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Non ci interessa il tipo di delega, ma il servizio alla città
15 febbraio 2021

Abbiamo scelto di intervistare gli assessori della vecchia giunta comunale che hanno cambiato delega per chiedere loro i motivi di questo cambiamento e soprattutto come hanno preso questo “azzeramento” del precedente esecutivo. Fra questi c’è l’avv. Pietro Mastropasqua, della lista civica “Obiettivo Molfetta”, già assessore all’Urbanistica, “trasferito” alla sicurezza, annona, pianificazione e infrastrutturazioni della mobilità cittadina e costiera, innovazioni tecnologiche. Avv. Mastropasqua, si era parlato di una sua dissociazione dalla maggioranza. Perché non avete partecipato agli incontri col sindaco? E poi come mai avete ricucito? Quali erano gli argomenti di dissenso? Era un’operazione politica o di deleghe? «Il sale della politica è il dibattito, anche aspro. Sappiamo bene che le indiscrezioni e le voci fanno parte del gioco. Le dissociazioni, le assenze “strategiche”, i dissensi, le invidie, i tradimenti, le accuse, le offese, le ombre sono, in questi casi, da ascrivere al novero delle tante voci atte a destabilizzare il quadro politico ed influenzare le scelte. Sappiamo bene chi giocava a mettere in giro voci false e tendenziose, coinvolgendo delle volte la stampa. Noi non abbiamo rilasciato dichiarazioni durante la verifica e personalmente sono stato sempre, tranquillamente, al mio posto in Comune a svolgere i miei compiti fino alla fine. Il gruppo “Obiettivo Molfetta”, di cui faccio parte, ha sottoscritto il documento programmatico proposto a chiusura della verifica politica alla quale abbiamo partecipato, così come risulta anche dal documento. All’esito della verifica programmatica, tutte le forze politiche hanno rimesso nelle mani del Sindaco, come per legge, la questione della riassegnazione delle deleghe. Successivamente, abbiamo preso atto delle decisioni del primo cittadino e immediatamente abbiamo ripreso il nostro lavoro per la Comunità. Andiamo avanti serenamente». Non crede che il suo gruppo sia stato declassato perdendo un assessorato di peso come quello all’urbanistica? «Per chi, come noi, vuole mettersi a disposizione della propria comunità gli assessorati sono tutti importanti e non esistono deleghe di serie A o di serie B. Per noi di “Obiettivo Molfetta” è importante l’impegno per la Città e mantenere il patto con gli elettori. Poi, il dibattito sulle poltrone non ci ha mai appassionato. Lo lasciamo a chi se ne vuole occupare, convintamente e senza polemica. A noi interessa il rapporto con i cittadini, che ci hanno conferito un mandato, e lavorare per la città. E del resto i fatti parlano chiaro. Non abbiamo mai chiesto posizioni in base ai numeri, ai manuali di “spartizione” e alle “ricette” o “alchimie” pseudo-politiche tipiche di certi ambienti a noi lontani. Siamo lontanissimi da intrighi, interessi, vendette, personalismi e giochi di potere. Siamo fuori da tutto quello che non riguarda strettamente la città. Ci interessa che la nuova Giunta Comunale possa proseguire al meglio quanto fatto sino ad ora dalla Amministrazione uscente sulla base del programma condiviso». Crede di aver commesso errori nella gestione del suo assessorato all’urbanistica, oppure, si tratta solo di una staffetta? Che senso ha? «Credo di aver solto il mio mandato all’Urbanistica con serietà, dedizione e lontano dagli interessi di settore. La credibilità della politica in questo momento storico deriva dal mantenere gli accordi con gli elettori. Il mio lavoro si è svolto nel solco del mandato dei cittadini e del programma votato, che è stato, ed è, il mio unico riferimento in quanto rappresenta “il contratto” con i molfettesi. Posso dire, in merito a quanto fatto, che il Settore della Urbanistica sta vivendo un altro periodo importante in città, grazie ad una politica liberale e ad una importante opera di programmazione e pianificazione». Un esponente del centrodestra come lei, come si ritrova in una maggioranza che, dopo la presa di posizione del Pd, ora appare più orientato a sinistra? «Sono stato eletto in una lista civica e continuo a restare nell’area civica di riferimento. Allo stato, non porto con me targhe politico/partitiche e con alcuni amici, consiglieri e non, stiamo costituendo una lista civica lontana dai partiti e dalle logiche nazionali. Attualmente la maggioranza politica è la stessa uscita dalle urne, rafforzata con alcuni movimenti civici e consiglieri di area moderata. Non vedo novità rispetto a quanto scelto dagli elettori e che si è visto per tre anni e mezzo. Onestamente, vedo solo continuità amministrativa rispetto a quanto promosso fino ad ora. Se ci dovessero essere novità o cambiamenti posso dire che, come “Obiettivo Molfetta”, siamo pronti a discuterne in tutte le sedi opportune. Certo, per difendere gli interessi della città ci confronteremo e scontreremo con chiunque e a prescindere dal colore politico. Molfetta viene prima di tutto». Fra le sue deleghe c’è anche quella della polizia locale, non è frutto di alcuni errori del suo predecessore e della scarsa fiducia che i vigili urbani hanno fra i cittadini? «Mi sono messo subito al lavoro nel nuovo settore per affrontare i tanti problemi e temi connessi alla sicurezza. Ho verificato una buona organizzazione del Comando, che ha visto un innesto di molti agenti, e tante iniziative messe in cantiere per rendere più sicura la città. Ritengo che Antonio Ancona abbia svolto bene il suo ruolo, unitamente al Comandate Aloia, con impegno e serietà. Indubbiamente, lavorerò nel solco tracciato dalla precedente Giunta comunale nello svolgimento delle deleghe assegnatemi». Crede ancora nelle liste civiche o ritiene che occorra tornare alla politica strutturata con i partiti? «Il momento politico attuale è non solo post-ideologico, ma addirittura post -partitico. Con tanti amici abbiamo abbandonato, da anni, la via dei partiti e delle sigle, che oramai significano veramente poco. Non abbiamo forze politiche di riferimento; anzi, a livello nazionale votiamo turandoci il naso per il meno peggio, che attualmente è anche difficile individuare. Siamo lontani dalle politica “gridata”, “superficiale”, “irresponsabile”, “maleducata”, “impreparata”, “egoista”, “narcisista”, “chiacchierona”, populista e congegnata con i soli proclami e con i social. Personalmente non ho una tessera di partito da ben più di un decennio. Facciamo la politica seriamente sul territorio per passione, impegnandoci per i problemi della città e della nostra terra. Ci interessa rapportataci con le persone di buona volontà che intendano mettersi a disposizione, con impegno e dedizione, della nostra comunità. Credo nei rapporti e sono fiero di aver costruito con Leo Binetti, Luigi Tridente, Sergio de Candia e Alina Losito un rapporto “serio” e difficile da trovare in politica. Un’ alleanza tra persone preparate e perbene che ritengo potrà dare risultati importanti nel futuro». © Riproduzione riservata

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