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Scontro sulla piscina Gli istruttori accusano: clima da caos. Il Coni: fantasie e pettegolezzi  
15 luglio 2007

La piscina di Molfetta sta affondando. Non è un gioco di parole, ma il vero e proprio grido di allarme che si leva da più parti e cioè da chi in quella struttura lavora da anni, con passione e dedizione, o manda i propri figli per trascorrere qualche ora allenandosi e facendo sport, e vorrebbe avere tutte le garanzie sulla corretta gestione dell'impianto e sulla serietà e capacità di chi lo amministra. “Il problema – ci dice uno degli istruttori da noi ascoltati e che preferiscono restare anonimi anche per tutelare il loro posto di lavoro – è che oggi la piscina è nelle mani di chi, anche per ragioni di carattere anagrafico, non ha l'esperienza e le competenze necessarie per condurre una realtà così complessa che, nel corso degli anni, è cresciuta molto ma che nell'ultimo periodo sta registrando una rilevante flessione nel numero degli iscritti. Purtroppo questa situazione va a discapito di tutti gli utenti oltre che di coloro i quali nella piscina operano e lavorano”. Clima da caos Il quadro che ci viene dipinto ha davvero dell'incredibile. «In piscina ormai regna una tensione che si taglia a fette, un clima che non esito a definire da caos» aggiunge un'altra istruttrice. Ad essere chiamato direttamente in ballo è il direttore della struttura, Giuseppe Marzulli, nominato da circa un anno dal Coni (ente di promozione sportiva che gestisce la piscina della nostra città) per coordinare tutte le attività sportive. “La principale dote di un dirigente sportivo – ci ha detto un istruttore – deve essere quella di saper curare al meglio le risorse umane che ha a disposizione, valorizzandole e facendo in modo che ognuno possa dare il meglio di sé. Se un dirigente sportivo non è in grado di creare un gruppo unito ed affiatato e di gestire i conflitti che inevitabilmente si creano, allora vuol dire che non è adeguato per svolgere un ruolo così delicato”. E di conflitti in quella che dovrebbe essere una vera e propria “squadra” di istruttori, tecnici e dirigenti ne sono scoppiati tantissimi negli ultimi mesi, portando ad una situazione che sembrerebbe ormai sfuggita di mano agli stessi vertici della struttura che, tra l'altro, stando a quanto ci è stato raccontato, tollererebbero la presenza sul piano vasca, negli spogliatoi ed in segreteria di personale non autorizzato, o addirittura le gravi ingerenze nelle scelte di natura organizzativa, amministrativa e gestionale da parte di addetti alla semplice manutenzione della piscina. “Una situazione di totale caos – ci viene detto – con una commistione di ruoli che inevitabilmente si scarica sugli utenti che non sanno chi sia il vero responsabile della piscina, il direttore o il manutentore. Anche per questo la piscina si sta svuotando e la gente scappa verso l'impianto di Giovinazzo che in meno di un anno ci ha decisamente surclassato”. Mancanza di controlli Ed in questa situazione tutti lamentano una assoluta mancanza di controlli, da un lato, da parte del Coni che, sulla base di una convenzione, gestisce la piscina sin dalla sua apertura, nel marzo del 2002, e, dall'altro, da parte del Comune che non ha istituito l'organismo di vigilanza sulla piscina previsto nelle intese stipulate con il gestore. “Abbiamo più volte cercato di coinvolgere il Coni e il suo presidente – ci dice ancora un'altra istruttrice –, facendo presente i problemi di natura gestionale che stavano emergendo ma non abbiamo ottenuto nessuna risposta alle questioni che abbiamo sollevato”. E proprio sul ruolo del Coni nella gestione dell'impianto natatorio si sofferma un istruttore con alle spalle anni di esperienza: “Quando ho saputo che il Coni avrebbe gestito la piscina di Molfetta sono stato il primo ad esultare perché ben conoscevo la professionalità e la cultura sportiva di una istituzione dello sport così autorevole. Però questo sogno si è presto tramutato in un incubo dal momento che la gestione Coni ha subito evidenziato tutti suoi limiti, creando scontento e malumori in utenti, genitori, istruttori e atleti. Basterebbe fare un piccolo sondaggio per rendersi conto della situazione. Ed in tutto questo la direzione è del tutto assente”. La replica del presidente del Coni Insomma, quella che viene descritta, sembra una situazione di permissivismo e libertinaggio che però Elio Sannicandro, presidente regionale del Coni, respinge con la massima fermezza: “Credo che si stia ingigantendo una situazione assolutamente normale e fisiologica – ci ha detto telefonicamente –. Da quello che mi risulta c'è, tra gli istruttori, un confronto dialettico che parte da posizioni diverse e che è assolutamente usuale in ogni ambiente di lavoro. Le teorie che circolano a Molfetta, artatamente messe in giro, sono certamente forzate se non assolutamente destituite di fondamento”. Sulle presunte ingerenze di personale non autorizzato nelle scelte gestionali ed amministrative, Sannicandro è chiaro: “A me tutto questo non risulta. I manutentori fanno il loro lavoro e non interferiscono per nulla nella gestione. A riguardo non c'è nessuna accusa certa e documentata, solo qualche pettegolezzo. In ogni caso stiamo già verificando quanto segnalato e se qualcuno è andato oltre le sue mansioni, prenderemo i provvedimenti del caso”. In merito al decremento delle iscrizioni, Sannicandro fornisce dati diversi: “Non mi risulta questa flessione così netta. Certo, dal momento che avevamo circa 400 iscritti che venivano da Giovinazzo, buona parte di questi, ora, preferisce non spostarsi fino a Molfetta, ma mi sembra una cosa ovvia. Per il resto le presenze sono sostanzialmente immutate”. In conclusione Sannicandro conferma quanto ha in più circostanze ribadito: “La piscina di Molfetta rappresenta un modello gestionale di assoluto valore che ora viene emulato da più parti. Il Coni continua a svolgere serenamente la sua attività in favore della comunità, fornendo anche un servizio sociale dal momento che abbiamo corsi rivolti ai disabili o ai ragazzi che ci vengono segnalati dai servizi sociali del Comune. Certo, tutto si può migliorare e continuiamo a lavorare per questo”. L'auspicio, da parte nostra, è che tutti inizino a remare nella stessa direzione per consentire a una struttura così importante di rappresentare davvero un fiore all'occhiello per la nostra città.
Autore: Giulio Calvani
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