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C'è tanta gente che ha a cuore le sorti di Molfetta
15 maggio 2004

Caro Direttore, i fatti mi stanno dando ragione! C'è una moltitudine di cittadini che ha davvero a cuore le sorti di questa città. Ma, soprattutto, ci sono tantissime persone che vivono frenesie di libertà e dimostrano slanci impensabili fino a poco tempo fa. Dobbiamo alimentare il dibattito e metterci in ascolto. Sono tanti i suggerimenti, i consigli, le proposte che arrivano da tutti e, in particolare, dalla fresca intelligenza dei giovani. La qual cosa è tanto più significativa, visti i tempi che viviamo. Il vuoto offusca la ragione e l'idra della violenza si accanisce contro una umanità allo sbando. Te ne sei accorto? Siamo entrati in una spirale pericolosa dalla quale possiamo liberarci solo se condividiamo progetti di solidarietà e di pace. Penso che questa sia la giusta strada che può portarci al recupero di valori che abbiamo scordato, che abbiamo, cioè, strappato dal cuore. Ho nostalgia per i tempi in cui le nostre strade erano i nostri campi da gioco, per quelli in cui le nostre madri chiacchieravano con le loro amiche lavorando a maglia e un sorriso sincero le rendeva ancora più dolci di quanto non facessero i loro occhi colmi di speranza. Era la speranza che riponevano in noi, nel loro futuro. I nostri genitori credevano nel futuro e lavoravano per prepararcelo, ma nello stesso tempo conservavano la memoria e la storia della città attraverso il grande rispetto per i loro “vecchi”. Noi invece costringiamo all'esilio le nuove generazioni e condanniamo all'oblio i nostri anziani! Pezzi importanti della nostra città, a cominciare dal nostro ospedale, ci sono stati letteralmente scippati nell'indifferenza generale. Per tacitarci ci avevano promessi servizi di eccellenza, ma sarebbe stato meglio per tutti se fossimo rimasti nell'ordinarietà. Non mi si venga a dire che tutte le operazioni fatte ai danni di Molfetta e a vantaggio della vicina Bisceglie non rientravano in progetti che, di fatto, sono nefasti per tutta la nostra comunità. Ho il sospetto che tutto l'ordito sia in funzione di un riequilibrio di servizi all'interno della futura sesta provincia pugliese. Non potendosi cioè stornare detti servizi dalle altre città di detta provincia, si saccheggia e si impoverisce la nostra città confidando nell'indifferenza. E così via l'ospedale, via il Preventorio ( che avrebbe dovuto accogliere i nostri anziani), via gli uffici dell' Italgas…Ci hanno punti nel vivo! Noi molfettesi abbiamo conquistato il mondo con la nostra operosità, il nostro ingegno, la nostra cultura! Lavoreremo tutti insieme per riprenderci ciò che ci è stato sottratto e per restituire dignità alla nostra città. Il Preventorio deve tornare alla destinazione d'uso originaria. Il mio progetto è quello di farne una struttura adatta alla riabilitazione e al recupero di inabilità, oltre che residenza assistenziale per anziani. Diverrebbe così un polo di attrazione per un comprensorio vastissimo con ovvie ricadute positive sulla nostra economia. Potremmo affidare,invece, alla benemerita “Lega del filo d'oro” l'Istituto Apicella, nato istituzionalmente per l'educazione e la cura dei bambini sordomuti. Non sarebbe impossibile qualificare detto istituto quale centro di riabilitazione della parola con l'ausilio della Facoltà di Medicina dell'ateneo Barese. Infine si dovrà combattere per ottenere una vera qualificazione dei servizi del nostro ospedale che, strutturalmente e per posizione strategica, è di gran lunga più dignitoso di quello della vicina Bisceglie. Se il criterio del suo ridimensionamento è stato quello basato esclusivamente sul calcolo economico fatto da qualche burocrate, non è forse più antieconomico ristrutturare e allargare l'ospedale biscegliese piuttosto che trasferirne i reparti nel nostro, più capiente e da poco “messo a norma”? Immagina quante occasioni di lavoro qualificato ci sarebbero per i nostri giovani! Caro Direttore, dobbiamo potenziare le infrastrutture del nostro territorio, per inserire Molfetta in un valido circuito turistico e per rendere competitivi i nostri operatori commerciali. Bisogna prestare maggiore attenzione ai nostri edifici scolastici per renderli fruibili in piena sicurezza dall'utenza scolastica. E' indispensabile salvaguardare il nostro ambiente bonificando le spiagge,impedendo gli scempi,consapevoli che la valorizzazione del territorio si traduce in ricchezza pura per la comunità. C'è veramente tanto da fare e c'è bisogno della collaborazione di tutte le persone oneste (e sono la stragrande maggioranza) della nostra città. Rimbocchiamoci quindi le maniche e con la fierezza che ci contraddistingue agiamo tutti insieme per il bene della comunità. Così soltanto la speranza tornerà ad essere compagna dei nostri sogni! Dott. Domenico Cives
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