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Un ricordo della prof.ssa Elena Germano donna di grande cultura
15 luglio 2018

Sempre discreta, non amava essere in primo piano anche accanto al marito. Negli ultimi anni ha fondato l’Università della Terza età della quale era presidente. Ho conosciuto la prof.ssa Elena Germano Finocchiaro trent’anni fa. Teneva un corso di Storia dell’Arte presso il Seminario Vescovile; io seguivo le lezioni con puntualità e con molta attenzione. Ero affascinata dalla sua cultura e dal suo grande amore per l’arte. Deve aver notato il mio sincero interesse per i temi da lei trattati magistralmente dal momento che, qualche anno dopo, con mia grande sorpresa, mi invitò a partecipare alla fondazione dell’Associazione Culturale della Terza età. Accettai con molta titubanza, poiché non mi sentivo all’altezza della situazione. Furono mesi di intenso lavoro per la prof.ssa Elena, poiché si frapponevano ostacoli di varia natura alla realizzazione del suo nobile progetto. Ma Elena non si lasciava scoraggiare, era animata da grande energia e determinazione, pienamente convinta dell’importanza di dare ai cittadini di Molfetta, non più giovani, un’associazione che avesse per “finalità la promozione di attività culturali” e sostenesse “iniziative per lo sviluppo della formazione permanente e ricorrente e per il confronto tra culture generazionali diverse”. Questo si legge, fra l’altro, nello Statuto dell’Associazione, fondata il 6 agosto 1996 presso lo studio del notaio Olga Camata. Eravamo in undici, in quello studio, ma l’animatrice e la vera fondatrice era la professoressa Elena Germano Finocchiaro. Ella ha messo al servizio dell’Associazione le sue qualità precipue: profonda cultura, coscienza civica, impegno civile, onestà intellettuale, umanità e notevoli capacità organizzative. Ho frequentato Elena anche al di fuori dell’ambito dell’Associazione. D’estate, al tramonto, facevamo lunghe passeggiate sul porto e per le stradine del Borgo antico, era una grande camminatrice. Quando passavamo davanti alla casa di famiglia del padre, me la mostrava con orgoglio e mi parlava del dott. Edoardo Germano con grande rispetto e ammirazione e sottolineava il contributo scientifico dato da lui alla medicina, a cominciare dal Preventorio antitubercolare a Molfetta. Se si passava davanti alla libreria “Corto Maltese”, che ora non c’è più, non resisteva alla tentazione di entrare, di sfogliare qualche libro e di comprarne almeno uno. Percorrendo quelle stradine a lei care era ben contenta di vederle frequentate ed animate, ma si indignava molto nel notare abusi edilizi e destinazioni d’uso non confacenti al tessuto urbano antico. Motivo d’orgoglio, sia pure temperato dal suo carattere schivo, era avere bloccato in tempo la demolizione del palazzo Giovene, facendo intervenire la Soprintendenza ai Beni culturali. Passeggiando mi parlava della sua infanzia, del suo amore per lo studio fin dalla tenera età, dei suoi compagni di scuola. Argomenti di conversazione erano le mostre che aveva visitato, i viaggi, le letture, ma anche episodi di vita familiare. Era molto legata ai nipoti Finocchiaro, di cui si informava con regolarità e discrezione. Professoressa di Storia dell’Arte al liceo classico “Leonardo da Vinci” a Molfetta, Elena Germano Finocchiaro ha contribuito alla formazione culturale di più generazioni, ha inculcato nei suoi studenti l’amore per l’Arte e per il Bello, il senso del dovere, il riconoscimento dei diritti propri e di quelli altrui, l’amore per la città e l’impegno civile. Con la prof.ssa Elena Germano Finocchiaro scompare una grande donna, che ha percorso da protagonista la vita culturale e politica di Molfetta, ma rimangono vivi i suoi alti insegnamenti, il suo esempio di persona colta e integerrima e l’Associazione Culturale della Terza età. Grazie, Elena. Eccelsa Spaccavento Balacco © Riproduzione riservata

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