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"Il Futuro è già qui", Giancarlo Elia Valori presenta a Molfetta il suo ultimo saggio La presentazione del volume si terrà venerdì 20 novembre, alle 18, nella Fabbrica di San Domenico
20 novembre 2009

MOLFETTA - Quali sono le variabili dalle quali dipendono gli scenari mondiali? In che misura le fonti energetiche, la demografia, le materie prime, le nuove tecnologie, l'ambiente e l'evoluzione del clima influenzeranno la storia che ci attende? Se ne parlerà questa sera a Molfetta con Giancarlo Elia Valori (foto), uno dei più importanti manager italiani, che nella Fabbrica di San Domenico presenterà il suo ultimo libro "Il Futuro è già qui" (Rizzoli, 2009, pp 288, euro 19,50) vincitore del Premio Ischia Mediterraneo 2009. Dalle dinamiche produttive legate al petrolio, alle innovazioni tecnologiche; dalle nuove forme di comunicazione al riscaldamento globale passando per l'analisi del rapporto demografico tra Paesi in via di sviluppo e Occidente, nell'esaminare questi e altri temi Valori non tiene solo conto di costanti macroeconomiche, come vuole la tradizione in questo campo, ma le affronta, anche e soprattutto, dal punto di vista geopolitico, senza trascurare gli aspetti ideologici, culturali e religiosi, a cui riconosce un ruolo fondamentale. Il volume, infatti, affronta anche temi cruciali come la minaccia del fondamentalismo islamico, le ambizioni della Russia e l'inevitabile ascesa di giganti come la Cina e l'India. Profondo conoscitore di questi fenomeni e Paesi, Valori guida il lettore in un affascinante viaggio nel futuro. Non dimenticando il ruolo dell'Italia, in Europa e nel bacino del Mediterraneo. "L'Europa - spiega lo stesso autore - non può pensare che la propria crescita economica, collegata alla sua espansione nel Mediterraneo, non abbia a che fare con una strategia globale nella quale debbono essere ripensate le aree di difesa, i criteri di sicurezza, le alleanze e le amicizie. L'economia e la strategia sono simmetriche ma non sostituibili tra loro, come la mano destra e quella sinistra nella filosofia di Kant. Da qui passerà la sfida del futuro, perché dal Mediterraneo possa rinascere un nuovo ciclo della civiltà umana, come già è accaduto altre volte."
"Il Futuro è già qui" sarà presentato venerdì, 20 novembre, alle ore 18, nella sala conferenze della Fabbrica di San Domenico  (in via San Domenico). All'evento, organizzato dal Comune di Molfetta in collaborazione con la Cattolica Popolare, prenderanno parte Antonio Azzollini, sindaco di Molfetta e presidente della commissione Bilancio del Senato, Celestina Tinelli, componente del Consiglio Superiore della Magistratura, Francesco Cocco, avvocato distrettuale dello Stato di Bari, e Gianfranco Dioguardi, ordinario di Economia e organizzazione aziendale al Politecnico di Bari. Modererà Paolo Messa, fondatore e curatore della rivista mensile "Formiche".
Giancarlo Elia Valori è uno dei più importanti manager italiani. Docente universitario e attento osservatore della situazione politica ed economica internazionale, nella sua lunga carriera ha ricoperto importanti incarichi in prestigiose società italiane ed estere. Attualmente è a capo de La Centrale Finanziaria Generale, della holding Sviluppo Lazio, della Fondazione italiana Abertis e del gruppo Huawei Technologies Italia. Nel 1992 è stato nominato da Mitterrand cavaliere della Legion d'onore con la motivazione: "Un uomo che sa vedere oltre le frontiere per comprendere il mondo" e, nel 2002, "Honorable" de l'Académie des Sciences dell'Institut de France. Tra i suoi libri ricordiamo Il gigante David. Ben-Gurion tra mito e realtà (Rizzoli 1995), Un albero per una vita (Rizzoli 2001), I giusti in tempi ingiusti (Rizzoli 2005), Geopolitica dello spazio (Rizzoli 2006), Antisemitismo, olocausto, negazione (Mondadori 2007), Mediterraneo tra pace e terrorismo (Rizzoli 2008).
 

