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Vuoi il mio parcheggio? Prenditi il mio handicap
15 dicembre 2008

La frase appare sotto i cartelli dei parcheggi riservati ai diversamente abili nel nuovissimo centro Outlet di Molfetta. Il messaggio cerca di sensibilizzare i trasgressori, nel tentativo di permettere agli automobilisti meno fortunati di poter parcheggiare in maniera più comoda e di riuscire a destreggiarsi in un mondo che comunque presenta più di una barriera architettonica. Ai più questa campagna di sensibilizzazione appare quasi superflua, forse del tutto inutile, visto ormai la crescente attenzione dell'amministrazione locale sul tema del traffico, che oltre al valido, seppur non riuscitissimo, esperimento del “Park & Ride” si appresta a immettere sulle nostre strade addirittura i “parcheggi rosa”, ovvero i posti auto riservati alle vetture delle mamme in attesa. Una rilassante e sempre benefica passeggiata, tra le vie amiche della nostra bella e amata cittadina però, ci pongono di fronte ad una realtà che mette in mostra tutte le sue brutture. Molti posti auto, contraddistinti dal cartello che li riserva ai portatori di handicap, sono occupati da macchine non provviste del regolare tagliando. La cosa è senz'altro deprecabile, soprattutto perché non si tratta di un caso isolato, ma di un cattivo vezzo piuttosto diffuso tra gli automobilisti, senz'altro esasperati dalle carenze di parcheggi e di garage custoditi, ma per niente giustificabile nel grave atto di mancanza di senso civico. Molti di essi, forse per pulirsi la coscienza, hanno la premura di lasciare l'automobile con le quattro frecce accese, ma temiamo che la cosa sia più figlia del tentativo di ingannare il vigile di turno che di un reale rimorso di coscienza per la brutta mancanza di rispetto. “Secondo me, molti ne approfittano della situazione. Magari il contrassegno è del nonno e invece lo usano altri della famiglia, per non pagare il grattino o per parcheggiare più facilmente. Spesso vedi questi automobilisti scendere dalla macchina con le proprie gambe e magari li vedi pure andare di corsa”. L'osservazione è di un automobilista molfettese che bene o male descrive bene il sentimento di tutti coloro che trasgrediscono. Pur rispettando l'opinione di tutti, appare evidente la carenza di validi temi in queste affermazioni. Partendo dal fatto che non tutti i meritevoli di tali agevolazioni sono costretti alla sedia a rotelle (e ringraziamo il cielo per questo), appare evidente che non si può giustificare in alcun modo un atto che, comunque va a discriminare quelle persone che, in qualche modo già sono state discriminate dal destino. Inoltre il rispetto di queste regole appare fondamentale non solo da un punto di vista etico o morale, ma soprattutto per lo sviluppo del benessere del nostro paese che tutti portiamo nel cuore, e quindi tutti devono provvedere con il proprio comportamento all'accrescimento e all'arricchimento civico e civile. Lo sviluppo di un paese, il benessere comune, non è sempre espresso dal reddito medio lordo pro capite, ma viene definito anche attraverso una percezione e una dimostrazione collettiva di rispetto e di attenzione tra i concittadini.
Autore: Giovanni Fiore
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