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Prime grane per le piscine, problemi per il Coni alla vigilia dell'avvio
20 settembre 2002

MOLFETTA – 20.9.2002 Le piscine delle polemiche: potremmo chiamarle così, perché ancora prima di iniziare l'attività stanno suscitando parecchie proteste, sia per il ruolo non proprio definito del Coni, una società sull'orlo del fallimento, con molti interrogativi sul futuro. Sia per la gestione della palestre affidate al fratello della consigliera comunale del centrodestra Carmela Minuto, abilissima a piazzare le sue pedine: prima il marito assessore, poi il fratello nel business delle piscine. Ma per le piscine ci sono anche problemi giudiziario-amministrativi. Infatti, sembra che durerà molto meno del previsto la gestione Coni. Non due anni, come a marzo scorso aveva stabilito la giunta comunale. La durata della concessione, infatti, è stata ridotta a un solo anno, sulla base di una sentenza del Consiglio di Stato di qualche settimana fa. "Colpa" di un imprenditore ruvese. I fatti. Il 10 giugno la ditta “Executive di Leonardo Tuccillo & C.” di Ruvo di Puglia, società di gestione di impianti natatori, impugna la delibera di giunta nella quale l'amministrazione aveva fissato regole e condizioni dell'affidamento in gestione delle nuove piscine comunali al Coni (Comitato regionale pugliese). Due anni con possibilità di rinnovo, era la durata della concessione indicata nella delibera. Troppi, secondo la società di Ruvo. Che anche per questa ragione presenta ricorso al Tar, "in quanto l'affidamento della gestione al Coni era avvenuto in violazione dei principi generali in materia di scelta del contraente di un servizio pubblico". Ma il Tribunale amministrativo regionale rigetta l'istanza dell'"Executive". Nel frattempo, a luglio, Coni e Comune di Molfetta, rassicurati dall'ordinanza del Tar che dà ragione all'amministrazione comunale, stipulano la convenzione. Ma la società ruvese non si dà per vinta e ricorre in appello, avanzando richiesta di annullamento dell'ordinanza del Tar, presso il Consiglio di Stato. E il Consiglio di Stato accoglie l'appello, sospendendo la delibera di giunta comunale sull'affidamento in gestione dell'impianto al Coni e la convenzione appena siglata con il Comune. Allora, tutto da rifare? Pare di no, perché l'ordinanza del Consiglio di Stato si limiterebbe a ridurre a un anno la concessione, "in ragione della dichiarata temporaneità dell'affidamento". Insomma, i due anni inizialmente pattuiti con il Coni sono sembrati davvero troppi per una gestione che intende essere "temporanea". Nei giorni scorsi, intanto, l'amministrazione comunale si è affrettata a disporre la modifica della convenzione stipulata con il Coni. Preparandosi, forse, a formulare un nuovo progetto di gestione, che possa diventare operativo fra 12 mesi. Insomma, un altro flop di questa amministrazione che sembra procedere con molta improvvisazione e poca competenza, contrariamente a ciò che il sindaco cerca di far apparire all'esterno. In realtà questa giunta sembra ai cittadini ormai un guscio vuoto, che non promette di produrre molti risultati.
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