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RUBRICA SALUTE - Cosa avrà di speciale il latte di mamma?
31 ottobre 2010

Iniziamo a chiederci cosa ci succede da quando il nostro bimbo viene ‘pensato’ e a chiederci cosa è il nutrimento? Non è solo soddisfare il fabbisogno energetico fisiologico ma va ben oltre: è un lungo percorso che struttura la personalità di un individuo. L’alimentazione assume connotazioni fortemente comunicative e simboliche e nel caso specifico tra mamma e neonato si sviluppa un legame di attaccamento che è iniziato già nella vita intrauterina, dura ben nove mesi, e il parto è il momento della separazione che porterà, tramite un processo lungo, alla crescita di un nuovo individuo. Il neonato passa dallo stadio di vita in un mondo fantastico indifferenziato, dove non ci sono limiti, ad uno stadio di differenziazione dal se’ che inizia con la poppata, il seno materno e la mamma rappresenta appunto lo stimolo per la sua evoluzione. Il latte materno, questo è il primo nutrimento, profumo e gusto diventano le nuove sensazione di benessere.

Ma come facciamo a produrlo, noi ‘umani’?
Se gli antichi ritenevano che il latte si formasse dal sangue, successivamente che giungesse tramite lo stomaco alle ghiandole mammarie, giungiamo al 1850 circa per capire la spiegazione dei meccanismi di produzione del latte e sull’importanza del sistema nervoso sulla produzione di questo.
Oggi sappiamo che il tutto avviene grazie ad una serie di ormoni che circolano ‘purtroppo’ a volte impietosamente nelle variazioni (vedi per es. il progesterone che provoca lo stato edematoso degli ultimi giorni!!), nel corpo della futura mamma. Due sono i principali protagonisti: prolattina ed ossitocina, ad altri il compito di spiegarne i meccanismi di riflesso nervoso etc etc..però un dato è certo, ossia che la produzione di latte può essere indotta anche in donne non gravide, per es. in madri adottive, tramite la stimolazione fisica, con farmaci ed erbe medicinali stimolanti con proprietà galattogoghe, e qui l’intervento di luminari fitoterapeuti potrebbe essere d’aiuto.
L’OMS raccomanda l’allattamento materno esclusivo sino al sesto mese di gravidanza e di introdurre gradualmente i cibi complementari, e se ce lo suggerisce anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità allora ci sarà un motivo anzi più di uno.
L’alimento più raccomandabile per il neonato è proprio il latte materno ricco di sostanze nutritive miscelate in equilibrio perfetto e questo vale per tutti i mammiferi: mucca e vitello ok,  ma non sarà la stessa cosa se ci mettiamo l’accoppiata mucca-neonato. Ovviamente ci sono dei casi in cui non è possibile l’allattamento al seno, nel 2% dei casi si verifica agalattia ossia la mancanza di latte nella madre, oppure è sconsigliabile l’allattamento in casi di patologie gravi come AIDS e tubercolosi, o l’uso di farmaci particolari che passano nel latte, la malnutrizione, ma in tutti gli altri casi, be’ non ci sono scusanti: la mamma che allatta, anzi che si accinge a farlo, deve avere fiducia in una buona riuscita dell’allattamento, e deve evitare l’introduzione di tutti quei gadget così colorati ma di disturbo quali succhiotti e biberon, soluzioni di zucchero o camomilla che sono di ostacolo alla corretta suzione del neonato.
