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Cgil.Tempo pieno: restituito il maltolto in ben 17 classi di Molfetta. L'amministrazione comunale fa dietrofront Centinaia di famiglie depositano un ricorso contro i tagli e l'USR Puglia fa subito marcia indietro. Anche la Cgil chiede le dimissioni del sindaco Antonio Azzollini dopo lo scandalo delle "mani sulla città"
04 luglio 2011

MOLFETTA - Ripristinato il tempo pieno nelle scuole di Molfetta: una vittoria delle famiglie e del sindacato Cgil scuola. "In terra di Bari - dice un comunicato di Giuseppe Filannino Coordinatore Camera del Lavoro CGIL - l'alleanza tra famiglie, sindacato e operatori del mondo della scuola continua  a dare i suoi frutti: abbiamo appreso in queste ore, infatti, che l'Ufficio Scolastico Regionale della Puglia ha deciso di concedere una deroga all'organico di diritto della scuola primaria per consentire che tutte le 17 classi a tempo pieno, fino ad ora negate nel comune di Molfetta, possano riaprire.
Anche questa volta all'epilogo positivo della vicenda ha contribuito la pressione e la determinazione dei tanti genitori che, a centinaia, hanno sottoscritto un ricorso, promosso dal legale della  FLC CGIL Bari e della Camera del Lavoro comunale avv. Roberto D'Addabbo, obbligando tutti gli attori di questa singolare vicenda, dall'amministrazione comunale fino all'amministrazione scolastica territoriale, ad un inevitabile dietrofront!
A ben vedere, infatti, di alternative ormai non ce n'erano poi tante per gli uffici dell'amministrazione scolastica visto che, appena una settimana fa, il Tribunale Amministrativo di Bari, con Decreto del 22 giugno 2011, era già intervenuto contro la stessa amministrazione scolastica ordinando l'istituzione di una nuova classe di liceo musicale, negato dall'amministrazione, presso l'Istituto Statale "Don Milani" di Acquaviva delle fonti.
L'episodio di Molfetta ci consente, inoltre, di affermare, con comprensibile soddisfazione, che  questa volta è stata la stessa linea difensiva dell'amministrazione a sconfessare, in un sol colpo, se stessa e  la linea controriformistica che, sull'istruzione pubblica, ha adottato la Gelmini: sembra  quasi che anche la stessa amministrazione nutra, ormai, la  consapevolezza dell' infondatezza giuridica dei tagli imposti alla scuola pubblica!
Nella FLC di Bari abbiamo sempre sostenuto che non si può governare la scuola con logiche ragionieristiche e, oggi,  ne prendiamo piacevolmente atto perché abbiamo questa nuova e autorevole conferma da parte della stessa amministrazione scolastica!
Cancellare classi intere, raggruppare più di 30 alunni in un'aula, eliminare docenti di sostegno e di discipline comuni, tagliare posti di collaboratori scolastici, amministrativi e tecnici che garantiscono apertura, vigilanza e funzionamento minimo delle scuole, obbligare docenti ad accettare cattedre oltre le 18 ore settimanali, tutto ciò vìola i diritti costituzionali dei nostri cittadini, dei loro figli e dei lavoratori della scuola.
Sia ben chiaro: se al Ministero qualcuno pensa di poterci trattare da sudditi allora, come accaduto a Molfetta, dimostreremo non solo che non siamo disposti ad abbassar la testa ma anche che non vogliamo pagare, a suon di diritti negati, una crisi che di certo noi non abbiamo determinato.
Noi continueremo a seguire da vicino questa vicenda, anche per evitare imprevedibili colpi di coda, ma non fermeremo qui il nostro impegno perché già martedì 5 luglio saremo a Conversano a patrocinare, con la Camera del lavoro locale, la creazione di un comitato di famiglie di bambine/i disabili, i soggetti verso cui particolarmente accanite sono state le politiche restrittive di questi ultimi anni.
E intanto a Molfetta resta ancora aperta la questione delle future prime classi a tempo pieno, non ancora concesse dall'amministrazione; ci auguriamo che, almeno su questo punto, il Comune di Molfetta voglia portare avanti quella che è, innanzitutto, una battaglia di civiltà".

Dice Finannino: "siamo consapevoli che visti i disastri e gli scandali in cui è coinvolta l'amministrazione Comunale raccontare la verità può sembrare come sparare sulla Croce Rossa, ma questo è il risultato di una città amministrata male e a mezzo servizio ( visti i notevoli impegni "romani" del sindaco).
Per capire e risolvere i problemi, veramente, bisogna amare e viverla questa città, non utilizzarla esclusivamente per i fine settimana, altrimenti sarebbe giusto e sacrosanto come chiesto da più parti dimettersi".
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............ finora nessuna dirigenza dei maggiori paesi capitalistici si è mostrata capace di affrontare la crisi alle radici. Le classi dirigenti hanno perso legittimità politica. Si sa, oggi il 90% di ciò che si produce nel mondo occidentale è superfluo. Una cultura consumistica, potentemente inculcata, ha sopraffatto l'etica ed ha piegato la politica e l'economia. Occorre “ridurre, riutilizzare, riciclare”. Il cristianesimo che le gerarchie della Chiesa ufficiale si preoccupano di praticare è un cristianesimo “crepuscolare”, solo mirante a convertire gli europei, distante dal cristianesimo “del ringiovanimento”, per nulla simile a quello delle origini, del Vangelo, non disposto ad ascoltare il grido della natura e il grido degli oppressi. Viviamo in un mondo che Dio non ha mai creato. Nessun dio ha mai creato. Sono gli uomini che hanno dato un ordine fondato sulla disuguaglianza sociale, sullo sfruttamento economico, sulla guerra. Gli uomini sono giunti da tempo a ritenere questi fatti ovvi, naturali, immutabili, persino desiderabili. Gli intellettuali poi si sono affrettati a renderne possibile la metabolizzazione. Invece il pensiero teologico non rinuncia a trasformare la domanda SE Dio esista, nella domanda dove sta Dio. E lo trova tra le vittime del sistema capitalistico. E' questo nell'impegno sociale dei cattolici, è nella lezione originaria della teologia della liberazione, non molto diversa dalle culture degli altermondialisti e degli economisti della decrescita. Si tratta della domanda , originaria e radicale, su quali siano le cause della povertà. Si tratta della risposta, inequivocabile, che esse sono nelle responsabilità del sistema capitalistico, distruttore di natura e di umanità………………. (Tratto da: “La conoscenza in una società libera” – (Marino Centrone – Vito Copertino – Rossana de Gennaro – Massimiliano Di Modugno – Giacomo Pisani).


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