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Il recupero della memoria, ricerca per non dimenticare Progetto delle scuole elementare e media “Battisti” e “Pascoli”, con il Centro culturale regionale
15 giugno 2003

E' stato presentato nell'Aula Consiliare di Palazzo Giovene, il libro “Il recupero della memoria”, secondo lavoro del progetto “Continuità”, che sancisce ancora una volta il binomio Scuola-Cultura. La realizzazione del libro ha infatti visto la stretta collaborazione delle Operatrici Culturali del Centro Regionale Distrettuale BA/6, della Scuola Media”G.Pascoli” e di quella elementare “C.Battisti”, insieme per il racconto di un periodo che ha inciso profondamente sull'evoluzione della storia: 1928-1948, il ventennio fascista, la dittatura, la seconda guerra mondiale, il dopoguerra, la proclamazione della Repubblica. “Un importante progetto educativo, formativo e orientativo” - ha sottolineato il preside prof. Giovanni De Gennaro, membro del Consiglio Nazionale dell'Istituto del Risorgimento Italiano - che ci abitua all'idea della ricostruzione della memoria storica, e in particolare di una memoria che abbraccia degli anni di cui per troppo tempo ci siamo vergognati…”, ma con la quale bisogna necessariamente confrontarsi per l' esigenza, oggi più che mai, di pace, di giustizia, di fratellanza. Si tratta di un passato difficile da dimenticare, per i più anziani ma che è necessario far conoscere alle giovani generazioni “per fornire loro adeguate risposte alle domande che esse pongono: dare senso alla vita, dare orientamento, indicare una meta…, perché una cultura che dimentica non ha motivo di esistere” (Cuocci, dirigente del Centro distrettuale regionale). “Attraverso vecchie foto, quaderni, giornali, lettere, interviste ai testimoni gli alunni si sono resi soggetti attivi e curiosi in rispondenza di una delle finalità più importanti del metodo didattico: la ricerca”, ha detto il dirigente scolastico della scuola media Pascoli prof. Matteo Azzollini. Dunque, una ricerca che non solo ha fornito ai ragazzi l'occasione di porsi in maniera critica con il passato, con la storia e con i suoi personaggi ma ci mette in condizione di scoprire le nostre radici, soffermandoci a pensare che siamo “figli diretti” di tanti molfettesi eroi, prigionieri, deportati, morti per la patria. Un libro che racconta in maniera autentica come le vicende di Molfetta si siano intrecciate con quelle italiane e sottolinea, appunto, la continuità con il passato in modo tale da farci comprendere che il valore della nostra città è accresciuto con il tempo, in merito a tante storie di famiglie e giovani che hanno sacrificato la loro vita perseguendo gli ideali di Libertà, di Patria, di Democrazia, di Pace e dai quali si può trarre certamente esempio. Laura Amoruso
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