Il primo latte che è prodotto si chiama colostro ed è particolarmente ricco di proteine, minerali, e soprattutto di anticorpi del tipo IgA che proteggono il neonato appena arrivato dal mondo esterno! La quantità del colostro prodotto sino a quando si verificherà la montata lattea (3-5 giorni dopo il parto) è apparentemente insufficiente ma adeguata alle esigenze del neonato il cui stomaco ha una capacità pari a 5-7 ml nel primo giorno di vita, a 25 ml circa nel terzo giorno ed a 40-60ml dopo una settimana dalla nascita. Dobbiamo anche ricordare che la relativa carenza di latte stimola il neonato ad attaccarsi al seno con suzioni più energiche che a loro volta stimolano la produzione di latte. NO PANIC..se il neonato subisce il calo ponderale, il 5-10% del peso neonatale si perdono fisiologicamente, perché? E’ legato alla sofferenza del parto, alla perdita di liquidi e delle prime feci (mecomio), nonché al respiro in aria ‘sperando’ con sufficiente ossigeno, al sudore e alle urine. Nella prima settimana il colostro diventa prima latte di transizione e poi dal 10^giorno in poi latte maturo che sarà conservato per tutta la durata dell’allattamento; è cambiata la sua composizione chimica, è aumentata la percentuale di grasso e di zucchero perché le esigenze energetiche delle nuove cellule del neonato sono massime nel primo mese di vita. Di lì ad un mese la futura mamma è una piccola ‘mucca’ e produrrà circa 750ml di latte al giorno ( ed in tale occasione che le diete dimagranti intese come corretta distribuzione dei principi energetici fanno più effetto J). Ma berrà abbastanza latte, mica devo dargli …l’aggiunta? I segnali che il neonato assume abbastanza latte durante le poppate sono il recupero del peso della nascita dal 10^giorno con assenza di calo ponderale già a partire dal 3-5 giorno, oltre ad una crescita di 25-30grammi al giorno(ma non pesiamolo in continuazione) a partire dal 5^giorno, ma non facciamoci ‘fregare dall’ansia’: insomma dopo la poppata è soddisfatto? E noi siamo piu’ alleggerite?..allora! niente aggiunte e vi dico perché.
Innanzitutto il latte artificiale, che comunque va preso solo su suggerimento del proprio pediatra, è più ricco di minerali ma questo gioca a svantaggio della funzionalità renale del neonato che si troverebbe costretto ad eliminare un eccesso di elettroliti, quindi si, beviamo acqua naturale ma poi il latte lo diamo artificiale! Il ferro in particolare è presente in uguale e scarsa concentrazione in entrambe le proposte, ma è maggiormente assimilabile in quello umano; lo iodio è più presente nel latte materno e cio’ ben si appresta ad un adeguato sviluppo fisico ed intellettivo dei bambini. Al ruolo materno viene ascritto un ruolo preventivo nella comparsa dell’obesità precoce; la concentrazione dei grassi viene ad aumentare verso la fine della poppata inducendo nei bambini la sensazione di sazietà e questo non avviene per l’alimentazione con latte artificiale (comm’ cresc’ bellJ ). Circa le vitamine se da una parte la pastorizzazione riduce la presenza di alcune vitamine quali la vitC, dall’altro verso un’alimentazione sbilanciata e ‘industriale’ della neomamma non garantisce i fabbisogni nutrizionali vitaminici adeguati, quindi entrambe le ipotesi saranno da ‘bocciare’.
Se dal punto di vista nutritivo i due tipi di latte: materno e artificiale sono piu’ o meno sovrapponibili, ciò che non può essere uguagliato è il contributo materno alla formazione del nutrimento primario del neonato: il potenziamento del sistema immunitario e lo stimolo positivo della funzionalità degli organi digestivi del bambino. Grazie alla lattoferrina, lisozima e cellule immunocompetenti presenti nel latte materno, vengono sviluppati alcuni batteri intestinali benefici nel neonato che lo aiuteranno dagli attacchi di gastroenterite (colichette); inoltre il latte materno ha proprietà antiallergiche, avete mai sentito di qualche neonato allergico al latte di mamma? questo perché ritarda i primi contatti con gli alimenti dando il tempo necessario affinché si sviluppi il sistema immunitario.
