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Un lettore scrive a “Quindici”: che vergogna la manutenzione del cimitero di Molfetta
17 maggio 2015

MOLFETTA – Un lettore, Gaetano Campo, scrive a “Quindici” per denunciare le condizioni in cui si trova il cimitero di Molfetta. Giriamo la lettera all’amministrazione comunale chiedendo: a chi compete la manutenzione del sacro luogo e come mai questa non viene fatta adeguatamente, almeno a quanto scrive il sig. Campo? Mancanza di personale? Mancanza di fondi?

Anche se fosse una situazione ereditata dal passato, cosa si è fatto per porre rimedio a tale incuria?

Ecco la lettera:

«Carissimo Direttore, mentre da ogni parte si ammannisce politica (sporca?), desidererei che i cittadini si rendessero ancora una volta conto delle miserrime condizioni in cui si esprime la manutenzione del Cimitero.

È da arditi voler accedere ai campi di inumazione: camomilla di cui potrebbe interessarsi molto la "Bonomelli", papaveri, cicorie selvatiche e quant’altro possa pensarsi di vegetazione spontanea.
È da arditi immettersi nei camminamenti per raggiungere una tomba, giacché buche e pietre impongono esercizi di equilibrismo e buona dose di fortuna nel non cadere.
Ora mi domando:
1) "le preghemùerte" nelle ore del loro servizio devono solo inumare o esumare i nostri cari o ci sono altre incombenze che, fra protezioni sindacali, vengono delegate sempre ad altri ipotetici e inesistenti esecutori? E nelle ore della inattività non possono far proprio altro?
2) Non so a chi fa capo la manutenzione del Cimitero (Multiservizi o altra sconosciuta) ma, vivaddio, si può sapere qual è il tempo della "mietitura" delle erbacce? Una prima è stata fatta e tutte le tombe si sono riempite dei ritagli di erbe che esulavano dall'azione del tosa-erba. Dopo averle ripulite, i parenti dei cari estinti ora si ritrovano fra erba ad altezza di ginocchio, pericoli di inciampo e...
Le esimie "teste d'uovo" delle società impegnate sanno solo aspettare che l'erba cresca e... poi si vede quando tagliarla? E perché non si pongono in essere certe operazioni che impediscano la crescita delle varie piante e ci diano camminamenti sicuri, ad esempio, nelle terre delle Arciconfraternite di Santo Stefano e della Morte che (ci risulta) non fanno cose eccezionali?
3) Forse obietteranno (loro, i politici imboscati a fregar soldi nei vari consigli di amministrazione) che non ci sono fondi per certi lavori. E già, ma i loro soldi non svaniscono perché "spese consolidate", mentre gli altri.....!
4) E che dire dai marciapiedi! Di per sé stretti, sono in gran parte occupati da quelle architettoniche scale che ci aiutano a far visita ai defunti del terzo e quarto piano. Non si possono allargare? (E dagli! E i soldi? Prima i loro soldi, non hai capito?)
5) Poi, giacché ci siamo, c'è il problema delle "case eterne"! Ma non si può fare niente per quei defunti che, se vai a vedere, non c'è un parente che vada ad accendere un lumino da oltre un secolo?
Ora, caro Direttore, stanco di elencarti le situazioni cimiteriali che non finiscono qui, ti prego, qualora da quel sacro luogo dovessi mancare da tempo, di fare un giorno un piccolo pellegrinaggio e, dopo aver pregato per i tuoi cari, ti fai una passeggiata in lungo e in largo e poi ci relazioni su cosa possiamo fare, come possiamo protestare, come imporre (perché così dovrebbe andare a finire) agli esimi competenti come vogliamo che la terra in cui riposano i nostri cari accolga il nostro desiderio d'incontro con loro. Io ci conto.
Un caro saluto.

Gaetano Campo».

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