Recupero Password
Il Putt regionale non tutela le lame Colpevoli contraddizioni nel piano urbanistico territoriale tematico
15 novembre 2001

Torri e casali, edifici rurali e masserie, litorali, grotte e corsi d’acqua, boschi, biotopi e macchie: questo ed altro segnalato e tutelato nel corposo Piano urbanistico territoriale tematico / paesaggio, anche noto come Putt/p. Il Piano, redatto e approvato dalla Regione, pone vincoli di tutela e salvaguardia su alcune aree del territorio regionale, stabilendo diversi “gradi di tutela” e distinguendo le parti del territorio secondo la differente rilevanza ambientale (geologica, faunistica, ma anche storico-architettonica). Quali conseguenze e quale tipo di vincolo il Putt/p regionale prescrive per il territorio di Molfetta, e come si integrano queste norme di tutela con il neo-Prg comunale? Diciamo subito che, a prima vista, non ci sono enormi novità e, anzi, alcuni nodi importanti restano comunque irrisolti. Tuttavia non è affatto di scarsa importanza che alcuni “elementi strutturanti” del territorio di Molfetta vengano fissati e tutelati attraverso uno strumento normativo urbanistico regionale. Il litorale costiero e l’oasi di protezione “Torre Calderina” (180 ettari di costa a ridosso del confine con Bisceglie), numerosi casali e molte torri, le lame (lama dell’aglio, lama Giulia e lama Martina), il Pulo e tutto ciò che ricade sotto la voce Ambiti territoriali distinti – compreso un menhir a ridosso della strada Molfetta-Bisceglie, di cui però pare non esserci più traccia – sono sottoposti al vincolo di inedificabilità, salvo rari casi di opere compatibili con la salvaguardia dei siti (ma non mancano, come nel caso delle “aree annesse” alle lame, discutibili casi di possibili autorizzazioni previste per la realizzazione di parcheggi e infrastrutturazioni viarie di vario tipo). E’ importante, insomma, che per la prima volta esista una normativa regionale di riferimento che, con tutti i limiti – talora anche vistosi - stabilisca cosa si può fare in alcune aree e cosa non si può fare in altre. Al di sopra ovvero ad integrazione di quanto riportato nei Prg di ciascun Comune. Com’è accaduto al territorio di Molfetta. Non è ozioso sottolineare che molti ordini professionali e alcune associazioni ambientaliste regionali hanno più volte espresso in sede ufficiale serie perplessità rispetto a un “sezionamento” del territorio, che andrebbe a discapito della necessaria visione armonica di tutta la realtà paesistica nel suo insieme, se non accompagnato da una globale programmazione delle azioni di tutela. I nodi irrisolti: le lame Restano però irrisolti alcuni nodi importanti, dicevamo. Come nel caso delle lame, e, in particolare, delle lame che ricadono nell’Area di Sviluppo Industriale – zona Asi (lama nord). Come si sa, le norme contenute nel Putt/p non possono essere applicate all'interno dei territori disciplinati dai Piani delle Aree di Sviluppo Industriale (art. 1.03.6 delle Norme tecniche di Attuazione del Putt/p). Questo significa, tra l’altro, che la lama nord, per quanto segnalata dal Piano regionale, non può essere però da questo tutelata, in quanto facente parte dell’area di competenza del consorzio Asi. Tuttavia, già lo studio idrogeologico redatto dal Politecnico di Bari lo scorso anno (nella fase immediatamente precedente all’approvazione definitiva del Prg), in relazione alla lama nord, ammoniva a che “per le aree destinate ad usi produttivi” si riconsiderasse “l’attuale tipizzazione, introducendo la possibilità di trasferimento di volumetrie”. E oggi, dopo la già avvenuta approvazione di una variante del Pip a salvaguardia del ramo della lama che altrimenti sarebbe stata “schiacciata” dalla zona artigianale, nella relazione tecnica presentata dai dirigenti