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“Festival del mare”, un'estate molfettese in tono minore. Per chi si accontenta
08 agosto 2005

MOLFETTA – 8.8.2005 Dal 31 luglio, dopo un “parto” travagliato (non si riusciva a individuare un programma), è finalmente arrivato sulle scene dell'estate molfettese l'altisonante (solo nel nome) “Festival del mare”, presentato dall'amministrazione comunale di Molfetta e dal direttore artistico, il biscegliese, Giovanni De Feudis, come “una delle principali rassegne teatrali di tutta la penisola”. In realtà, i cinque spettacoli in cartellone non fanno certo una gran figura: si tratta di cinque programmi di ordinaria amministrazione, niente di sconvolgente, né tantomeno si può parlare di eventi. Molfetta sicuramente meritava e merita di più, ma questo Festival conferma la scarsa capacità dell'amministrazione comunale di centrodestra di fare cultura, al punto che il sindaco non ha ritenuto di assegnare ad alcuno tale delega, riservandola per sé. Abbiamo raccolto la delusione di alcuni spettatori dopo i primi spettacoli e tutti hanno sostenuto che si sarebbero aspettati qualcosa di più, lamentando anche l'alto prezzo dei biglietti, tenuto conto anche del livello complessivo della rassegna. Probabilmente, si sarà largheggiato, come mormorava qualcuno anche nella distribuzione di biglietti omaggio (uno spettatore indignato ha detto: ma pago solo io?). Un consiglio ci sentiamo di offrire sia all'amministrazione comunale, sia al direttore artistico: fate una passeggiata nei Comuni vicini (anche e soprattutto nella natia Bisceglie), senza necessità di girare “tutta la penisola”, per vedere come le altisonanti promesse propagandistiche si sgonfino di fronte alle iniziative dei centri vicini. Sarebbe stato più onesto ammettere che, per mancanza di fondi, o di tempo, o altro, si era riusciti a mettere insieme solo qualche piccolo appuntamento per chi resta in città. A proposito, perché non si è pensato a qualche iniziativa gratuita in piazza, come avviene dappertutto? Non rientra forse nella politica di un'amministrazione comunale che, in tema di scelte turistiche, vuole privilegiare i lidi privati, rispetto alle spiagge libere. E il turismo? Quella è un'altra cosa. E la gente, anche di Molfetta, preferisce le città vicine. Un bilancio, assolutamente negativo per la città.
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