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Angela Amato: nessun aumento delle tasse neanche per il 2016 e nessun “rischio di default”. Rimediamo ai pasticci di Azzollini e De Bari e alla gestione caotica e incontrollata dei conti pubblici
15 aprile 2016

Nei mesi che ci hanno preceduto numerose sono state le voci di un presunto aumento delle tasse, specie della tassa rifiuti a seguito della raccolta “porta a porta” che sta coinvolgimento gradatamente l’intera cittadinanza. Ma non solo. Si è paventato anche un rischio default della città. Insomma, uno scenario catastrofico che puntualmente ogni anno, nell’approssimarsi delle scadenze fiscali, mette in allerta gli onesti cittadini che le tasse le pagano e sperano sempre che l’utilizzo delle entrate pubbliche sia orientato al soddisfacimento delle esigenze dei consociati. Quindici come di consuetudine, oramai, ha incontrato l’assessore al bilancio Angela Amato per chiarire i termini delle “questioni calde”, sapere cosa si sta facendo e cosa ci attende in questo 2016, senza mancare ad uno sguardo rivolto al futuro della città per capire sviluppi e prospettive. Rispettato per il 2015 il Patto di stabilità: che significato ha per l’Amministrazione e per i singoli cittadini? «Quella inoltrata il 29 marzo scorso è l’ultima certificazione richiesta ai Comuni. Da quest’anno non ci sono obiettivi di Patto assegnati dal Governo e da rispettare, ma i Comuni devono attenersi alle regole del pareggio di bilancio secondo i principi della competenza finanziaria potenziata. Nella sostanza, le due cose si equivalgono: dobbiamo tenere sotto controllo entrate e spese, per evitare di spendere più di quanto incassiamo. Il rispetto del saldo del Patto di stabilità non è un insignificante dettaglio tecnico. Per rispettarlo è necessario tenere in costante monitoraggio la contabilità dell’ente, coordinando le entrate e le spese di tutti i settori. Il mancato rispetto avrebbe comportato pesanti sanzioni a carico del Comune, come ad esempio il blocco delle assunzioni (già di per sé assai limitate) e una riduzione dei trasferimenti dallo Stato. Questo avrebbe significato una riduzione dei servizi o, inevitabilmente, un aumento delle imposte a carico dei cittadini. L’aver rispettato il Patto con ampio margine, quindi, è motivo di soddisfazione per l’assessorato e per l’amministrazione». A proposito dell’imposizione fiscale, ci sono novità per il 2016? Dobbiamo aspettarci aumenti? «Al momento, la Giunta comunale ha approvato alcuni provvedimenti molto importanti: l’invio dei bollettini TARI, con tariffe confermate rispetto a quelle del 2014 e del 2015, dilazionate in cinque rate bimestrali (per venire incontro alle esigenze dei contribuenti) e la conferma delle tariffe relative a pubblicità, insegne, occupazione suolo pubblico, passi carrabili, piazze e mercati. Nessun aumento, quindi. Neanche sulla tassa rifiuti, nonostante l’avvio del “porta a porta” avesse indotto alcuni attivisti dei social a pronosticare vorticosi aumenti, dandoli addirittura per certi. Qualcuno aveva addirittura fantasticato sull’applicazione di una tassa rifiuti sui defunti sepolti presso il nostro cimitero... Inutile dire che si tratta di invenzioni idiote che non si sono neanche affacciate come ipotesi da valutare. Con molta difficoltà ma con eguale determinazione, abbiamo lasciato invariate tutte le agevolazioni e le riduzioni già applicate a favore delle attività commerciali del centro urbano e delle attività produttive della zona artigianale. Come pure resteranno in vigore tutte le facilitazioni previste per la tassa rifiuti: famiglie con disabili, persone che lavorano o studiano fuori Molfetta per gran parte dell’anno, locali pubblici che hanno rinunciato alle “slot machine”, cittadini che effettuano il compostaggio domestico o conferiscono i rifiuti differenziati all’isola ecologica, solo per citarne alcuni, potranno ancora usufruire degli sconti previsti dal regolamento TARI. È imminente l’approvazione delle restanti tariffe (mensa scolastica, rette asili nido, trasporto scolastico, ecc.) e