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Spostamento della foresteria della capitaneria a Molfetta, nasce una misteriosa associazione di “tutela” della città
31 ottobre 2008

MOLFETTA - Nella vicenda del trasferimento della foresteria della capitaneria di porto, spunta una misteriosa associazione che si definisce “socio-culturale” dal profetico nome “T.u.t.e.l.a.”. In questa città, dove le associazioni culturali, o pseudo tali, sono più numerose degli abitanti, questo, fino ad ora, sconosciuto sodalizio, vuole “il bene della città” e sarebbe nato – come dice un comunicato – nel mese di maggio per tutelare appunto “l'uomo, la tradizione, l'economia, il lavoro, l'ambiente locale” e dichiara di non poter “rimanere in silenzio dinanzi all'obbrobrio che si sta prospettando con la costruzione della nuova “Punta Perotti”: la nuova caserma della Capitaneria di Porto ad uso di foresteria” Infine invita “l'associazionismo molfettese e i cittadini tutti alla mobilitazione per impedire questo scempio”. “Questo muro di cemento – aggiunge il comunicato - spezzerà in due il nostro futuro lungomare, sfregerà il nostro porto, sarà un ostacolo insormontabile allo sviluppo dei quartieri a ponente: un nuovo eco-mostro. Riteniamo, dunque, che sia necessario ed essenziale costituire da subito un comitato cittadino in cui approfondire la tematica e pensare alle strategie per fermare questo disastro socio-economico ed ambientale perché la gente di Molfetta ha diritto al suo lungomare, ha diritto al suo sviluppo. Tutte le associazioni, i cittadini, gli uomini di buona volontà che hanno a cuore il destino della propria città potranno aderire al nostro invito contattandoci all'indirizzo e-mail: ass.tutela@hotmail.it o raggiungendo la nostra sede in via Giaquinto n. 58 dal Lunedì al Venerdì dalle ore 19 alle ore 20”. Ci viene qualche dubbio: la sede dell'associazione non è la stessa che suscitò polemiche qualche tempo fa? Chi sono i responsabili e i soci di questa associazione misteriosa? Chi vuole tutelare l'associazione? Il sindaco Azzollini per il suo errore di aver prima autorizzato la foresteria e poi essersi accorto che, tra un viaggio e l'altro a Roma, aveva preso una cantonata? E chi si farà carico dei maggiori costi (si parla di un milione di euro) che graveranno sui cittadini molfettesi, proprio in un periodo di crisi economica e di recessione? Oppure, forse, la “benemerita” associazione vuole farsi carico della somma, magari raccogliendo sottoscrizioni nella sua sede in via Giaquinto? In attesa di saperne di più, registriamo la nascita (retrodatata?) di questa misteriosa associazione.
Autore: V. R.
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Ringrazio la sig.ra Facchini che molto garbatamente ha voluto dedicarmi la sua attenzione. Cara Giovanna, spero che mi consenta questa informalità, visto che ci siamo chiariti, vorrei farti notare che, pur concordando con te sull'abominio immenso del fabbricato INPS (io, senza voler essere i Robespierre della situazione, manderi nelle patrie galere chi ha autorizzato, e non solo quello), la zona levante era già "occlusa" all'eventuale sviluppo urbanistico, a meno di voler radere al suolo: 1) l'area F.I.T.A.V. (volgarmente chiamato Park club) e si sarebbe potuto anche fare, ma, la Proprietà - mi risulta, salvo errore, siano più di una mezza dozzina e tutti, a quel che ne so, "ammanigliati" - è sempre riuscita a farla franca. Tant'é che adesso credo sia ridotto solo a campo da tennis, perché, con i vincoli urbanistici, sarebbe dura avere autorizzazioni anche per costoro (i Proprietari). 2) Lo stadio P. Poli. della Piscina comunale non parlo ovviamente perché è venuta dopo. Nessuno vuole il "sangue" di alcuno! Basta solo un atto di umiltà: E' stato fatto un errore di valutazione - bene, errare è umano - c'é stato già un notevole esborso a causa di tale errore (costruzione già avanzata) - MALE!, ma è andata così. E' intollerabile l'arroganza di chi, consapevole di ciò, non fa atto di ammenda, scusandosi per l'accaduto e razionalmente, prefigura scenari foschi e addirittura si fa promotore di una "crociata" contro, di fatto, se stesso, accentuando vieppiù la spaccatura politica e sociale già esistente. Come si esce da quest "CUL DE SAC"? LA MIA MODESTA PROPOSTA: LA FRITTATA E' FATTA. AZZERIAMO TUTTO, PROSEGUIAMO CON L'ENNESIMO "OBBROBRIO" CHE AFFLIGGE LA NOSTRA CITTA'(sono persuaso che qualcuno che verrà, potrebbe apprezzare la nostra onestà intellettuale, per aver commesso un errore, avervi posto rimedio dopo polemiche sterili ancorché infuocate, con l'intento di essere più attenti), CALMIAMOCI TUTTI CON UN ATTO DI UMILTA' SOCIALE PRIMA CHE POLITICA E: A MAGGIORANZA ED OPPOSIZIONE, I PROBLEMI CHE CI SOVRASTANO SONO TANTI. EVITIAMO DI PORNE ALTRI, PARALIZZANDOCI IN POLEMICHE STERILI. E' ovviamente la mia opinione, per quel che vale.

