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Il miracolo di “santa” Loredana nel confronto tra il sindaco di Molfetta Paola Natalicchio e il sen. Antonio Azzollini Merito dell'Associazione imprenditori aver evitato lo scontro, anche se ciascuno dei due “contendenti” è rimasto sulle proprie posizioni. Il sindaco ha smontato tutte le accuse del senatore, al quale è rimasta solo l'insistenza sulla cancellazione della scritta “No grandi opere”
29 febbraio 2016

MOLFETTA – E’ stato il «miracolo» di «santa» Loredana: il confronto fra il sindaco di Molfetta Paola Natalicchio e l’ex sindaco sen. Antonio Azzollini, non si è trasformato in scontro, che andava evitato, come aveva auspicato anche “Quindici” presentando l’evento. Anzi, addirittura il dibattito è stato un po’ noioso (anche con qualche sforamento di tempo concesso al senatore), mancando quel pizzico di pepe, necessario a vivacizzare l’incontro, come hanno fatto rilevare alcuni dei presenti. Nessuno voleva la rissa e lo scontro, ma un confronto più dinamico, moderato adeguatamente, non sarebbe stato male.

Comunque, è merito soprattutto dell’Associazione degli imprenditori molfettesi, presieduta da Loredana Lezoche, se il dibattito non è degenerato. E questo non può che fare piacere e soprattutto riconoscere un ruolo di terzietà, che gli imprenditori non avevano manifestato in precedenza partecipando qualche settimana prima al comizio del senatore del centrodestra all’Hotel Garden. I timori della vigilia, infatti, non erano infrondati, conoscendo il parlamentare molfettese e le sue precedenti performance, che dilagano su youtube. La nota intolleranza di Azzollini alle critiche e alle regole democratiche (non ama i confronti né con i politici, né tantomeno con i giornalisti: rare e mirate le sue “conferenza stampa”, in realtà comizi senza domande) questa volta è stata tenuta a freno.

Abbiamo volutamente atteso un paio di giorni nel dare il resoconto del confronto fra i due personaggi della politica molfettese: volevamo ascoltare prima il dibattito organizzato da Agenda XXI sul nuovo porto, in particolare l’intervento del noto penalista avv. Michele Laforgia, che rappresenta il Comune, nella vicenda giudiziaria dello scandalo dell’appalto che ha portato all’arresto di un dirigente comunale e del direttore dei lavori, e nella quale è indagato anche lo stesso sen. Azzollini (è possibile ascoltarlo sulla nostra pagina Facebook).
Infatti, con molto fair play, la Natalicchio nei suoi interventi, non ha fatto riferimento alla vicenda giudiziaria e al “pasticcio” nuovo porto commerciale, sul quale indaga la Procura di Trani e che è la vera causa dei lavori fermi, in attesa del parere del Consiglio superiore dei Lavori pubblici.

Intanto, per la prima volta, e qui va ancora il merito all’Associazione imprenditori, c’è stato un riconoscimento reciproco, in particolare del senatore che ha sempre ignorato il rappresentante della città, perfino nelle processioni e negli incontri pubblici e istituzionali volgendole le spalle (anche con scarso savoir-faire, come avvenuto perfino qualche giorno prima all’insediamento del nuovo vescovo Cornacchia in Cattedrale).

Azzollini è perfino arrivato a promettere (non sappiamo se solo per la presenza di quelle telecamere che ha sempre odiato) di interessarsi personalmente perché possano essere disposti altri finanziamenti o recuperati quelle perduti, come ha dimostrato il sindaco Natalicchio per ritardi burocratici ed errori di impostazione da parte dell’amministrazione precedente).

Non sono mancate delle stoccate reciproche e una caduta di stile, un comportamento sgradevole, anche perché rivolto a una signora assessore, da parte del sen. Azzollini per un commento rivolto alla titolare della delega all’ambiente Rosalba Gadaleta, su un inesistente conflitto di interessi (l’assessore si era dimesso da avvocato di Legambiente prima di accettare l’incarico), sapendo che lei non poteva replicare a causa delle regole fissate in partenza.

Naturalmente le interpretazioni del confronto sono state partigiane da parte dei supporter del senatore, mentre i sostenitori del sindaco, hanno preferito mettere in rete il filmato del dibattito per consentire ai cittadini di giudicare direttamente come Paola Natalicchio abbia saputo replicare e smorzare ogni accusa del senatore affogato in una montagna di carte, dimostrando che la causa dei ritardi nella ripresa dei lavori del porto, ma anche delle mancate realizzazioni alla zona Asi, sono attribuibili all’azione o all’inerzia di Azzollini. Ricordiamo che il porto l’ha gestito lui ed è stato fino a ieri membro incompatibile del consiglio di amministrazione dell’Asi, rifiutandosi di dimettersi dietro l’azione legale avviata dal Comune.

