari che hanno scoperchia- to un verminaio in Comune, tra mazzette e tangenti. A tal propo- sito, ovviamente, la magistratura farà il suo corso per accertare le singole responsabilità penali, ma la città è chiamata a esprimere nelle urne il suo giudizio politico anche su questo, su un sindaco indagato che, nella migliore delle ipotesi, non si rendeva neanche conto di quello che accadeva sotto i suoi occhi. Il ballottaggio può rappresentare l’occasione storica per chiudere con tutto questo e con l’anomalia rappresentata, a Molfetta, da Tommaso Minervini e dalla sua coalizione fintamente civica e trasversa- le, popolata dai soliti trasformisti e opportunisti, che bloccano lo sviluppo di questa città e che la tengono sotto un giogo che la sta portando alla deriva. L’obietti- vo di tutti è ritornare alla norma- le e fisiologica dialettica politica e democratica in questa città ma per fare questo occorre mettersi alle spalle questa stagione politi- ca fatta di inciuci e di trasformismo, per aprirne una nuova nella chiarezza delle diverse appartenenze. Ritengo che questo sia un obiettivo condiviso anche dalle altre due coalizioni che sono rimaste fuori dal ballottaggio e confido, per questo, nel buon senso dei loro elettori. Molfet- ta ha bisogno delle sue miglio- ri energie per tornare a spiccare il volo. Noi siamo pronti a metter- ci al servizio della città con tutti coloro che vorranno contribuire a questo scopo». Quindici © Riproduzione riservata

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