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Sicurezza e salute sulle navi da pesca Interessante convegno nazionale dell’Associazione armatori
15 aprile 2001

Sicurezza prima, navigazione poi. Su questo orientamento negli ultimi anni stanno insistendo molto le politiche governative e comunitarie in materia di pesca. Un principio che forse è ancora lontano da alcune realtà lavorative a bordo dei pescherecci, quindi proprio per promuovere un dibattito sul tema e per puntualizzarne l’impatto economico ed organizzativo, che l’Associazione armatori da pesca di Molfetta, in collaborazione con Federpesca, ha organizzato, nell’ambito dell’iniziativa comunitaria “Pesca”, un convegno nazionale sulla “Sicurezza e salute dei lavoratori marittimi a bordo delle navi da pesca”, che si è svolto presso il Seminario Regionale nei giorni 30 e 31 marzo. «Il convegno ed il progetto hanno come obiettivo l’interesse dei lavoratori marittimi a rendere più sicure possibili le condizioni del loro lavoro, al di là degli obblighi che la legge impone agli armatori», afferma il direttore dell’Assopesca Molfetta, Cosimo Farinola. Al convegno hanno partecipato come relatori giuristi, rappresentanti del mondo politico ed istituzionale e delle associazioni del settore che hanno dibattuto sul ruolo e responsabilità dell’armatore e del comandante, in relazione al Codice della navigazione e alla nuova normativa (D.L. 271/99 e 298/99), e sugli orientamenti operativi sulla sicurezza del lavoro a bordo delle navi da pesca. Dal dibattito è emerso il positivo riconoscimento dell’intervento legislativo che ha disciplinato separatamente il settore pesca dal più ampio mondo della navigazione mercantile, ma ha altresì creato un po’ di confusione e, talvolta, come ha evidenziato il prof. Volli, docente di diritto della navigazione, un regresso e l’abbandono dei principi generali e degli orientamenti giurisprudenziali e dottrinali in materia di responsabilità in caso di incidenti. «Abbiamo voluto creare un’occasione di riflessione e di informazione per tutte le categorie e gli enti interessati – puntualizza il direttore Farinola – mettendo a disposizione, con uno sforzo congiunto di esperti, di giuristi e di formatori, un pacchetto multimediale che risultasse esaustivo e chiaro, per migliorare, con strumenti moderni, la conoscenza delle problematiche connesse a questo importante settore della nostra economia». Una guida in cd-rom Ulteriore obiettivo del convegno, infatti, è stato la presentazione di una videocassetta, di un cd-rom e di cinque manualetti, il tutto prodotto dall’Assopesca centro servizi di Molfetta, con lo scopo di fornire ai lavoratori marittimi un efficace, e nello stesso tempo pratico, strumento di informazione e formazione sui pericoli e rischi della navigazione in tutte le sue fasi, e sulle misure di prevenzione e protezione dai rischi derivanti. Infatti, uno dei più importanti obblighi che il decreto impone all’armatore e al comandante è l’informazione sui rischi della navigazione marittima e sulle opportune misure di prevenzione da adottare. Per andare incontro a tali obblighi, i manuali esprimono in maniera chiara e schematica, e con l’ausilio di esemplificative tavole illustrative, le fasi della navigazione marittima, l’attività a bordo delle navi da pesca, l’uso a bordo di preparati pericolosi e il ritrovamento di ordigni bellici, le procedure e le disposizioni per i casi di emergenza ed infine, una guida pratica medica per l’assistenza ed il pronto soccorso a bordo delle navi. Come ha rilevato l’ammiraglio ispettore (Cp) Eugenio Sicurezza, «nell’attività del pescatore non bisogna trascurare che una delle cause più importanti, se non la più importante, degli incidenti è la stanchezza, in quanto il pescatore riposa poco e male a causa delle frequenti interruzioni del sonno dovute alla sua particolare attività lavorativa», quindi il lavoratore deve disporre di tutti i mezzi per prevenire incidenti e situazioni pericolose. Quindi è obbligatoria a bordo una dotazione di medicinali e attrezzature sanitarie adeguate al tipo di navigazione, è necessario che il marittimo sappia affrontare gravi situazioni di emergenza, quali l’uomo in mare o gli incendi il cui rischio è altissimo, a causa dell’utilizzo di sostanze pericolose. E queste sono solo alcune delle principali emergenze che un buon marinaio deve saper fronteggiare e che i manuali aiutano a scoprire e controllare specificatamente. Il problema degli ordigni bellici Grande attenzione e spazio è dedicato ai rischi derivanti dal ritrovamento accidentale nelle reti di ordigni bellici. QUINDICI è stato sempre particolarmente sensibile all’argomento, denunciando e documentando, in più occasioni, la presenza di tali ordigni nell’Adriatico. Il manuale inerente offre un’ampia catalogazione di alcuni degli ordigni in cui ci si può imbattere nelle nostre acque, che vanno dalla seconda guerra mondiale sino ai più recenti e pericolosi ordigni utilizzati, o meglio non utilizzati e scaricati in mare, nella recente guerra in Kosovo. Il manuale illustra tutta la procedura da seguire in caso di ritrovamento di un ordigno. Ecco alcune regole esemplificative da osservare: se l’ordigno si trova a distanza inferiore a 200 m e fuori dall’acqua, non bisogna utilizzare il cellulare o la radio per le trasmissioni e la segnalazione alle autorità competenti (la comunicazione è permessa solo con l’ordigno in acqua), non bisogna maneggiarlo, esporlo a vibrazioni o fonti di calore, né cercare di disfarsene, ma lo si deve immergere di nuovo in mare, e se è di grosse dimensioni è necessario, inoltre, segnalarne la presenza con un gavitello ed attendere in zona sicura l’arrivo del personale addetto al recupero. Simili attenzioni vanno seguite anche se l’ordigno è a bordo nella rete. Bisogna assolutamente evitare le trasmissioni con cellulare o radio, ve tenuto lontano da fonti di calore e vibrazioni, è necessario immobilizzarlo con legno o plastica, bagnarlo continuamente, avvisare le imbarcazioni vicine per mezzo di segnali ottici o acustici affinché, portatesi ad una distanza dall’ordigno superiore a 200 m, possano trasmettere via radio e informare l’autorità marittima. Si suggerisce di seguire, invece, una diversa procedura in caso di ritrovamento di bombe contenenti iprite: in tal caso è urgente proteggere le vie respiratorie per evitare l’inalazione della sostanza nociva, tagliare la parte dell’attrezzatura contaminata e liberarsene, e depositare con molta cautela in pescato contaminato in contenitori separati per un suo successivo smaltimento. Come la storia ci insegna i rischi a bordo sono tantissimi e ad esserne vittime sono i marittimi che molto spesso ne hanno pagato con la vita il prezzo. La cultura della sicurezza, dunque, deve sempre essere tenuta in primo piano e, al di là degli interventi legislativi, è compito degli armatori, dei comandanti e di ogni singolo membro dell’equipaggio, esigere a bordo il rispetto di tutte le misure di sicurezza e di prevenzione per la salvaguardia della salute e della vita. Michele de Sanctis jr.
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