Il confronto su un argomento mi pare doveroso e le posizioni divergenti sono sempre segno di democrazia. Quello che non comprendo è il contestare i fatti, la sola cosa che non si dovrebbe poter contestare. Proverò con un semplice sillogismo greco a trarre una mia personale conclusione Ricapitoliamo un pò la vicenda: PREMESSE 1) E' inoppugnabile che il trasferimento della foresteria sia stato approvato dalla precedente amministrazione e che anche il luogo ove far sorgere la nuova sia stato definito in quella sede. 2) E' inoppugnabile che, dopo l'approvazione, i lavori siano partiti con tanto di cartelli/segnalazioni stradali senza che NESSUNO PER MESI (giunta,politici vari,associazioni,semplici cittadini) si sia opposto o abbia avuto da ridire 3) E' inoppugnabile che adesso, in caso di trasferimento o blocco dei lavori (fate vobis cosa sia meglio...) ci sia una penale consistente da pagare. Essa ricadrà sulla città perchè i cittadini democraticamente eleggono chi li governa. CONCLUSIONI 1) Ha sbagliato chi ha autorizzato l'opera in quel posto perchè se il posto "ostruisce il futuro lungomare" non è possibile non saperlo prima. A che serve avere chi si occupa di urbanistica al comune se non sa nenache dove far sorgere un edificio??? 2) Se valesse la regola "chi sbaglia paga..." non ci dovremmo preoccupare perchè le responsabilità sono chiarissime, invece finirà che pagherà solo la Città. PARERE PERSONALE La vicenda mi pare un autogol politico clamoroso perchè nessuno in città avrebbe obiettato nulla se il Sindaco non si fosse lamentato...di un suo stesso errore


Sig. Marzocca, se avessimo avuto bisogno di una conferma di un vostro atteggiamento prevenuto verso la libera stampa, il suo commento ne è una prova tangibile. Se qualcuno non ha le vostre stesse idee, come avviene ormai da tempo in Italia con l'avvento di Berlusconi, è subito considerato fazioso e autore di cattivo giornalismo (ma lei sa cos'è il buon giornalismo? Quello di “Libero”, del “Giornale” del “Foglio”?). Le nostre non sono state offese, nella maniera più assoluta, nessuno ha avuto e ha questa intenzione, non appartiene alla mostra tradizione e al nostro stile. Ma la libertà di commentare una notizia e di esprimere le nostre opinioni ce la prendiamo, fino a quando qualche governo non farà una legge che imporrà il silenzio alla stampa o la censura (e credo che non aspetteremo molto, visto l'andazzo governativo). Del resto accettiamo i commenti (non gli insulti) dei lettori, perché mai non dovremmo commentare anche noi le notizie: facciamo i giornalisti non i notai o i ragionieri, che hanno il compito di registrare atti e dichiarazioni. In quanto ai soci della vostra associazione, è bene sapere che quando si stabilisce un rapporto con la stampa, ci si presenta, si invia l'elenco del consiglio direttivo e altre informazioni. E qui comprendiamo la vostra inesperienza. Se poi ritenete di paragonare “Quindici” a un bollettino di informazioni, come purtroppo spesso avviene in questa città da parte di chi ha scelto questo ruolo, vi sbagliate di grosso. Non siamo, né vogliamo essere semplicemente un contenitore di comunicati stampa inviati dal Comune o dalle associazioni. E poi dovete sapere che, nel momento stesso in cui vengono inviate le notizie (o un comunicato non firmato come il vostro) a un organo di informazione, le stesse potrebbero essere liberamente commentate in modo favorevole o no. Noi abbiamo riportato tutti i dati relativi all'associazione, facendovi anche un'indiretta pubblicità, poi è nel nostro diritto fare le nostre valutazioni, anche utilizzando l'ironia. Premesso che anche noi