dell’Utc del Comune proprio in merito alle perimetrazioni del Putt/p, si legge che i risultati dello studio del Politecnico sono stati trasmessi all’Asi, “perché procedano alle modifiche suggerite”, visto che nessun regime di vincoli può essere imposto dall’esterno al consorzio Asi, neppure quello del Putt/p. Vale la pena ricordare, però, che esiste un decreto legge (poi convertito in legge) del 12 ottobre 2000, che pone Molfetta tra i 101 comuni a più elevato rischio idrogeologico d’Italia, vincolando, con norme assai severe e precise, tutti i siti di importanza strategica per l’equilibrio idrogeologico del territorio, lame comprese. Dentro e fuori l’Asi. Tiziana Ragno Massimiliano Piscitelli SCHEDA Che cos’è il Putt/p Dall’11 gennaio scorso la regione Puglia si è dotata di un nuovo strumento di tutela del territorio, il Putt/p (Piano urbanistico territoriale tematico / paesaggio). Il Putt/p sottopone a regime di tutela:  gli Ambiti territoriali estesi che delimitano zone di valore paesaggistico-ambientale, classificato secondo una scala che prevede: valore eccezionale (tipo A), rilevante (B), distinguibile (C), relativo (D) e normale (E).  gli Ambiti territoriali distinti che designano le “strutture” del territorio, articolandosi secondo tre categorie di classificazione: l’assetto idrogeologico, i siti di importanza botanico-faunistica, gli insediamenti storico-archeologici. Dunque, cadono sotto la definizione di ambiti territoriali distinti le aree protette, i corsi d’acqua, le lame, i litorali, ma anche i boschi e le macchie e persino piante di rilevante importanza per età o dimensione, muretti a secco, ma anche zone archeologiche e beni architettonici. Il Putt/p non pone vincoli di alcuna tutela:  sui territori costruiti, ossia sui centri storici (riportati sui Prg comunali come zone A) o sulle aree già urbanizzate (che figurano nei Prg come zone di completamento di tipo B).  nelle zone Asi (Aree di sviluppo industriale), giacché “le norme contenute nel Piano non trovano applicazione all'interno dei territori disciplinati dai Piani delle Aree di Sviluppo Industriale” (art. 1.03.6 delle Norme tecniche di Attuazione del Putt/p). Vale a dire che tutto ciò che è vincolato o tutelato secondo le norme stabilite dallo stesso Putt/p, può non esserlo nelle zone Asi, dove qualsiasi regime di vincoli può essere fissato solo e soltanto dal Consorzio Asi. Quanto all’iter di approvazione, il piano, approvato dal consiglio regionale, affida alle amministrazioni comunali (entro 180 giorni dall’entrata in vigore del Piano) il compito di riportare con precisione sulla cartografia dei PRG in dotazione di ciascun comune, le perimetrazioni degli Ambiti estesi e distinti, al fine di una più precisa (o anche più completa) individuazione dei siti da tutelare. Ricevuta la cartografia, l’Assessorato regionale all’urbanistica la approva o la respinge entro 60 giorni dal ricevimento (eventuali osservazioni in merito, cioè, possono essere avanzate solo entro tale limite temporale). Decorso tale termine, le perimetrazioni prodotte dalle singole amministrazioni comunali si intendono coerenti con il Putt/p regionale. Massimiliano Piscitelli
Nominativo  
Email  
Messaggio  
Non verranno pubblicati commenti che:
  • Contengono offese di qualunque tipo
  • Sono contrari alle norme imperative dell’ordine pubblico e del buon costume
  • Contengono affermazioni non provate e/o non provabili e pertanto inattendibili
  • Contengono messaggi non pertinenti all’articolo al quale si riferiscono
  • Contengono messaggi pubblicitari
""
Quindici OnLine - Tutti i diritti riservati. Copyright © 1997 - 2022
Editore Associazione Culturale "Via Piazza" - Viale Pio XI, 11/A5 - 70056 Molfetta (BA) - P.IVA 04710470727 - ISSN 2612-758X
powered by PC Planet