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Calcio. Liberty Molfetta in silenzio stampa Protesta del Liberty viste le ultime, contestate, decisioni arbitrali
12 gennaio 2010

MOLFETTA - Considerando gli episodi penalizzanti per mano dei direttori di gara subiti nel corso della stagione, i quali hanno trovato l'epilogo più infelice domenica scorsa allo Stadio Paolo Poli, durante la partita contro il Sogliano, il Presidente Nicola Canonico, il Direttore Sportivo Vincenzo Milillo ed il Direttore Tecnico Emanuele Belviso hanno deciso di imporre da oggi il silenzio stampa per tutti i membri, giocatori, staff tecnico e quadro dirigenziale del Liberty Molfetta.
Le immagini televisive, trasmesse da diverse emittenti locali, hanno confermato, tra l'altro, il madornale errore della terna arbitrale che ha diretto la gara tra il Molfetta e la compagine salentina due giorni fa, la quale ha annullato un goal di Pablo Suarez, in pieno recupero, palesemente regolare, provocando l'ira di uno sbigottito ed incredulo pubblico molfettese.
In segno di protesta la società biancorossa, che è in attesa delle decisioni federali circa gli avvenimenti della partita terminata, poi, 0-0, ha quindi deciso di non intervenire a riguardo con commenti ed interviste, auspicando anche di ritrovare la giusta serenità per proseguire nel suo operato.
Non è ancora risaputo fino a quando il provvedimento societario del silenzio stampa sarà portato avanti, ma per il momento la decisione è stata presa per il bene della squadra e, soprattutto, per dimostrare il proprio dissenso e sdegno ad episodi tanto penalizzanti quanto deplorevoli e sconcertanti.
 

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Ho 65 anni, una vita passata e presente non allo stadio, altrimenti come "mangiavo", per dirla in parole povere. Amo lo sport tutto, quello giocato, non quello parlato dove i "santoni" e gli "opinionisti" raccontano stupitaggini e imbecillate per "allocchi". Quello che è successo domenica, è sempre accaduto anche in tempi remoti in modi e situazioni più o meno simili. Stesse e identiche situazioni ai tempi della Molfetta Sportiva, i tempi di Milli (non lo sbarco), Colombo, Gioia, Berto, Palestini, La Forgia (chi non ricorda l'anno di Biavati, l'autore del "doppio passo"!), e tanti altri offuscati da una memoria resa labile dall'età che avanza inesorabilmente. I tifosi, tutti, pur non essendo scemi, sono sempre stati piagnoni, perchè il tifoso non è "sportivo", è tifoso e basta: ed è giusto così altrimenti non sarebbe tifoso. Invasioni di campo, "dagli all'arbitro e al guardalinea", silenzi stampa e compagnia bella, fanno parte del gioco per "distrarre" le masse da quelle che sono le vere problematiche della vita. Così come i romani si recavano al Colosseo, per decidere con il "pollice" la vita dei gladiatori e quant'altro. E' giunto il momento di dire basta! Basta prendere con rabbia e scariche bestiali, quello che dovrebbe essere un gioco e nulla più. La vita è una cosa seria: l'euro da 1.936,27 svalutato a 1.000 lire, stipendi e pensioni dimezzati, affitti e case raddoppiati, volontariamente voluto e nell'indifferenza della politica e politicanti per un proprio tornaconto personale e di lobby. Nell'indifferenza di quelle masse popolari accecate, rese sorde e "anestetizzate" da quelle che dovevano essere solo momenti di relax e non di indottrinamento.


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