siamo contrari all'eco-mostro, tanto per evitare equivoci, ma che addebitiamo agli amministratori l'errore di averlo autorizzato e poi di aver fatto marcia indietro, entriamo un po' nel merito. Perché non rispondete a qualche legittimo interrogativo: come mai vi accorgete solo ora dell'eco-mostro? Per un'associazione di tutela del territorio è molto grave. Avete aspettato che fossero costruiti due piani prima di intervenire? Non è un buon inizio per chi, con un po' di presunzione, assume addirittura il nome di TUTELA (di che?). Dove eravate quando sono stati messi i semafori per favorire l'ingresso dei camion nel cantiere? Eppure tutti i media locali ne hanno parlato e perfino l'ufficio stampa del sindaco Azzollini ha provveduto a inviare una nota esplicativa in merito. E poi, come Berlusconi, il sindaco ha finito per negare le sue stesse azioni. Se volete fare qualcosa di positivo, cominciate a chiedere conto al sindaco del suo operato, forse così potrete acquistare maggiore credibilità. In quanto alla nostra presunta faziosità o partigianeria, se questo vuol dire, nel vostro linguaggio, essere liberi di pensarla diversamente, ebbene siamo “faziosi”, ma pensiamo con il nostro cervello e non per conto terzi. Insomma, ci permettiamo anche un'altra critica legittima (garantita dalla Costituzione e dalla libertà di stampa): proprio un pessimo esordio per la vostra associazione.
La cosa grottesca mi pare sia che, all'improvviso, si stia creando un allarmismo fuori luogo, come se la Foresteria sia la chiave di volta di tutti i nostri problemi. La sig.ra Facchini addirittura preconizza scenari foschi "per i nostri figli!!!" (mi scusi, gentile Signora, ma in che senso i suoi figli verrebbero coinvolti?) Il sig. Marzocca, con una veemenza inaudita, date le circostanze, mena fendenti offensivi di qua e di là, ricordandosi solo adesso che è a repentaglio la...bellezza di Molfetta. Ma costoro che cosa hanno da dire dello scempio attuale, ad esempio del sagrato del Duomo (altro SIMBOLO di Molfetta), diventato un enorme parcheggio (guardavo una foto di qualche anno fa: c'erano si e no mezza dozzina di auto parcheggiate) guardate adesso; che cosa hanno da dire sui lavori, iniziati e poi congelati della ex cementeria (se non erro avrebbe dovuto nascere un complesso poli-funzionale, preservando la struttura come archeologia industriale); che cosa hanno da dire sugli scopi delle nuove costruzioni edili (PRG)che avrebbero dovuto fornire una casa a prezzo equo a chi ne aveva bisogno, quindi "calmierare" i prezzi delle abitazioni, anche a costo di veder nascere un altro DORMITORIO, proposito che gli squali dell'imprenditoria edile, con la connivenza di chissà chi, hanno vanificato; che cosa dicono di quella costruzione - sospesa? - all'incrocio di via Salvucci/Berlinguer con via Terlizzi; ed infine, ma non perché ne manchino esempi, dell'abominio del recinto di tufi su via Baccarini, angolo via Silvestri (sarà vent'anni che c'è?). Che la Foresteria nasca dov'é, od in un altro sito, non è importante; importante è la TORBIDITA' della faccenda, che diventa di giorno in giorno più torbida e nessuno che fa nulla per CHIARIRE, nascono solo "Associazioni" di benpensanti!!!!!!!!!!! In parole molto povere, ci vuole anche l'onestà di riconoscere i propri errori, e dichiararlo pubblicamente (senza fare o far fare squallidi e malinconici sit-in e/o minacciare di farsi incatenare!) e quindi farne ammenda, non certo sulle spalle di chi non c'entra (i Cittadini tutti, compresi i...malpensanti) cosa che non mi pare ancora di aver verificato.



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