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REGIONANDO - Maniglio (Ds): “70 milioni di euro in meno ai pugliesi per la spesa sociale
29 novembre 2005

BARI - 29.11.2005 I tagli del governo centrale alla spesa sociale l'argomento di una dichiarazione del capogruppo dei Democratici di Sinistra in Consiglio regionale, Antonio Maniglio (nella foto). “La rottura tra governo e regioni sul fondo sociale conferma la inaffidabilità del centrodestra. Dopo aver concordato con le regioni un finanziamento di 1 milione di euro Tremonti ha deciso di versarne solo la metà. Questo inaccettabile taglio ricadrà per intero sulle fasce più deboli della popolazione che saranno private di interventi già programmati dalle regioni e dai comuni tramite i piani sociali di zona”. “Alla Puglia, o meglio ai pugliesi – secondo Maniglio - verranno a mancare per gli anni 2005 e 2006 circa 70 milioni di euro (intorno a 140 miliardi delle vecchie lire) che dovevano servire a dare servizi e assistenza ad anziani, minori, disabili. Se a questo aggiungiamo il taglio delle risorse per i comuni è del tutto evidente che si stanno mettendo gli enti locali e le regioni in una situazione di grande difficoltà”. “Proprio per questo – continua il capogruppo Ds - gli esponenti pugliesi del centrodestra, a cominciare da Fitto, che hanno esaltato la positività della finanziaria, farebbero bene a spiegare come la Regione e i comuni possono far fronte a una così feroce sforbiciata nella spesa sociale. Ma di questo ormai non parlano più. Il loro obiettivo è di spostare l'attenzione dell'opinione pubblica su altri temi. L'applicazione della 194, una legge passata anche al vaglio referendario da oltre 20 anni, e nel cui ambito rientra l'utilizzazione della RU 486, è un ottimo diversivo per non parlare dei disastri che il governo Berlusconi sta arrecando al Sud e ai cittadini più disagiati”. “Anche per questo – conclude Maniglio - è indispensabile una mobilitazione non solo dei Comuni e della Regioni (che sono già in campo) ma dell'insieme del volontariato, delle associazioni e delle imprese che operano nel sociale. I tagli non saranno indolori: ci saranno meno servizi ma anche meno lavoro per chi in questi anni, pur in una situazione di permanente difficoltà, ha contribuito ad alleviare il disagio e la marginalità di tantissime persone”.
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