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Lettera ai caduti di Nassiryia Una ragazza di 22 anni ricorda i nostri soldati
15 dicembre 2003

Gentile Direttore, sono una ragazza di 22 anni terribilmente mortificata per l'attentato a Nassiryia dove hanno perso la vita 19 italiani. Commossa e rammaricata, vorrei che pubblicaste questa lettera in onore ai caduti, ai nostri “fratelli d'Italia” che non ci sono più, ma che rimarranno sempre nei nostri cuori. Il vostro coraggio, la vostra grinta e il vostro impegno a tendere una mano lì dove non c'è più tranquillità, dove è difficile veder sorridere qualcuno e dove si legge la paura negli occhi schivi e timidi dei bambini fa onore a tutti noi italiani che malgrado i problemi di un'Italia afflitta da mille piaghe abbiamo potuto dimostrare, grazie a voi, che non bisogna arrendersi. Continuerete ad essere i padri, i mariti, i figli e i fratelli di chi racchiuderà nei propri cuori l'amore per voi e il dolore perché ancora una volta sono stati gli innocenti a pagare con la vita. I vostri volti rimarranno indelebili nel ricordo di chi vi ha conosciuto, di chi ha festeggiato e sofferto con voi, di chi vi ha stimato e pianto. Avete sacrificato le vostre giovani vite, avete lottato per la pace non curando vi del pericolo dietro l'angolo. L'Italia è commossa pensando di aver perso uomini valorosi come voi che un giorno hanno lasciato la propria casa, i propri famigliari abbracciandoli teneramente e promettendo loro che ben presto avrebbero fatto ritorno. Il destino non ha voluto così, gente ignobile e crudele ha scommesso e deciso per voi giocando con il bene più prezioso che ci sia stato concesso: la “vita”. I vostri corpi giaceranno in patria ma nessuno potrà cancellare il dolore, il rancore e l'angoscia del vostri cari a cui è stato strappato un pezzo di cuore in un posto lontano dove ora ci sono solo brandelli, tanta paura e un vuoto immenso. Siamo orgogliosi di voi anche se so bene che non eravate in cerca di gloria e riconoscimento perché avete scelto di divenire missionari di pace spinti da un forte sentimento di solidarietà, altruismo e per riportare la luce in luoghi in cui la sofferenza è tanta. Siamo vicini alle vostre famiglie ma siamo consapevoli che le lacrime versate per il terribile attentato non serviranno a riportarvi indietro. I vostri nomi non saranno dimenticati, riempiranno le pagine del libri di storia e quando i miei figli leggendo mi chiederanno spiegazioni, racconterò loro con gli occhi gonfi dal pianto di quanto triste “fu” quel tragico 12 novembre 2003. Grazie ragazzi! Antonella C. '81
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