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Pulo di Molfetta sito magico da custodire e coltivare: convegno di Polje e FeArt
15 giugno 2012

Prosegue con successo la collaborazione tra la Cooperativa FeArt, l’Associazione Consortile Polje e il Museo Diocesano, iniziata nel 2011 con le giornate di studio sul Pulo di Molfetta («Vos Estis sal terrae»). Un’unione vincente, indirizzata alla riscoperta della natura complessa, ma anche debole e possente, ricca di valenze artistiche, della dolina molfettese. Anche quest’anno i tre organismi culturali hanno organizzato il secondo convegno sul Pulo «Della natura del Pulo – sito magico da “custodire e coltivare” » (25 e 26 maggio). Il convegno, patrocinato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dalla Soprintendenza ai Beni Archeologici della Puglia, dalla Regione Puglia, dalla Provincia di Bari, dal Comune di Molfetta, dal Pontificio Seminario Regionale “Pio XI”, dall’Università degli Studi di Bari Aldo Moro e dall’Università degli Studi della Basilicata, con il partenariato de Il Carro dei Comici, del Teatro dei Cipis, dell’I.T.C.G.T. “Salvemini” e della Sala ricevimenti La Perla del Doge, è stato articolato in due pomeriggi di studio, svoltisi nell’Auditorium “Achille Salvucci” del Museo Diocesano, e due mattinate di visite guidate al Museo Diocesano e al Pulo (attraverso la formula del biglietto integrato), con l’intervenuto Gaetano Sasso, autore del libro «La natura del Pulo di Molfetta». Nella prima giornata del convegno, coordinata dal prof. Rocco Chiapperini, dopo un primo momento artistico offerto dalla lettura de «Il giardino della conoscenza», a cura de Il Carro dei Comici, il prof. Luigi Forte dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro (dipartimento di Biologia, Museo Orto Botanico) con la relazione sul tema «La Natura del Pulo: biodiversità vegetale e problemi di conservazione» ha evidenziato l’elevata naturalità e biodiversità del Pulo per la sua varietà di ambienti. Circa 200 specie di flora, fra cui un buon numero di specie rare in Italia che sollecita la produzione di flora autoctona. Successivamente, il prof. Giovanni Scillitani dell’Università degli Studi di Bari (dipartimento di Biologia, sezione di Biologia animale e ambientale) ha relazionato su «La natura del Pulo: Fauna minore fra scienza e superstizione», raccontando le diverse credenze tradizionali associate alla fauna minore, cioè quegli animali che non sono uccelli o mammiferi (rettili, anfibi, insetti, aracnidi, crostacei, miriapodi e anellidi). Un esempio è dato dal serpente, simbolo di male e peccato, ma anche di vita, pace e saggezza. L’ultimo relatore della prima giornata, padre Alfredo di Napoli, docente di Storia della Chiesa alla Facoltà Teologica Pugliese, si è soffermato sul tema «La presenza dei frati Cappuccini al Pulo di Molfetta». Qual è il rapporto tra uomo e natura? Questa la domanda che si è posto mons. Luigi Renna, rettore del Pontificio Seminario Regionale Pugliese, docente di Teologia morale Facoltà teologica Pugliese, nella seconda giornata del convegno, coordinata dal dott. Italo Muntoni della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia. «La natura per il cristiano è il creato, che presuppone il rapporto tra il creatore e le creature- ha spiegato nel suo intervento “La natura affidata all’uomo: aspetti di etica teologica” -. È una natura consegnataci da Dio e trasmessa agli uomini». Soffermatosi sullo sviluppo sostenibile, inteso come un pensare al benessere, ma con un senso di solidarietà per le generazioni future, mons. Renna ha sottolineato il rapporto conflittuale tra terra e uomo, in cui l’uomo è destinato a perdere. Al contrario, le immagini bibliche prospettano per il futuro un rapporto d’armonia tra uomo e natura senza più nessuna conflittualità. Il prof. Giuseppe Spilotro, professore ordinario di Geologia applicata alla Facoltà di Ingegneria dell’Università della Basilicata, ha invece discusso il tema «Il Pulo: un momento nell’evoluzione geomorfologica di un’area carsica», analizzando le caratteristiche geomorfologiche, fisiche e chimiche del Pulo. A conclusione la relazione «Forme d’arte della natura» del prof. Liborio Dibattista, docente di Storia della Scienza della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Bari, che ha ripercorso la storia di coloro che hanno tentato di spiegare la biodiversità e il rapporto natura-arte-scienza a partire dal filosofo, biologo e zoologo tedesco Erst Haeckel. Il convegno si è concluso con la seconda parte del reading «Il giardino della conoscenza », a cura del Teatro dei Cipis. Insomma, scopo del convegno non è stato solo quello di far riscoprire il Pulo ai molfettesi, ma anche di trasformarlo in una risorsa vera, ambientale, storica e anche turistica ed economica. È necessario un salto di qualità: dalla tutela alla valorizzazione etico-culturale e sociale del sito che, nonostante i risicati finanziamenti, grazie all’attività di Polje, continua ad essere una delle perle più luminose di Molfetta.

Autore: Isabella Cipriani
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