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Giovanni Cozzoli patriota, raccontato in un film e in un fumetto Un progetto finanziato dall'Europa dell'I.t.c.g. t. “G. Salvemini”
15 luglio 2004

Da indagini nazionali emerge che la storia viene concordemente giudicata da quasi tutti, giovani e meno giovani, una disciplina importante e fortemente formativa, confermando la massima del filosofo che recita: “Chi non ricorda il passato è condannato a riviverlo”. Ma, paradossalmente, la stessa indagine rivela che lo studio della storia a scuola è considerato ostico e non accattivante. Colpa dei professori? Colpa dei metodi adottati? I docenti dell'Istituto Tecnico Salvemini di Molfetta, sensibili alla sperimentazione e alla ricerca didattica, hanno colto l'opportunità offerta da un progetto finanziato dall'Unione Europea per dare vita a un'attività extracurriculare che ha visto protagonisti un gruppo di studenti delle classi terze, guidati da qualificati esperti di storia, cinema e fumetto. Seguendo le indicazioni del Progetto, bisognava partire da un argomento di storia locale del 1800, con richiami alla storia nazionale ed europea, esaminarne la documentazione e poi procedere alla realizzazione di tre prodotti finiti: un cortometraggio, una storia a fumetti e una mostra di costumi e materiali d'epoca. E' stato scelto come soggetto la vicenda umana e politica del molfettese Giovanni Cozzoli, soprannominato “re Couzzele”, capo della carboneria molfettese, patriota liberale, animato da ideali di giustizia sociale contro l'assolutismo borbonico. Giovanni Cozzoli fu, nel maggio del 1848, a Molfetta, promotore del tentativo di insurrezione armata, in aiuto dei napoletani in rivolta, contro il colpo di Stato anticostituzionalista del re Ferdinando II. Stroncata sul nascere dall'arrivo delle ingenti forze del generale M. A. Colonna, l'insurrezione armata fu sedata da centinaia di perquisizioni e arresti di carbonari e liberali molfettesi, sottoposti a processo dalla Gran Corte Speciale di Trani per reati contro la sicurezza dello stato. Cozzoli, condannato a morte in contumacia, privato di tutti i suoi beni, riuscì a fuggire, fu combattente a Roma e poi andò in esilio. Gli fu possibile tornare a Molfetta solo dopo l'Unità d'Italia, accolto con rispetto, ma ridotto in miseria. Di lui è rimasto un pregevole ritratto, collocato, oggi, tra gli uomini illustri molfettesi, nella sala consigliare di Palazzo Giovene. L'impresa di raccontare, con rigore storico, questa vicenda, attraverso l'uso creativo dei linguaggi del nostro tempo, si presentava ardua per studenti privi delle cognizioni tecniche di cinematografia e disegno, necessarie per arrivare a realizzare un fumetto e un cortometraggio. Si trattava, però, di una scommessa e di un'avventura che con coraggio essi hanno voluto tentare. A posteriori si può ora riconoscere che il “miracolo” c'è stato: da ottobre a maggio dell'anno scolastico, in incontri pomeridiani settimanali, i lavori si sono svolti e condotti a termine sotto la guida autorevole (tecnicamente e didatticamente) degli esperti di cinema e fumetto, oltre che di studiosi di storia. E a maggio c'è stata la manifestazione per la presentazione dei “prodotti”. In un'aula magna stracolma di studenti, docenti, genitori e ospiti, tutti curiosi e trepidanti per “la prima”, è stato proiettato il cortometraggio “Futuro anteriore”, attori gli studenti e qualche docente. Il film, della durata di circa 20 minuti, ha proposto la storia di Giovanni Cozzoli in una chiave molto originale e creativa, fondendo la sua vicenda in una situazione di vita scolastica: i ragazzi si identificavano in Giovanni Cozzoli per la stessa ansia di cambiamento, per il loro candido senso di ribellione generazionale che anela a un mondo migliore. “Futuro anteriore” è oggi vincitore della rassegna cinematografica “Giovinazzo a corto di cinema 2004” per la categoria riservata agli Istituti scolastici. Anche il fumetto, stampato e distribuito ai presenti, è stato un successo. Realizzato in una chiave edificante, ricostruisce fedelmente, su base documentaria, la vicenda storica e propone lo stimolo nei giovani ad assumere un ruolo nel proprio tempo e nella storia che ognuno si trova a vivere. Infine, lo studio dei costumi e della vita materiale del tempo ha portato all'allestimento di una mostra, con esposizione di abiti d'epoca e la realizzazione di un tabellone istoriato per il racconto della vicenda di Cozzoli, alla maniera del cantastorie. Hanno magistralmente guidato i laboratori: per il cortometraggio, il regista Girolamo Macina; per la realizzazione della sceneggiatura e delle vignette del fumetto, Tommaso Bavaro, Gianluca De Pinto e Anna Solimini; per la ricostruzione di ambienti e costumi, Pietro Capurso e Marta Visaggio. Tanti e tutti bravissimi gli studenti e i docenti dell'I.T.C.G.T “G. Salvemini” impegnati nelle diverse attività: la prof.ssa Alina Gadaleta Caldarola, coordinatrice e curatrice dell'intero progetto, insieme con A. Depalma, L. de Palma, M. Binetti, C. Sallustio, M. L. Grassi e A. Pappalettera, tutor degli studenti nei vari laboratori. A conclusione, l'auspicio è che questi lavori possano anche diventare patrimonio della comunità molfettese, in quanto sia il filmato che il fumetto sono a disposizione di tutti, concittadini e non, per la fruizione e la conservazione negli archivi locali. Tommaso Bavaro
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