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Bocciato l'appalto per l'impianto sportivo di Viale Gramsci
13 marzo 2004

MOLFETTA – 13.3.2004 Altro scivolone per l'amministrazione comunale di centro-destra: il consiglio dell'autorità di vigilanza sui lavori pubblici ha bocciato l'appalto per l'impianto sportivo di viale Gramsci affidato in gestione a una società sportiva. I Consiglieri di opposizione di centro-sinistra qualche tempo fa avevano evidenziato l'illegittimità della procedura di appalto per la concessione dei Campi da tennis e di calcetto di viale Gramsci, ma l'amministrazione comunale aveva sempre fatto “orecchie da mercante”, sostenendo che la procedura era corretta. Ora, su richiesta dell'opposizione, è intervento il Consiglio dell'Autorità per la Vigilanza sui LL.PP. che, nell'adunanza dell'11 febbraio 2004 ha determinato la “non conformità alla disciplina normativa e regolamentare di settore” della procedura seguita dal Comune di Molfetta, accogliendo tutti i rilievi dei Consiglieri di minoranza e intimando all'Amministrazione Comunale di “riesaminare la procedura e comunicare i provvedimenti consequenziali assunti entro il termine perentorio dell'8 marzo 2004; “la mancata osservanza del predetto termine comporterà l'inizio del procedimento sanzionatorio”. “Una sonora bocciatura (la terza nell'ultimo anno) – dice il consigliere comunale della “Margherita”, Nino Sallustio - che poteva essere evitata se l'amministrazione di centrodestra avesse accolto le numerose riserve dei consiglieri di minoranza in quanto: 1) si trattava di un appalto di lavori pubblici trattato come appalto per la gestione di servizi; 2) la valutazione delle proposte non teneva conto dell'offerta tecnico-economica più vantaggiosa; 3) l'assegnazione veniva così effettuata ad una società priva dei requisiti necessari. Ma come farà adesso l'amministrazione ad ottemperare alle richieste dell'Autorità, e cioè, a “riesaminare la procedura”, dal momento che incuranti delle diffide, delle interpellanze, degli esposti, delle indagini dell'autorità di vigilanza, si era andati troppo avanti nel procedimento con l'aggiudicazione definitiva, la stipula del contratto, la consegna del cantiere e l'esecuzione delle opere? Chi lo dirà adesso all'associazione sportiva che ha investito centinaia di migliaia di euro per la costruzione dei nuovi spogliatoi, le nuove reti elettriche, idriche e fognarie, la costruzione del “punto ristoro”, che bisogna annullare tutto e … ricominciare daccapo? Chi pagherà le conseguenze dell'arroganza e della superficialità amministrativa ? chi porterà la responsabilità politica dell'inutilizzabilità per molti mesi ancora di una preziosa struttura sportiva collocata nel cuore della città? Sono le domande a cui occorrerà dare una risposta nei prossimi giorni. E se non ci saranno risposte convincenti qualcuno dovrà pagarne le conseguenze! SCHEDA Le tappe della “disputa” - La Giunta con delibera 387 del 1 agosto 2002 decide l'affidamento della struttura sportiva di V.le Gramsci a mezzo di gara d'appalto; - Il Dirigente dei LL.PP. con determina n. 543 del 28.11.2002 stabilisce i criteri ed i requisiti per la partecipazione alla gara e indice una licitazione privata; - Il 26 febbraio 2003 viene pronunciata aggiudicazione provvisoria nei confronti dell'Ass. Sportiva Life Power; - Con delibera della Giunta Comunale n. 223 del 5 giugno 2003, viene approvato il progetto definitivo di ristrutturazione della struttura di V.le Gramsci; - Il 16 giugno 2003 i Consiglieri Comunali di opposizione ravvisati alcuni profili di illegittimità del procedimento di gara, presentano una interpellanza per chiedere conto dell'operato dell'amministrazione e chiedere l'annullamento degli atti viziati: Il Collegio dei Revisori dei Conti investito della questione tace e non esprime alcun parere. - Nella seduta di Consiglio Comunale del 26 giugno 2003 le mozioni dei consiglieri di minoranza vengono respinte. La maggioranza non è compatta, molti consiglieri di centro destra abbandonano l'aula ed il Presidente del Consiglio G. Amato vota con l'opposizione per l'annullamento dell'appalto. Le mozioni vengono respinte da 15 voti contrari e solo 10 favorevoli. Il Collegio dei Revisori dei Conti persevera nel suo silenzio non assumendo alcuna iniziativa; - Nel frattempo l'Amministrazione Comunale affida i lavori e consegna la struttura all'Associazione Sportiva Life Power, che attiva subito il cantiere; - Il 21 luglio 2003 i consiglieri di minoranza decidono di inviare un esposto all'Autorità di Vigilanza sui Lavori pubblici; - Il 17 settembre 2003 l'Autorità apre la procedura di controllo ed invita l'Amministrazione Comunale fornire delucidazioni ed elementi documentali; il Comune risponde il 10 ottobre 2003; - Il 13 febbraio 2004 l'Autorità comunica le proprie determinazioni e invita l'Amministrazione a “riesaminare la procedura” ed a “comunicare i provvedimenti consequenziali entro l'8 marzo 2004”, chiarendo che la mancata osservanza darà avvio al procedimento sanzionatorio.
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