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Riso amaro Il cartellone della stagione teatrale
15 novembre 2004

All'insegna di datate leggende metropolitane napoletane, con la comicità della Menica di Peppe Barra, nei panni di una perpetua a metà tra manzoniana memoria e zietta acida e rimbambita, e del Monsignor Perrelli di Patrizio Trampetti, si apre, il 18 novembre, presso il Teatro Odeon, la Stagione teatrale invernale molfettese 2004-2005. La regia delle 'Follie del Monsignore', pièce d'apertura, è stata curata da Filippo Crivelli. A seguire, il 2 dicembre, il complesso spettacolo “Il signor Rossi contro l'impero del Male”, curiosa variazione, con coinvolgimento del pubblico in sala, su un tema delicato come la religione, le credenze personali e quello spazio dai confini difficilmente definibili che separa la fede da superstizione e magia... Umorismo ebraico, musica kletzmer, sonorità rom di Albert Mihai, costituiscono la cifra di 'La bottiglia vuota', di scena il 10 gennaio, ennesima fatica del bulgaro Moni Ovadia, capace di conferire anche ai ricordi più dolorosi di un popolo tormentato da mille diaspore e, in particolare, dei 'khassidim' quella levità che rende la storia sopportabile e la vita vivibile. In un'atmosfera di disfacimento nell'Inghilterra anni '40, tra sunset boulevard e shakespeariana follia (è di scena il Re Lear, il dramma dell'amore paterno tradito), sulla scia del ricordo delle suggestive interpretazioni di Albert Finney (il Poirot di 'Assassinio sull'Orient-Express') e di Tom Courtenay, Nando Gazzolo e Pietro Longhi (ma nel cast si segnala anche Lorenza Guerrieri) ripropongono il 'Servo di scena' di Ronald Harwood (famosa è la traduzione di Masolino d'Amico). Il rapporto tra un attore prossimo alla morte e Norman, il suo assistente, ora ipocrita ora appassionatamente dedito, in cieca adorazione, al padrone, è indagato in un testo d'indiscutibile presa e valore, programmato all'Odeon per il 31 gennaio 2005 e, a mio parere, una delle proposte più interessanti della prossima stagione. E se, con 'Il medico dei pazzi' e 'Miseria e nobiltà' (solo per citare due casi) Totò aveva rivisitato alcuni dei classici di Edoardo Scarpetta, un pronipote del commediografo napoletano, Mario, il 4 febbraio, reinterpreta 'La banda degli onesti', il classico di Age e Scarpelli, con risultati che non sono dispiaciuti nemmeno alla figlia del De Curtis. Il 23 febbraio sarà la volta del versatile Flavio Bucci (Argento, Monicelli, Salvatores, Magni, Virzì sono solo alcuni dei grandi nomi per cui ha lavorato) con il sempreverde, e sempre sferzante, 'Tartufo o l'impostore' (non 'L'imperatore', come erroneamente scritto talora sul sito 'www.municipioamico.it') di Molière, satira della falsa devozione e dell'ipocrisia in generale, testo in cui 'la farsa è stata il potente lievito che ha permesso a Molière di dare un comico sapore a un argomento fondamentalmente lugubre (E. Rigal)'. Il 4 marzo il meta-teatro registra uno dei suoi esperimenti più stimolanti, con Ernesto Mahieux e Bustric e 'Nati sotto contraria stella', divertito omaggio al teatro shakespeariano: sei comici sono alle prese con la celeberrima 'Romeo e Giulietta' e, nella loro ingenua convinzione di poter rappresentare a tutto tondo la più riposta essenza del teatro elisabettiano, finiscono col rendere 'ridiculosa' una delle più tristi fiabe d'amore e morte di tutti i tempi. La drammaturgia della Napoli post-eduardiana, quella del crollo dei miti populistici, è di scena il 15 aprile con le 'Ragazze sole con qualche esperienza' di Enzo Moscato, rivisitate da Geppy Gleijeses e Gennaro Cannavacciuolo. Tra amori smodati e faide, s'intrecciano le grottesche vicende di due travestiti, Bolero Film e Grand Hotel, e di due balordi, Scialò e Cicala... La stagione si concluderà il 22 aprile con la satira 'senza parole' di Paolo Hendel (tra gli interpreti di 'Speriamo che sia femmina', 'I picari' e 'Il ciclone'), che, in una girandola di demistificazioni, non risparmia la 'magica formula delle tre i' (Inglese, Internet, Impresa). L'abbonamento è del costo di 120 euro in platea e 65 in galleria; il prezzo del singolo spettacolo sarà, rispettivamente, di 15 e 10 euro. Sembra preannunciarsi una stagione di notevole interesse, all'insegna del riso amaro... Basta che si evitino facili (e pretenziosi) proclami e si garantisca a chiunque acquisti il biglietto una degna fruizione delle pièces proposte. Gianni Antonio Palumbo gianni.palumbo@quindici-molfetta.it
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