E il latte di soia? E’ il latte utilizzato nelle allergie alle proteine del latte vaccino ed in altre patologie intestinali, ma la soia può essere essa stessa fonte allergenica ed è per questo motivo che i bimbi allergici al latte tendono a sviluppare allergie anche nei confronti della soia. Allora naturalmente c’è una soluzione alternativa. Esistono in commercio miscele di siero proteine idrolizzate ed aminoacidi con oli vegetali e zuccheri di vario tipo, si chiama latte elementare ma è in realtà una reazione anzi una formulazione chimica; il ricorso al latte elementare viene fatto solo in presenza di forti allergie (?), in quanto essendo costituito dai nutrienti in forma appunto elementare non stimola appropriatamente il corretto sviluppo dell’apparato digestivo del bambino; sarebbe simpatico disquisirne con un immunologo.
Morale della storia: La prima relazione del bambino è mediata dalla bocca, l’affettività legata alle sue prime esperienze alimentari può influire sul suo comportamento alimentare quanto le caratteristiche organolettiche dell’alimento. Il comportamento alimentare è allora il risultato di esperienze precoci che possono dare effetti durevoli non solo sulle caratteristiche psichiche ma anche sul metabolismo e sull’anatomo-fisiologia dell’adulto. Spesso i problemi di alimentazione nei bambini sono correlati a problemi psicologici perché il cibo, cosi’ come la pipì e la cacca sono le modalità di linguaggio con cui esprimono un disagio e questo per il 60% dei casi.
Buon Appetito!
Dott.ssa Amelia Sagliano
Nutrizionista
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(1°Parte) -Più tardi la mia amica m'ha preso da parte e, col tono di ricordarmi un appuntamento importante, ha detto d'essersi consultata col medico il quale sostiene che non è il caso di contare su una tua partenza spontanea: se non ti faccio togliere, muoio di setticemia. Bisognerà che mi decida: sarebbe paradossale che, per ristabilir l'equilibrio, tu uccidessi me. Ho ancora tante cose da fare. Tu non le hai mai incominciate, io invece si. Ho da sviluppare la mia carriera, ad esempio, e dimostrare che non sono meno brava di un uomo. Ho da battermi contro le comodità dei punti esclamativi, ad esempio. Ho da spegnere la pietà per me stessa, e convincere me stessa che il dolore non è il sale della vita. Il sale della vita è la felicità, e la felicità esiste: consiste nel darle la caccia. Infine devo chiarire il mistero che chiamano amore. Non quello che si divora in un letto, toccandoci. Quello che mi accingevo a conoscere con te. Mi manchi, bambino. Mi manchi quanto mi mancherebbe un braccio, un occhio, la voce: e tuttavia mi manchi meno di ieri, meno di stamani. E' strano. Si direbbe che di ora in ora il tormento si affievolisca per chiudersi in una parentesi. Una volta lessi in un libro che la durezza di pena sopportata si avverte soltanto quando ce ne siamo liberati e, stupefatti, si esclama: come ho fatto a tollerare un simile inferno? Dev'essere davvero così, e la vita è straordinaria. Rimargina le ferite a una velocità folle. Se non restassero le cicatrici, non ci ricorderemmo nemmeno che lì sgorgò il sangue. Del resto perfino le cicatrici svaniscono. Succederà anche a me. Succederà? Devo riuscirci. Perché lo pretendo, lo esigo. Infatti ora stacco il tuo ritratto dal muro, la smetto di farmi impressionare dai tuoi occhi spalancati. (continua 2°parte)
