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Gli ambulati dell’ostello: Molfetta è perfetta
15 settembre 2018

Costante è l’accoglienza che Molfetta offre agli extracomunitari: a confermarlo è la presenza, anche quest’anno, dell’ostello che ha ospitato i venditori ambulanti extracomunitari nel corso della festa patronale. «Un gesto concreto in risposta al razzismo propugnato da Salvini, un contributo tangibile del decoro e della dignità delle persone che animano la nostra festa patronale» afferma Gabriele Vilardi di Molfetta Accogliente, che si è prodigata in maniera volontaria per la realizzazione del progetto assieme ad un cospicuo numero di associazioni. Tra queste Associazione Femminile Figlie di Maria Santissima Addolorata, Auser, Azione Cattolica, Club Unesco, Croce Rossa, Consulta Femminile, InCo, One Camp In, Amnesty International, Agesci 1, Agesci 4, Masci 2, Molfetta 4, Libera, Oasi 2. Ma il contributo fondamentale è arrivato certamente da chi ha usufruito dell’ostello dando piena fiducia alla nostra città, per la quale è stato coniato da uno degli stessi venditori ambulanti lo slogan “Molfetta è perfetta”. «Io sono abituato a girare per le feste patronali del Sud, ma Molfetta dal punto di vista dell’accoglienza è la numero uno, seguita da Cosenza. Non ho visto da nessun’altra parte tanta organizzazione e tanta disponibilità». «Qui c’è brava gente, la città si riempie di vita in questi giorni di festa e non manca l’integrazione». «Nelle altre città durante le feste patronali ci offrono un posto in cui dormire, ma solitamente è limitato ad una tenda in cui dobbiamo accontentarci di dormire per terra. A Molfetta i letti e i cuscini sono molto comodi, caratteristica anche degli anni precedenti». «Se voglio riposare ho un posto dove stare, se voglio fare una doccia ne ho la possibilità, anche regolando la temperatura dell’acqua. Molfetta è al primo posto». Nulla da aggiungere a poche ma significative parole che scaldano il cuore, se non una trovata degli extracomunitari che dimostra la loro gratitudine nei confronti della città. Si tratta di una cucina autogestita che nei giorni della festa patronale era situata alle spalle dell’ostello ed è stata a disposizione di chiunque ne avesse voluto usufruire. Perché la risposta all’accoglienza non può che essere la dimostrazione di sentirsi accolti. © Riproduzione riservata

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