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Orchestra Provincia: Rimsky Korsakov, Lovreglio e Mendelsson Giovedì 27 luglio ore 21.00 Parco dell'Auditorium “Nino Rota”
22 luglio 2006

BARI - Capriccio spagnolo di Rimsky Korsakov, il concerto per quartetto di sassofoni e orchestra di Eleuterio Lovreglio e “Sogno di una notte di mezza estate” di Mendelsson. E' quanto prevede il programma del prossimo concerto dell'Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari che avrà luogo giovedì 27 luglio alle ore 21.00 nel Parco dell'Auditorium “Nino Rota” di Bari sotto la direzione del Maestro Giovanni Pelliccia e con l'accompagnamento del Quartetto Accademia (biglietti in vendita solo il giorno del concerto al botteghino allestito presso il Parco dell'Auditorium. Info 080. 5412302 – 080.5588587). La serata si apre con l'esecuzione di Capriccio spagnolo, suite per orchestra op. 34 di Nikolai Rimsky Korsakov (1844 – 1908). Nel 1887, dopo la morte di Borodin, Rimsky Korsakov compose il suo Capriccio Spagnolo mentre era già impegnato nella realizzazione della sua opera “Il principe Igor”. Concepito inizialmente come una pagina per violino e orchestra (come in ogni caso è ancora possibile percepire), il Capriccio utilizza una serie di melodie popolari spagnole ricavate dalla raccolta “Ecos de España, collecion de cantos y bailes populares” di Jose Inzenga. Lo stesso autore, nelle sue “Cronache della mia vita musicale”, ebbe a scriverne sostenendo che “i temi spagnoli, con il loro carattere danzante, mi hanno fornito un ricchissimo materiale per la riuscita degli effetti orchestrali”. Nella storia della musica russa, il Capriccio spagnolo costituisce il seguito delle fantasie spagnole di Glinka, come la “Jota aragonese” e la “Notte d'estate a Madrid”. Come Glinka, ma senza aver mai visitato la Spagna, Korsakov seppe cogliere un aspetto del temperamento di quel Paese mettendolo in relazione con lo spirito russo, col quale peraltro condivideva alcune influenze orientali. Eseguito per la prima volta a San Pietroburgo sotto la direzione dell'autore il 31 ottobre del 1887, il Capriccio si divide in cinque parti: Alborada, Variazioni, Alborada, Scena e canto gitano, Fandango asturiano. Sarà, poi, la volta del Concerto per quartetto di sassofoni e orchestra di Eleuterio Lovreglio (1900 - 1972). Benché fosse nato a Napoli, Eleuterio Lovreglio era di origini baresi, nipote del celebre flautista Donato Lovreglio, apprezzato didatta e compositore di pagine per strumenti a fiato e noto per aver introdotto in Italia il flauto di Böhm. Autore di opere, balletti, poemi sinfonici e di svariate pagne cameristiche, Eleuterio Lovreglio è stato un autore moderno, capace di scrivere una musica dal grande rigore tecnico e dalla “purezza” di stampo classico ed è probabilmente il primo compositore italiano che abbia scritto delle pagine espressamente per il sassofono, interesse maturato grazie al suo incontro col celebre virtuoso francese Marcel Mule. Il suo Concerto per quartetto di sassofoni e orchestra è stato composto nel 1938 ed eseguito per la prima volta nel 1952, durante una diretta radiofonica dell'emittente Radio France. Il merito di aver riscoperto questa pagina rara va proprio al Quartetto Accademia che ha rieseguito il Concerto, per la prima volta dopo il debutto del 1952, nel luglio del 2003, in occasione della tredicesima edizione del “World Saxophone Congress” organizzato dall'Università del Minnesota. Nella seconda parte della serata l'Orchestra eseguirà “Sogno di una notte di mezza estate” di Felix Mendelssohn - Bartholdy (1809 - 1847). Mendelssohn compose la suite op. 21 “Sogno di una notte di mezza estate” a soli 17 anni, nel 1826, sulla scorta dell'entusiasmo provato dopo aver letto l'omonima opera di Shakespeare. Successivamente, riutilizzò lo stesso materiale per realizzare le musiche di scena del lavoro rappresentato nel luglio del '43 a Potsadm, su commissione di Federico Guglielmo IV di Prussia. In quell'occasione, Mendelssohn aggiunse tredici nuovi quadri che vengono indicati col numero d'opera 61a. Capolavoro assoluto per un autore così giovane, l'Ouverture descrive con singolare efficacia il mondo fantastico immaginato da Shakespeare a cominciare dai quattro delicati accordi introduttivi, seguiti da un passaggio staccato degli archi. I principali soggetti mantengono intatta l'atmosfera fiabesca; incontriamo nell'ordine una melodia del corno; un delicato tema eseguito dai legni e degli archi; una danza bucolica per archi. L'Ouverture si conclude quindi con gli stessi quattro accordi iniziali.
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