(2° Parte) -E nascondo le altre fotografie, anzi le strappo. E fo a pezzi questa culla che mi son portata dietro come una bara, la scaravento nell'inceneritore. E nascondo il tuo guardaroba per regalarlo a qualcuno, anzi lo straccio. E prendo l'appuntamento col medico, gli dico che sono d'accordo, uno di questi giorni bisogna strapparti via. E magari chiamo tuo padre o non importa chi, e vado aletto con lui stasera: ne ho abbastanza della castità. Tu sei morto ma io sono viva. Così viva che non mi pento, e non accetto processi, non accetto verdetti, neanche il tuo perdono. I lupi sono qui, vicino, ed io ho la forza di partorirti ancora cento volte senza implorare soccorso né da Dio né da nessuno………..Dio, che male! Mi sento male, ad un tratto. Cos'è? Di nuovo le coltellate. Si allungano fino al cervello per bucarlo come allora. Sto sudando. Mi sale la febbre. E' arrivato il nostro momento, bambino: il momento di separarci. E non lo voglio. Non voglio che ti strappino con il cucchiaio, per gettarti nella pattumiera tra il cotone sporco e le garze. Non vorrei. Ma non ho scelta. Se non corro all'ospedale perché ti stacchino da queste viscere cui resti aggrappato, mi ammazzi. E questo non posso permetterlo. Non devo. Tu sbagliavi a dire che non credo alla vita, bambino. Io ci credo, invece. Mi piace, anche con le sue infamie, e intendo viverla ad ogni costo. Io corro, bambino. E ti dico addio con fermezza…………Mi dispiace: per te e per me. Mi umilia. Perché a cosa serve volare come un gabbiano dentro l'azzurro se non si generano altri gabbiani che ne genereranno altri ancora ed ancora per volare dentro l'azzurro? C'è solo un bicchiere di alcool dentro cui galleggia qualcosa che non volle diventare un uomo, una donna, che non aiutai a diventare un uomo, una donna. Tu sei morto. Forse muoio anch'io. Ma non conta. Perchè la vita non muore. – (tratto da: Lettera a un bambino mai nato – Oriana Fallaci).

(1°parte) Egregi "QUINDICI" e dott.ssa Sagliano, permettete un fuori tema, anche se inerente all'argomento? - Stanotte ho saputo che c'eri: una goccia di vita scappata dal nulle. Me ne stavo con gli occhi spalancati nel buio e d'un tratto, in quel buio, s'è acceso un lampo di certezza: si, c'eri. Esistevi. E' stato come sentirsi colpire in petto da una fucilata. Mi si è fermato il cuore. E quando ha ripreso a battere con tonfi sordi, cannonate di sbalordimento, mi sono accorta di precipitare in un pozzo dove tutto era incerto e terrorizzante. Ora eccomi qui, chiusa a chiave dentro una paura che mi bagna il volto, i capelli, i pensieri. E in essa mi perdo. Cerco di capire: non è paura degli altri. Io non mi curo degli altri. Non è paura di Dio. Io non credo in Dio. Non è paura del dolore. Io non temo il dolore. E' paura di te, del caso che ti strappato al nulla, per agganciarti al mio ventre. Non sono stata pronta ad accoglierti, anche se ti ho aspettato. Mi sono sempre posta l'atroce domanda: e se nascere non ti piacesse? E se un giorno tu me lo rimproverassi gridando “Chi ti ha chiesto di mettermi al mondo, perché mi ci hai messo, perché?”. La vita è una tale fatica, bambino. E' una guerra che si ripete ogni giorno, e i suoi momenti di gioia sono parentesi brevi che si pagano a un prezzo crudele. Come faccio a sapere che non vuoi essere restituito al silenzio? Non puoi mica parlarmi. La tua goccia di vita è soltanto un nodo di cellule appena iniziate. Forse non è nemmeno vita ma possibilità di vita. Eppure darei tanto perché tu potessi aiutarmi con un cenno, un indizio. La mia mamma sostiene che glielo detti, che per questo mi mise al mondo.