la definizione delle aliquote di IMU e TASI. Anche per queste posso anticipare che non ci saranno aumenti e che, anzi, ove possibile, si cercherà di ridurre il carico fiscale. Ricordo che quest’anno le prime abitazioni non saranno soggette a TASI e che a Molfetta, per scelta dell’Amministrazione, a partire già dalla prima applicazione, la TASI non si applica alle seconde abitazioni, ai negozi, ai laboratori, agli opifici, ecc. e, lo sottolineo, non colpisce gli inquilini, a differenza di quanto avviene nella quasi totalità dei comuni italiani». Per quanto riguarda invece il Rendiconto 2015 e il Previsionale, cosa può dirci? Sono vere le voci di un “buco” di milioni di euro e del rischio di default per il Comune? «Ad oggi, posso dire chiuso il Rendiconto 2015: sarà portato in Giunta per l’approvazione nei prossimi giorni. Il “buco” e il “rischio di default” fanno parte delle chiacchiere da bar sport fatte passare come notizie documentate da chi, lasciatemelo dire, dovrebbe avere la decenza di tacere. Noi stiamo ancora facendo i conti con i bilanci pasticciati di chi ci ha preceduto. Continuiamo a fare pulizia, a cancellare residui per somme messe a bilancio ma che non riscuoteremo mai, a ricevere solleciti per pagamenti non effettuati negli anni della giunta di Antonio Azzollini, a mettere riparo al disordine ed alla sciatteria che portano la firma dell’allora dirigente dott. Giusi de Bari che ora va a discettare di mancati accertamenti e di presunti sfaceli. La verità è che da quasi tre anni ci stiamo facendo carico di coprire buchi coperti con la paglia dalla giunta di centrodestra che ci ha preceduti, di risanare i conti, e di rivoluzionare l’impostazione del bilancio comunale, rendendolo un documento trasparente, perfettamente aderente alla realtà contabile ed amministrativa dell’ente comunale. Quest’anno facciamo ulteriore pulizia, chiudiamo la gestione di competenza con un risultato positivo (nessun buco e nessun default, dunque!) e spalmiamo su tre anni, dal 2016 al 2018, il risultato prodotto da oltre 3milioni di residui attivi cancellati, ereditati dai maghi del bilancio. Non appena il Rendiconto sarà approvato dalla Giunta, renderò pubblici questi dati nel dettaglio ed allora dovranno provare a spiegare chi stava portando il Comune di Molfetta al default grazie ad una gestione incontrollata del denaro pubblico. Persino i fondi del porto, così orgogliosamente rivendicati dal senatore, erano imputati ed utilizzati in maniera del tutto disorganica e poco trasparente, al punto da finire sotto la lente d’ingrandimento della magistratura e di metterne a rischio l’assegnazione. Abbiamo dovuto fare un puntiglioso lavoro di ricognizione, correggendo le inesattezze e le incongruenze che, quelle sì, ne stavano ponendo in dubbio l’erogazione e il mantenimento. Se c’è una cosa di cui sono fiera è l’aver imposto, trovando la piena condivisione del Sindaco e la più totale collaborazione da parte del dirigente Lopopolo, una decisa inversione di marcia rispetto al modo caotico con cui venivano gestite le risorse comunali. Credo di non esagerare se dico che nel settore abbiamo attuato una vera e propria rivoluzione, forse poco visibile ma sicuramente efficace, che si ripercuote anche su aspetti pratici come, ad esempio, la certezza dei tempi di pagamento per i fornitori. Per quanto riguarda il previsionale, ci stiamo lavorando coinvolgendo l’intera maggioranza. Direi che questa è un’altra sfida che vogliamo vincere perché la condivisione, che non ha nulla a che fare con la mera contesa sulla distribuzione dei pani e dei pesci ma è progettualità consapevole e concreta, è possibile solo quando sul tavolo ci sono dati contabili certi, quando ogni singolo capitolo di entrata e di spesa è reso leggibile e aderente alla realtà, quando sono chiare le opzioni. Il caos, al contrario, non consente condivisione e produce modelli feudali di organizzazione in cui pochi “sanno” e “dispensano”. Noi, anche sul bilancio, stiamo provando a fare altro».

Autore: Rebecca Amato
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