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Gli abitanti di Poggiofiorito al contrattacco: "Il sottopasso creerà il caos"
02 ottobre 2004

MOLFETTA – 2.10.2204 Ennesimo triste capitolo della storia fra Comune di Molfetta e quartiere Poggiofiorito (nella foto, via Berlinguer una delle strade interessate dal sottopasso). Dopo la mancata realizzazione di un sovrappasso pedonale per lenire i disagi procurati dalla costruzione del ponte di Levante e dopo la chiusura di un importante accesso al quartiere per far posto ad un utilissimo spartitraffico, ecco il progetto per la costruzione di un sottopasso sull'asse via Berlinguer-Via Salvucci. La gente non ci sta, fa fronte comune, si unisce nel "Comitato cittadino contro la realizzazione del sottopasso di via Terlizzi"e si mobilita, come spiegato nell'assemblea di quartiere presso la Parrocchia Madonna delle rose, per impedire un ulteriore sopruso operato dalla nostra amministrazione comunale di centrodestra ai danni di una parte di città mai tutelata. Il sottopasso inizierebbe poco dopo l'incrocio che conduce alla chiesetta della Madonna delle Rose e terminerebbe nei pressi(qualche metro prima) della Chiesa di Sant'Achille. I lavori per la sua costruzione avrebbero durata di un anno e mezzo. La vicenda, però, ha radici ben profonde. In una riunione tra rappresentanti del comitato, sindaco ed ufficio tecnico, nel marzo 2004, si parla addirittura di un progetto facente parte del Piano del Traffico approvato dall'amministrazione precedente ed accantonato per mancanza di fondi. Nel corso della stessa, Tommaso Minervini si mostrò possibilista circa una modifica del progetto tenendo conto dell'aggressività dell'opera dal punto di vista ambientale. Nel giro di qualche mese le cose sono rapidamente cambiate e, complice l'approvazione di un finanziamento europeo per circa 3 milioni e mezzo di euro nell'ambito di opere per il rispetto ambientale e l'attenuazione dei rumori, tra maggio e giugno la giunta, in gran segreto, ha approvato il progetto, disponendo l'assegnazione del primo lotto dei lavori per il 24 settembre. Richieste semplici ed efficaci quelle del Comitato: la revoca immediata del Progetto approvato dalla giunta Comunale con delibera 238 del 25/05/04 e la contestuale sospensione della procedura di gara indetta con determinazione dirigenziale del Settore Lavori Pubblici n°102 del 22/07/04. Enzo Massari, rappresentante del Comitato, parla di errori tecnici, ambientali e sociali, nella costruzione del sottopasso e chiede lumi sulla mancata pubblicazione del progetto sul sito del Comune. "Gli abitanti di Poggiofiorito sarebbero completamente tagliati fuori dalla vita della città e stessa sorte toccherebbe alle abitazioni di nuova costruzione. Anche chi, prima di questo progetto, poteva tranquillamente attraversare la strada a piedi per accompagnare i bambini alla scuola elementare Cozzoli, sarà costretto a prendere la macchina, per non parlare dei problemi per raggiungere l'ospedale ed il centro. Il traffico sarà riversato su piccole strade come Via Sergio Pansini e le traverse di Via Baccarini con nessun beneficio per la viabilità. Un punto fondamentale della vicenda è che il PRG cittadino prevede in quel punto un incrocio a raso e non un sottopasso. Tra le varie ricerche effettuate siamo riusciti trovare una circolare del ministero dei lavori pubblici che prevede un aggiornamento al Prg in caso di modifica del PUT, piano urbano del traffico, come in questo caso. Sappiamo tutti quali sono i tempi di approvazione del Piano regolatore, quindi secondo noi la giunta non sta operando in maniera del tutto legale. La nostra proposta è quella di smistare prima il traffico attraverso rondò che ridurrebbero del 75% la possibilità di incidenti". Appellandosi all'articolo 58 dello statuto comunale, che prevede la possibilità da parte dei cittadini, previa consegna di 500 firme, di chiedere la costituzione di un forum per discutere di alcune situazioni sulle quali manca condivisione, gli abitanti di Poggiofiorito hanno raccolto in circa tre giorni oltre il doppio delle firme necessarie, sintomo di un malcontento molto più che condiviso. I cittadini saranno penalizzati anche da un punto di vista meramente economico visto che le abitazioni con vista sulla "circonvallazione", pagate con tanti sacrifici non molti anni fa, perderanno di valore ed inoltre penalizzare i nuovi investimenti di coppie giovani non sembra poi così opportuno. E lo spartitraffico realizzato in tutta fretta, da pochi mesi, che fine farà al cospetto di un'opera così imponente? Misteri tecnici di matrice italica. La voglia di lottare e confrontarsi non manca, la palla è ora nelle mani del sindaco... sperando che non voglia nascondere anche quella. Giuseppe Bruno
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