(2° parte) -La mia mamma, vedi, non mi voleva. Ero incominciata per sbaglio, in un attimo di altrui distrazione. E perché non nascessi ogni sera scioglieva nell'acqua una medicina. Poi la beveva piangendo. La bevve fino alla sera in cui mi mossi, dentro il suo ventre, e le tirai un calcio per dirle di non buttarmi via. Lei stava portando il bicchiere alle labbra. Subito lo allontanò e ne rovesciò il contenuto per terra. Qualche mese dopo mi rotolavo vittoriosa nel sole, e se ciò sia stato bene o male non so. Quando sono felice penso che sia stato bene, quando sono infelice penso sia stato male. Però anche quando sono infelice, penso che mi dispiacerebbe non essere nata perché nulla è peggiore del nulla………………. Non mi hai tirato calci, non mi hai inviato risposte. E come avresti potuto? Ci sei così da poco: se ne chiedessi conferma al dottore, sorriderebbe di scherno. Ma ho deciso per te: nascerai. L'ho deciso dopo averti visto in fotografia. Non era proprio la tua fotografia, evidentemente: era quella di un qualsiasi embrione di tre settimane, pubblicata su un giornale insieme a un reportage sul formarsi della vita. E, mentre la guardavo, la paura m'è passata: con la stessa rapidità con cui m'era venuta. Sembravi un fiore misterioso, un'orchidea trasparente………. Il tuo cuore è già fatto, ed è grande: in proporzione, nove volte più grande del mio. Pompa sangue e batte regolarmente: potrei buttarti via? Che m'importa se sei cominciato per caso o per sbaglio, anche il mondo in cui ci ntroviamo non incominciò per caso e forse per sbaglio?. (Oriana Fallaci – Lettera a un bambino mai nato)
Argomento sempre interessante l'allattamento. Vorrei aggiungere e continuare. Posso? Grazie. Si oppongono talora alla rigida osservanza dell'orario nella successione delle poppate il pianto e le grida del bambino. Queste non sono sempre dovute a fame, anzi talvolta sono la conseguenza di pasti troppo copiosi o ravvicinati e di coliche gassose. In tal caso attaccare di nuovo il bambino al seno può calmarlo momentaneamente, ma conduce ad accentuazione del disturbo e a nuovi pianti e nuove grida. Le grida del bambino vanno interpretate, esse non hanno sempre il medesimo significato. Spesso il bambino piange o grida perchè è bagnato o sporco, basta cambiarlo perchè egli si acquieti; oppure piange perchè si trova in una posizione scomoda o perchè uno spillo o qualche piccolo insetto lo punge: cambiare la posizione, togliergli lo spillo o l'insetto, basterà per farlo acquietare. In altri casi piange o si lamenta perchè è ammallato o perchè si sta preparando una affezione acuta. Perciò è chiaro come in tutti questi casi sia fuori luogo credere che il bambino pianga per fame e cercare di calmarlo offrendo il seno. Così dicasi per la notte: pessima abitudine è quella di certe mamme e nutrici di attaccare al seno il bambino ogni qual volta pianga; ne deriverà l'acquisizione di un vizio dal quale sarà difficile liberare il bambino e quel che è peggio ne deriveranno sicuramente disturbi enterici per la troppa vicinanza dei pasti. Le donne e le mamme, queste cose le sanno! Gli uomini e futuri papà?

Il latte materno rappresenta un alimento raccomandabile e insostituibile per il nascituro, in quanto fornisce tutti gli elementi nutritivi ma soprattutto in quanto li contiene alle giuste proporzioni. L'allattamento è utile alla neo-mamma, perchè stimola la produzione di un ormone chiamato ossitocina, che agisce contrando l'utero ed aiutandolo a ritornare in condizioni fisiologiche. Dieci buone ragioni per scegliere l'allattamento materno: fatto su misura, più nutriente, conveniente e sicuro, automatico, continua un rapporto speciale con il bambino, disponibile per mesi, poco costoso, aiuta a dimagrire, un'esperienza che arricchisce, per mamme che lavorano. Potrai usare il tiralatte e conservare il latte in frigorifero affinchè possa prenderlo con il biberon quando non ci sei. La durata delle poppate è subordinata alla quantità di latte disponibile, alla qualità del seno (duro o fluente) oltre all'energia e rapidità di suzione del lattante. Se il lattante succhia con troppa ingordigia è opportuno di quando in quando, staccarlo per qualche frazione di minuto, se invece tende ad addormentarsi è bene sollecitarlo. Nel caso poi stentasse addirittura ad attaccarsi sarà opportuno spremere qualche goccia di latte direttamente in bocca in modo da risvegliare lo stimolo della soluzione. Tutte queste piccole raccomandazioni e accorgimenti, ogni futura mamma le ha scritte nel proprio cuore, e nella naturale essenza di femmina e donna. In bocca al lupo a tutte le neo mamme e futuri uomini.

