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Nuovo incendio ad opera dei vandali nel borgo antico: quasi distrutta una bottega artigiana
06 febbraio 2008

MOLFETTA -Centro storico sempre più in balia di vandali e piromani. Dopo l'incendio di un'autospazzatrice dell'Asm, avvenuta qualche settimana fa, questa notte ignoti hanno appiccato il fuoco al laboratorio artigianale di restauro "Spirito e Sandraccia" (foto) che si trova al centro di via Piazza. Il rogo ha distrutto il portone d'ingresso e annerito anche le pareti, ma per fortuna non hanno danneggiato il materiale presente all'interno, grazie alla presenza di una seconda porta di acciaio che ha evitato il propagarsi delle fiamme, spente grazie all'intervento dei vigili del fuoco. Notevoli i danni, dell'ordine di decine di migliaia di euro. Amareggiato e sconfortato il proprietario Beppe Paparella, uno dei pionieri del ripopolamento del centro antico e animatore di molte iniziative culturali, oltre ad aver realizzato uno dei primi laboratori artigianali della città vecchia. Difficile pensare all'ipotesi dolosa perché non c'erano mai state minacce o richieste di "pizzo", la causa più probabile va attribuita alla presenza di balordi e vandali che continuano a spadroneggiare nel borgo antico, come lamentano gli abitanti che registrano anche l'indifferenza del resto della città alle proprie radici. Quindici che da tempo denuncia la situazione del centro storico, aveva deciso di tornare sull'argomento dedicando il primo piano del prossimo numero della rivista (che sarà in edicola fra una decina di giorni) proprio al borgo antico, con un'inchiesta che, raccogliendo "il grido di dolore" di abitanti e commercianti, non può che aggiungere questo ulteriore tassello alla denuncia di una situazione che vede l'assenza dell'amministrazione comunale, la quale non può mettersi la coscienza a posto con qualche manifestazione o con una postazione fantasma dei vigili urbani, mentre su Molfetta vecchia non vigila nessuno e gli abitanti si sentono insicuri e isolati. Per non parlare della maleducazione e dei parcheggi selvaggi, ormai tollerati da chi dovrebbe provvedere a sanzionare gli indisciplinati, i quali per parcheggiare la propria auto, costringono perfino i gestori dei pochi locali a rimuovere anche le piante ornamentali. Ci auguriamo che questo secondo incendio rappresenti un reale campanello di allarme per avviare quella inversione di tendenza sempre promessa, ma mai realizzata. E che, ci si può scommettere, tornerà puntuale (ma disattesa) anche in questa campagna elettorale.
Autore: V. R.
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