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Rileggendo Gaetano Salvemini
15 maggio 2005

La ricerca di Salvatore Lucchese si impone all'attenzione degli studiosi di Salvemini, del pensiero politico meridionale e della questione della "devolution", in discussione nel Parlamento (Salvatore Lucchese, Federalismo, socialismo e questione meridionale in Gaetano Salvemini, Piero Lacaita Editore, Manduria-Bari-Roma 2004. Pagg. 259 euro 15,00. Edito nella "Meridiana" biblioteca del pensiero politico meridionale - testi e studi - collana diretta da Luciano Russi.). Anzitutto interessa per l'attualità del tema, in particolare per il rapporto tra federalismo e democrazia: poi per il dibattito sui precedenti storici della questione animato dalla tesi salveminiana dello stretto nesso tra federalismo, democrazia, socialismo, questione meridionale. L'autore colma una lacuna nella bibliografia critica su Salvemini che ha considerato il federalismo soltanto come uno degli aspettie nemmeno il più importante della tematica salveminiana. Salvatore Lucchese invece considera il problema del federalismo come il punto focale del suo pensiero, soprattutto il distacco dalle posizioni marxiste. Il federalismo diventa per l'interpretazione del Lucchese, la chiave di volta del suo socialismo e della questione meridionale. Nell'arco di 7 capitoli che vanno dal dibattito meridionalistico di fine '800, alle posizioni dell'Unità e al pensiero salveminiano nel dibattito alla Costituente, l'autore giunge ad interessanti considerazioni. Aggiunge attenti riferimenti a testi salveminiani scelti dal volume "scritti sulla questione merdionale" dell'Opera Omnia Feltrinelli. Il riferimento costante ai testi, consente al lettore di cogliere tutta intera la prospettiva salveminiana di riforma dello Stato in senso federalistico. Già dall'analisi della società meridionale egli ricava indicazioni mportanti per l'organizzazione in sesno federalista del movimento sindacale e socialista. Sono federaliste, egli nota, le leghe dei braccianti agricoli del Mezzogiorno con la Federterra, l'organizzazione degli insegnanti con la Federazione nazionale degli insegnanti medi (FNISM), l'organizzazione sindacale degli operai metalmeccanici nella Federazione italiana degli operai metallurgici (FIOM), le cooperative, persino l'organizzazione del movimento socialista con le Federazioni provinciali delle sezioni del Psi. L'autoeducazione democratica del popolo si realizza attraverso l'autonomia dei Comuni ai quali toccherebbe la capacità di organizzare l'istruzione, il sistema fiscale, la polizia, l'amministrazione finanziaria e persino, a livello regionale, la coscrizione territoriale dell'esercito. La regione a sua volta autonoma nelle sue funzioni dovrebbe essere fondata sull'autonomia dei Comuni. La riforma dello Stato assume nel pensiero salveminiano contorni più concreti e difiniti con "L'Unità", fondata nel 1911, dopo la sua uscita dal partito socialista italiano. Si lega alla lotta contro il giolittismo, e si focalizza nella richiesta del suffragio universale, nell'istituto del referendum, nella riforma del Senato e della Camera con una nuova lesgislazione elttorale. Le considerazioni conclusive dell'autore sono degne di interesse e stimolano una ripresa degli studi sul pensiero politico di salvemini nella sua unità organica. la convinzione che il progetto federalista di salvemini è alla base della sua concezione democatica e socialista evidenzia l'emergere di una teoria generale dello Stato democratico, come notano Norberto Bobbio e Cesare Luporini che al di là del ripudio salveminiano di ogni ideologismo, scoprono nella sua "non filosofia", una rigorosa metodologia empiristica che va individuata. Altrettanto importante è l'analisi della genesi del suo progetto federalista che non deriva soltanto dalla lettura di Carlo Cattaneo ma anche dle pensiero socialista di Proudhon e dagli scritti storici di carlo Marx di cui rileva, come si scoprirà più tardi negli anni '30, la visione libertaria giovanile. Ugualmente è importante notare, l'aver Salvemini ricavato molte sue considerazioni federaliste dal pensiero democratico italiano da Ferrari allo stesso Mazzini (nonostante l'unitarismo, intransigente ma democratico del genovese), e gli studi condotti sui federalisti americani. In tal modo il pensiero politico di salvemini pur conservando la sua peculiarità storica nella lotta allo Stato autoritario, alla subordinazione dell'economia meridionale, al giolittismo e la clienteslimo politico, assume le dimensioni di una vera e porpia teoria politica generale fondata sulla convivenza libera e pacifica dei popoli. Il lavoro del Lucchese con le sue interpretazioni propone una interessante attualità del penseiero salveminiano. Giovanni de Gennaro
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