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Vanni Belgiovine: le labbra di porcellana bianca
15 dicembre 2007

Alle volte si è cosi presi dagli eventi della piatta quotidianità da trascurare qualsiasi possibilità di materializzazione dei propri sogni. Tale realizzazione viene considerata inopportuna e scomoda, poiché comporta una distrazione da ciò che comunemente defi niamo il “reale”; ma se solo per un istante chiudessimo gli occhi e ci lasciassimo trasportare dalla nostre fantasie oniriche forse inconsciamente potremmo ritrovare il nostro io schiacciato dalla staticità dei nostri impegni giornalieri. Se non siete sicuri di ciò che ho appena affermato allora sfogliate l'interessante libro scritto dal giovane ingegnere molfettese Vanni Belgiovine, il quale si divide tra Bari, Roma e Milano, intitolato: “Le labbra di porcellana bianca” (Palomar Edizioni, Bari, euro 14.00). La storia ha inizio con il viaggio di Paolo uno dei tre protagonisti, il quale va alla ricerca del suo amico Ledo e riesce a convincere gli altri due ragazzi e le sue amiche a seguirlo nell'impresa. Ledo, loro carissimo amico, è scomparso dopo strane circostanze, ma per farsi ritrovare traccia una sorta di mappa simbolica, un tortuoso itinerario che parte da Roma, poi prosegue a Palma di Maiorca e termina nella greca Lesbo. Lungo il misterioso cammino Paolo, Sergio e Umberto incontreranno singolari personalità, luoghi ove la natura cresce rigogliosa e incontaminata e si immetteranno in situazioni surreali e kafkiane tutto correlato ai vari indizi che Ledo ha creato per condurli da lui. Dunque la personalità di Ledo appare agli occhi del lettore enigmatica ma al tempo stesso sagace a tal punto da riunire secondo un suo infallibile piano i suoi tre amici, ormai consumati dai loro impegni, a volte lontani dalla terra d'origine, l'amata Puglia, per ragioni di lavoro e stili di vita differenti, i quali avevano dimenticato il piacere quasi adolescenziale dello stare insieme, condividendo emozioni e sogni. Fa da sfondo alla trama la presenza della poesia, la quale come uno spirito sempre presente, aleggia tra le pagine del libro e la sua funzione è chiarifi catrice, ossia spiega quella che per Ledo “profeta del racconto” è la sua verità, è l'amicizia e la libertà. Il viaggio di Paolo, Sergio e Umberto è il viaggio catartico dell'uomo e Paolo con occhio critico da scrittore qual è, lo compie e lo registra nell'evolversi della storia contrassegnata da illusioni e realtà. Senza ombra di dubbio i personaggi di Belgiovine sono dotati di una psicologia interessante e infatti ci chiediamo da dove lo scrittore abbia preso spunto e se essi siano l'incarnazione di uomini e donne realmente esistiti. La risposta è affermativa e se Belgiovine abbia scritto questo libro deve ringraziare queste straordinarie persone che lo hanno ispirato e soprattutto se stesso poiché ama lasciarsi trasportare dalle situazioni realmente vissute aggiungendo a esse un pizzico di fantasia.
Autore: Giovanna Signorile
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