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Quanta sporcizia intorno al Duomo
15 settembre 2001

Caro Direttore, finalmente ho potuto trascorrere il periodo di ferie estive nella mia Molfetta. Questa volta l’ho trascorso con alcuni colleghi di Siena, città dove esercito la mia attività professionale. Ero felice di poter mostrare le bellezze della mia città. Agli amici sono piaciute le chiese barocche di Molfetta. Il centro storico è stato ammirato per la sua particolare pianta urbanistica e per le evidenti opere di ristrutturazione. Sono rimasti stupiti dalla bellezza unica del Duomo, di cui io mi ero fatto vanto. Eppure mi sono vergognato. Soprattutto per la sporcizia delle piccole strade, segnate tutte da escrementi canini e, con gli angoli più belli e nascosti, ricoperti di carte e residui di varia natura. Mi ha stupito l’insensibilità, anzi l’indifferenza allo sporco, di quanti ci abitano: erano evidenti gli avanzi di cibo lasciati abbandonati agli angoli e lanciati per strada. Ma ciò di cui mi sono maggiormente vergognato è stato notare (i miei amici non ne hanno fatto cenno, ma era talmente evidente il mio disgusto e il mio disagio, che forse hanno voluto evitarmi altre sofferenze) lo sporco che segnava tutto il perimetro esterno del Duomo: escrementi umani ed animali, segni di urine, avanzi di contenuti gastrici a seguito di vomito. Lo stesso muro perimetrale sembrava ormai contrassegnato, ad altezza costante, dall’abitudine ad essere utilizzato come vespasiano. E che dire, poi, di quanti, stazionavano con sedie e tavoli, addossati al muro della chiesa, intenti a bere birra, in atteggiamenti non certo accoglienti e rassicuranti? Mi sono vergognato di essere molfettese. E mi sono chiesto il perché di tanta incuria ed il motivo di tanta indifferenza da parte delle Autorità preposte al rispetto delle leggi ed alla tutela dell’ambiente? E’ forse con l’immagine del Corso Umberto che sono ripartiti i miei amici, o non con quella del Duomo e dello scempio che si realizza intorno? Ed è questa l’accoglienza che la città riserva ai turisti? Ho visto striscioni di benvenuto per gli emigrati. Ma così si accolgono? Io mi sono sentito rifiutato. Mi sorge il dubbio che questo sia un modo per far sì che, al momento della loro partenza da Molfetta, non abbiano molti rimpianti! E che dire, poi, della bella mostra di cartelli che vietano la balneazione in un tratto di mare usato come ormeggio per barche, eppure affollato di bagnanti? Nessuno legge i cartelli segnaletici? E chi li fa rispettare? Caro direttore, solo troppo tardi mi sono accorto che avrei voluto mostrare un’altra Molfetta ai miei amici. E oggi compiango me stesso che si faceva vanto di una città di cui oggi si vergogna. Distinti saluti. Corrado Mezzina Come non essere concordi con il nostro lettore, come non condividere la sua amarezza, il suo rimpianto? La sporcizia, i rifiuti e gli escrementi, il loro nauseabondo olezzo, sono ciò che dovrebbe colpire ciascun cittadino mentre si aggira per le stradine del Centro Storico. Ma chi realmente si avventura ancora nella città vecchia? Alcuni sparuti turisti, una piccola parte degli abitanti del quartiere – la maggior parte, infatti, evita accuratamente di passeggiare nei vicoli – mentre il resto della cittadinanza ignora ciò che accade oltre l’Arco di ingresso. Dicasi lo stesso per gli operatori ecologici, per i tutori dell’ordine. Tutti assenti. Mentre il degrado e l’incuria avanzano. Mentre il Duomo è contornato solo da erbacce e lattine. Dovremmo vergognarci. Tutti quanti noi che, per anni, abbiamo lasciato che ciò accadesse.
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