Comunque un confronto è stato utile e l’averlo accettato è un fatto positivo anche per il senatore che, certo, oggi ha bisogno di recuperare visibilità essendo oggettivamente in difficoltà politica e di consensi, come ha ricordato al sindaco anche il gruppo di Rifondazione, che ha criticato Paola Natalicchio per aver accettato un confronto, utile solo al parlamentare locale per recuperare un po’ di posizioni perdute, dopo essere stato abbandonato anche dai suoi.

Ognuno ha detto la sua, anche se il senatore, in difficoltà dopo le repliche alle sue affermazioni che ha cercato di accreditare con montagne di carte e numeri, per difendere l’indifendibile (quando uno è in difficoltà si attacca alle carte, che per il senatore sono quasi una coperta di Linus) e ha finito per insistere nella maggior parte del suo intervento contro la scritta “No grandi opere” che campeggia sul cantiere del nuovo porto e che, a suo parere andrebbe cancellata subito. Un problema di poco conto, gli ha replicato la Natalicchio, di fronte ai macigni lasciati insoluti e viziati di presunte illegalità, che frenano la ripresa dei lavori e perfino la messa in sicurezza del porto. Tra l’altro, quella scritta, come è stato detto nel dibattito sul porto di Agenda XXI, non è altro che una manifestazione di dissenso di quella comunità molfettese non coinvolta in un progetto fortemente impattante non solo sull’ambiente, ma anche sulla vita della cittadinanza, che non poteva, né doveva essere tenuta fuori dalle scelte sul suo futuro.

Qualche parola sugli altri argomenti: la zona Asi, qui il senatore ha rivendicato la battaglia contro l’autorità di bacino, per l’assetto idrogeologico e la burocrazia regionale che ha frenato la realizzazione del Pip3. E qui ha invitato il sindaco ad impegnarsi in maniera partigiana per Molfetta (anche a prezzo di possibili illegalità?). Per quanto riguarda la sicurezza, la responsabilità non è dell’amministrazione, secondo Azzollini, ma della ripartizione delle forze dell’ordine in base all’estensione dell’agglomerato urbano, senza considerare che la zona Asi è un’altra città. E anche qui ha promesso il suo impegno anche per l’aumento della erogazione idrica e la riduzione delle bollette dell’Enel. Ha accusato il sindaco di aver perduto i finanziamenti, ma in realtà le opere sarebbero costate ben oltre i 15 milioni previsti, quasi il doppio, 28 milioni, andando anche ad impattare sul territorio. “Non bisogna fare la guerra alla natura” ha precisato la Natalicchio, e il progetto del canalone unico di Azzollini non era adeguato allo scopo, mentre era necessario riprendere quello dei due canali del 2009, meno costoso e più sostenibile. Nel frattempo le lentezze burocratiche, hanno fatto perdere il finanziamento. Quindi nessuna responsabilità di questa amministrazione di centrosinistra, come sostiene Azzollini, ma tutta colpa di un progetto inadeguato, improponibile e rischioso.
Per la sicurezza il sindaco, ora che finalmente da qualche giorno, è entrata nel consiglio di amministrazione dell’Asi dopo le dimissioni di Azzollini, si impegnerà per un potenziamento delle infrastrutture del wi-fi e della sicurezza. Per l’intervento in zona Pip, il Comune ha già provveduto al completamento della rete del gas, alla manutenzione dei marciapiedi, alla riduzione del costo dei passi carrabili e all’installazione della segnaletica stradale inesistente. Sono stati finanziati, inoltre, 160mila euro per l’installazione di 10 videocamere e 110 pali intelligenti ai fini della sicurezza.

E sul Pai (piano di assetto idrogeologico) che vengono marcate le differenze tra passato e presente. Ricordiamo che l’amministrazione Azzollini propose un progetto di canalone che non teneva conto delle ben 13 lame, che fanno considerare l’area di Molfetta come la più a rischio di tutta la provincia. Di qui il no dell’Autorità di bacino a considerare queste aree edificabili, come avrebbe voluto il Comune per allargare l’espansione delle aziende (ma con l’inserimento nelle lame col pericolo per cose e persone in caso di inondazioni). E nacque così un feroce contenzioso con la stessa autorità di Bacino e con il Consiglio superiore delle acque. Secondo Azzollini si sarebbe dovuto continuare il contenzioso con l’Autorità di Bacino.
In questo caso, anche il sindaco ha tirato fuori le carte, mostrando un progetto meno costoso e meno impattante che prevede due canaloni da 8 e 9 milioni di euro, che utilizza due delle lame che già attraversano il territorio. Azzollini, quindi, vista la sua dichiarata disponibilità alla collaborazione, dovrebbe cercare di recuperare quel finanziamento per questo nuovo e fattibile progetto di riassetto idrogeologico.

