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Elisabetta, da Molfetta a Londra per amore dei libri IL PERSONAGGIO
15 giugno 2005

«Un libro 'Hesperus' è perfetto per una borsa di Prada». Prendiamo in prestito dalla prestigiosa rivista inglese “Time” questa dichiarazione per introdurre la storia di un'altra molfettese doc che fa grande la nostra città, nonché l'Italia nella city per eccellenza, Londra. Parliamo, questa volta, della dottoressa Elisabetta Minervini (nella foto, durante l'intervista nella sede di "Quindici"), titolare assieme al marito della casa editrice “Hesperus press” con sede a Londra appunto, specializzata nella pubblicazione di traduzioni di classici europei e non, in lingua inglese. Basta riflettere un attimo per comprendere come una esperienza del genere ha dei caratteri assolutamente eccezionali e i fattori che ne determinano la peculiarità sono diversi. La cultura non paga e questo è un tristissimo leit-motiv cui ci siamo ormai da tempo abituati e ritagliarsi una nicchia “felice” in un Paese che investe in cultura una percentuale ridicola, ha già dell'incredibile. Se poi pensiamo che questa produttività due italiani, Elisabetta e Alessandro Gallenzi, suo marito, l'hanno portata a Londra riuscendo a imporsi su un mercato così particolare con un prodotto cui i lettori anglosassoni non erano abituati, non si può non gridare al miracolo: al “mass-market” del libro, prodotto usa e getta come tanti altri, hanno opposto dei testi con eccellenti traduzioni curate nei minimi dettagli e una qualità anche estetica del prodotto pensato per essere conservato in una libreria, regalato perché raffinato e assolutamente “cool”, quindi… perfetto per fare capolino, appunto, da una borsa di una grande firma, meglio se anch'essa italiana. La dottoressa Minervini ha incontrato volentieri noi di “Quindici” per parlarci del suo lavoro, di come ha cominciato, di cosa significa vivere a Londra e gestire un gioiello di efficienza come “Hesperus press” assieme al marito e a pochi ma sceltissimi collaboratori. Comincia raccontandoci della sua formazione: laurea in Lingue e Letterature straniere a Roma presso l'Università 'La Sapienza' dove perfeziona inglese, francese e tedesco. È proprio a Roma che la serie di circostanze che l'hanno portata a Londra ha inizio: conosce Alessandro Gallenzi, dottore in Lingue come lei e specializzato in inglese e russo, con cui scopre di avere in comune innanzitutto la passione per i classici e per la lettura; contemporaneamente cominciano le prime collaborazioni con varie case editrici e l'insegnamento in una scuola privata. «Non mi sentivo assolutamente portata a fare la professoressa», ci confessa Elisabetta, figlia di una professoressa di Inglese: le è stato subito chiaro che la sua strada non era quella dell'insegnamento e che avrebbe dovuto cercare ancora. La soluzione non stava nemmeno nell'Università, nonostante l'iniziale collaborazione col prof. Carofiglio della cattedra di Letteratura Francese a Roma. E allora? La carta in più, sulla quale lei e Alessandro erano certi di dover puntare, era la conoscenza delle lingue, la passione sempre più forte per la letteratura dei classici e, soprattutto, il fatto di poterla condividere; per questo decisero insieme: Londra. Un'amica gestiva lì una agenzia di traduzioni e assicurò loro che la capitale inglese offriva pari opportunità per tutti: grazie a questo tramite, cominciarono entrambi ad affacciarsi sul mercato dell'editoria e del commercio librario, lavorando rispettivamente per una casa editrice e per una grande libreria, e la magica parolina 'marketing' cominciò a diventare loro sempre più famigliare e a creare quella base sulla quale avrebbero di lì a poco fatto sorgere “Hesperus press”. Un editore svizzero fu il primo a credere nella loro idea: far conoscere al mercato anglosassone i classici della Letteratura mondiale, puntando sulla qualità dei testi che prendeva spunto dalle più grandi case editrici del nostro paese. L'obiettivo era offrire dei testi belli, perfettamente curati in ogni dettaglio, presentati spesso con introduzioni di grandi della Letteratura contemporanea (come Umberto Eco o Doris Lessing) e, soprattutto, con un costo pressoché identico a quello degli altri testi comunemente in commercio. Questa è sicuramente una delle idee che hanno determinato il successo di “Hesperus” perché, nel mercato anglosassone, solo il 3% della produzione libraria è dedicato alle traduzioni. La percentuale così bassa si spiega perché tradurre un libro, comporta degli investimenti notevoli: bisogna pagare il traduttore per tutto il lavoro e a questo aggiungere i normali costi editoriali che comporta una pubblicazione. Hesperus, grazie ad alcuni aiuti economici ottenuti dal nostro governo e da quello francese e alla possibilità di abbattere la maggior parte dei costi dal momento che Elisabetta e Alessandro sono traduttori bravissimi, editori ed esperti nella divulgazione del loro prodotto, ha cominciato nel 2002 ad essere presente nelle librerie anglosassoni con un successo quasi immediato. Nessuna formula speciale: solo grande dedizione. Le traduzioni in circolazione prima dell'arrivo dei testi Hesperus erano terribili: autori come Cesare Pavese erano stati massacrati da traduzioni improponibili che avevano solo contribuito ad allontanare i lettori anglosassoni dai classici delle altre nazioni. Hesperus press dedica invece l'attuale 70% della propria produzione a classici in traduzione: tra gli autori italiani già pubblicati ci sono Foscolo, Pavese, De Amicis, e addirittura Dante ma, vi sono anche classici tedeschi, francesi, russi nonché americani e inglesi. Per la letteratura inglese ad esempio, Hesperus ha scelto di pubblicare classici meno noti o addirittura inediti: ad esempio un grande successo ha avuto un inedito di Virginia Woolf cui seguirà un altro a settembre. Elisabetta ha una meravigliosa bambina bionda, legge (per lavoro e per piacere) circa 20 libri al mese, fa un lavoro che le piace e che condivide con il marito e con altre quattro persone «eccellenti» - come ci tiene a sottolineare -. Hesperus è un marchio ormai apprezzatissimo cui fanno riferimento anche i più importanti professori delle Università anglosassoni. Cosa chiedere di più? È sicuramente la prima domanda che viene in mente. «A Londra ti senti un po' in esilio». Essere lontani dalla propria terra: è il prezzo grandissimo che Elisabetta paga assieme ad Alessandro in cambio del loro grande successo. Con nostalgia ma grande orgoglio. Francesca Lunanova francesca.lunanova@quindici-molfetta.it
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