Da “La medichessa in casa” - Dott.ssa Jenny Springer, 1926. - Il latte materno è l'alimento naturale del bambino. Quando non vi siano speciali ragioni in contrario, ogni donna dovrebbe allattare essa stessa il suo bambino, perché, dato che la madre si trovi in perfetta salure, si ottiene così nel modo più sicuro un'alimentazione confacente e roborante per l'organismo del bambino. Nei primi giorni la formazione del latte è accompagnata da un senso di stiramento doloroso e di punture nelle mammelle, le quali si inturgidiscono notevolmente diventando molto sensibili al contatto. Però, dopo che il bambino è stato messo al seno, la tensione dolorosa svanisce. Il bambino deve fin da principio venire abituato alle regolarità dei pasti col porgergli il seno ogni 3 ore, orologio alla mano. E questo per il bene del bambino, che cresce meglio, ma anche della madre. Se porge spesso il seno al bambino la madre non può né riaversi né riposare. Se le poppate sono rare vien disturbata la secrezione lattea, perché il succhiare che fa il bambino stimola fortemente la ghiandola mammaria e provoca un'abbondante secrezione di latte. Per questo, in caso di sovrabbondanza di latte dovuta a scarsità di poppate, è un deplorevole controsenso lo spremere le mammelle o svuotarle col “tiralatte”. Con tali manipolazione non si fa che favorire di bel nuovo la secrezione lattea. La poppata avverrà ogni volta dalla mammella che non ha fornito il pasto precedente. Il regime di vita di una donna che allatta deve essere regolato, non solo nel puerperio, ma anche da tutto il periodo dell'allattamento. Bisogna evitare con ogni cura le cause emotive, specialmente gli spaventi e le irritazioni, perché agiscono spiccatamente sull'allattamento e sul bambino. E' di somma importanza la cura dei capezzoli e della bocca del bambino. Si badi di procedere con delicatezza e con mani ben pulite, per evitare infezioni. In bocca al lupo a tutte le mamme.
Ci hanno detto che il seno è la parte più sexy, ci fischiano e ci strizzano l'occhio, tanto che anche noi finiamo per considerarci oggetti sessuali. Di conseguenza, molte si sentono imbarazzate o a disagio quando usano il seno per nutrire i loro bambini. L'allattamento è una specie di appagamento sessuale, ma non perchè gli uomini ci dicono che i nostri seni sono sexy. L'allattamento è sessuale perchè è soddisfacente e sensuale. E' un modo piacevole e rilassante, tanto per la madre che per il bambino, di godere dell'alimentazione, ed è un'affermazione del nostro corpo. Inoltre, il latte umano è l'ideale per le necessità del neonato. Spesso i bambini , che non possono tollerare alcun altro cibo, non hanno nessun disturbo con il latte materno. In più, l'allattamento aumenta le resistenze del neonato alle infezioni e alle malattie. Il colostro, il liquido che esce dal seno dopo il parto prima che ne esca il latte, contiene molti anticorpi che proteggono il neonato dalle infezioni da staficocco, dal virus della polio, dal virus Coxsackie B., dalla diarrea infantile e dalle infezioni E. coli. Questi sono i germi ai quali in genere i neonati sono sensibili. L'allattamento dà ai nostri bambini anche un'immunità naturale per quasi tutte le malattie comuni infantili per almeno sei mesi, e di solito, finchè cessiamo completamente di allattare. Inoltre, l'intimità fisica della madre e del bambino durante l'allattamento è importante per la futura salute emotiva del bambino. Se avete scelto 'allattamento artificiale, non pensate di non poter stare vicino al vostro bambino. Qualsiasi sia il metodo, i bambini amano essere tenuti vicini e abbracciati dalla persona che li nutre. Nei primi tempi non c ercat6e di imporre un orario fisso al neonato; nutritelo ogni volta che piange perché ha fame. Crescerà più in fretta e sarà più felice, e la vostra provvista di latte aumenterà. Un caro saluto a tutte le mamme e alla dott.ssa Sagliano.

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