Infine il porto, del quale abbiamo già parlato e per il quale il sindaco non intende mettersi contro la magistratura, né sovrapporre le sue decisioni a quelle dell’organo giudiziario. Non si può, infatti, col porto sub judice, sfidare l’illegalità, come è avvenuto in passato da parte di chi poteva permetterselo godendo dell’immunità parlamentare, della quale si è ampiamente avvalso per sottrarsi ai provvedimenti giudiziari, anche di custodia cautelare.

Su questo fronte, il senatore dovrebbe dimostrare di non fuggire davanti ai giudici, ma con un gesto largamente apprezzabile, rinunciare a servirsi dell’immunità parlamentare, per mettersi a disposizione dei magistrati nell’accertamento della verità. Questa sarebbe stata la risposta che la città si sarebbe aspettata dal sen. Azzollini. Solo in questo caso, le sue affermazioni sarebbero state più credibili e non viziate dal sospetto di aggirare il normale corso della giustizia, ritardandone i tempi, magari nella speranza dell’intervento della prescrizione.

Questi, in sintesi, gli altri argomenti, che potrete leggere sviluppati e commentati sul prossimo numero della rivista mensile “Quindici”, che sarà in edicola il 15 marzo, con l’atteso editoriale del direttore Felice de Sanctis.

Quindici” quello che gli altri non dicono.

© Riproduzione riservata

Autore: Felice de Sanctis
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L'incontro c'è stato. I toni erano sufficientemente civili. Invettive, "colpi di sciabola, fendenti" non se ne sono visti, né uditi. La regia del presidente Lezoche è stata inappuntabile. Sono stati discussi tre degli argomenti più spinosi che caratterizzano (hanno caratterizzato) entrambe le Amministrazioni. Come era prevedibile, l'atteggiamento del Senatore - molto ...istrionico (nel suo stile) anche se corretto, verso i problemi ed i metodi per superarli è stato piuttosto "garibaldino": per lui e per la sua cultura (mutuando da Monicelli, nel film La grande guerra) ...prima si spara e poi si dice chi va la! Prima si agisce, magari anche con qualche dubbio di legittimità d'azione, da rivedere magari dopo a cose fatte, poi si vede che succede. Ebbene, per il Porto, lo stiamo vedendo. Atteggiamento opposto invece viene adottato dal Sindaco Natalicchio. La sua azione viene svolta nel solco della più assoluta legittimità. Qual'è l'atteggiamento giusto? Detto questo e tornando all'argomento Porto, sul quale il Senatore Azzollini, invocando deliberazioni di tribunali, chiede più incisività e soprattutto sembra basare la sua critica all'operato dell'Amministrazione molto sul fatto della persistenza della scritta 'NO OPERE PUBBLICHE'. Nessuno ha eccepito che un'opera di quelle dimensioni, sia strutturali, ma soprattutto finanziarie, non abbia visto uno studio delle possibili utilità: il famigerato e, in certi versi, ...deriso (per la terminologia inglese, ma corretta, usata dal Sindaco) BUSINESS PLANNING! Qualcosa che i nostri Imprenditori conoscono molto bene, adottando al tecnica prima di avviare un investimento economico su nuove attività. La domanda allora è: CHE COSA HA FATTO LA SOCIETA' - COSTITUITA 'AD HOC' - "MOLFETTA NEW PORT S.p.A.", IN TANTI ANNI DI ESISTENZA? (sappiamo tutti che è stata sciolta dall'attuale Amministrazione che non ne vedeva l'utilità, forse anche in rapporta a quanto (non?) fatto). Sarebbe stato molto utile, preparare il terreno, con attività di promozione industriale, per l'utilizzo con ritorno adeguato, della nuova struttura in costruzione. Qualcuno può dire qualcosa in proposito? La Comunità ha speso denari pubblici per costituire e mantenere - per anni - tale Società. Esistono rapporti, studi, ecc. sull'attività della Società e sui concreti risultati conseguiti? Questo, in qualche modo si sarebbe inteso per BUSINESS PLANNING! Checché ne dica il Senatore Azzollini.


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