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Le cifre sono sconvolgenti. L'insieme del Terzo Mondo contiene i due terzi della popolazione del globo, ma conta appena il 10% dell'industria mondiale. In Colombia l'1% dei proprietari detiene il 40% del suolo. Negli Stati Uniti bastano dieci minuti di lavoro per acquistare un litro di latte; nel Pakistan occorrono dieci ore. Si è scritto paraddosalmente che con gli avanzi di una città americana si potrebbe sfamare una città europea, e con gli avanzi di una città europea una città dell'oriente. Una cifra significativa: nell'America latina tra il 1950 e il 1961 sono stati impegnati capitali stranieri per un totale di dieci milardi di dollari. Ma il loro sfruttamento ha permesso che quattordici miliardi e mezzo di dollari prendessero il volo per le nazioni che hanno effettuato l'investimento. Ancora una volta, il denaro è stato il sudore del povero. I ricchi tentano istintivamente di salvare i loro previlegi. Per questo quando Mons. Helder Camara, ha chiesto giustizia per i poveri, è stato trattato da rivoluzionario, minacciato e accusato di essere comunista. Ad alcuni giornalisti che gli chiedevano perchè era accusato di tutto questo, rispose: "Perchè, se ci si accontenta di chiedere l'elemosina, nessuno ha nulla da ridire; ma se si parla di combattere la miseria, di realizzare una vera promozione umana, allora si passa per comunisti. Bisogna sforzarsi vigorosamente e il più rapidamente possibile di far scomparire le enormi differenze e le disuguaglianze economiche che portano con sè discriminazioni individuali e sociali." - Questo accadeva nel 1966 -

Un grazie di cuore al prof.G.E.Valori. "Il futuro è già qui" Auguriamoci di riuscire a comprenderlo e a non girare lo sguardo dalla parte opposta: sarebbe la fine della nostra esistenza. - Viviamo in un mondo affamato, costretto ad affrontare una crisi sempre più grave. Se continueremo ad agire come adesso, la costosa strategia "di fuga" che mira a espandere le coltivazioni di cereali servirà solo a peggiorare la crisi, e riuscirà a malapena a nutrire la popolazione in costante aumento del pianeta. Produrre per vendere può essere una manna ma anche una sventura per i paesi del Terzo Mondo. In alcuni casi i raccolti rappresentano un forte incentivo al processo di sviluppo, perchè forniscono al paese esportatore grossi quantitativi di valuta estera capaci di infondere vitalità a un'economia emergente. Ma molto più spesso questi raccolti tendono a rallentare lo stesso processo di sviluppo, perchè la terra sarebbe meglio sfruttata se fossero coltivate le piante alimentari essenziali per l'affamata popolazione locale, anzichè quelle non essenziali destinate agli stranieri. E' difficile per le economie emergenti liberarsi dal vincolo del "raccolto per la vendita". Il loro mercato interno è troppo piccolo, le loro risorse sono limitate: hanno bisogno di procurarsi gli strumenti e le tecnologie per progredire. Hanno un estremo bisogno di denaro liquido per acquistare uno dei beni di esportazione più importanti del mondo industrializzato: i cereali. Questi paesi dovrebbero impegnarsi a distribuire meglio i terreni destinati all'agricoltura e non dipendere troppo da un singolo bene di esportazione. Gli Enti Internazionali potrebbero provvedere in maniera diversa all'assistenza e allo sviluppo nel settore agricolo. L'intoppo stà nella grande distribuzione. Le megasocietà infatti finiscono per avere il monopolio del commercio alimentare e gli effetti negativi sono sotto gli occhi di tutti. Qui bisogna intervenire prima che sia troppo tardi.- Gaia Book -
Leggerò il libro e ringrazio il professore G.E.Valori per la disponibilità a trasferici il Suo sapere. "Il futuro è già qui" - Dovrebbero capirlo i nostri politici, distratti come sono dalle loro "pochezze personali culturali". Necessitiamo di filosofia, sociologia e ascoltare esperti e tecnici di settori in merito alle nuove tecnologie, evoluzione del clima, innovazione e nuove forme di comunicazione ecc.,ecc.. "Il futuro è già qui". - Urgono più fondi e centri di ricerca, specie nelle aree a basso reddito: occorre infatti studiare varietà specifiche e tecniche adatte a piccoli e grossi agricoltori. L'agricoltura una emergenza prossimo futuro. Ci occorrono nuove strategie. Bisogna correggere le attuali pur efficaci tecniche agrarie, e ideare qualche altra soluzione d'urto che integri la Rivoluzione Verde. Non è tanto questione di chiederci "possiamo farlo?", quanto di dire "vogliamo farlo?". L'intervento umano sull'ambiente non sempre è stato positivo. A modificare il paesaggio non è stata solo l'agricoltura, ma anche la tecnologia. Su scala mondiale, le terre coltivate hanno dato un raccolto più o meno sufficiente fino a circa la metà di questo secolo. Da allora la popolazione è aumentata notevolmente, e sono aumentati i suoi bisogni. Secondo la Fao, l'Organizzazione mondiale per l'alimentazione e l'agricoltura, entro la fine del secolo le terre coltivate del mondo dovrebbero aumentare di un ulteriore 15 per cento. Un progresso che, però, cpmporterà un alto costo in termini di riserve di energia e di salvaguardia dell'ambiente. - Gaia Book -


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