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Morti per annegamento, appello di Fin e Coni: corsi di nuoto e salvamento nelle scuole
12 luglio 2004

BARI - 10.7.2004 La notizia crudele di un bambino di sette anni annegato sul litorale barese, all'altezza di San Girolamo, pone il problema che ogni estate torna alla ribalta delle cronache nazionali. Ma a parte le polemiche su ritardi di ambulanze o mancanza di bagnini, in questi casi si dimentica l'importanza della prevenzione. Cosa fare, è chiaro: insegnare nuoto e salvamento sin dai primi anni di scuola, attraverso corsi nelle scuole realizzati da Federnuoto e Federazione Medico-sportiva sotto l'egida del CONI. E' la proposta che lo stesso Comitato olimpico pugliese avanza, rivolgendo un appello agli enti locali, affinchè si affianchino per il sostegno finanziario, e al mondo della scuola per l'attuazione. Secondo i dati della Federnuoto, sono oltre ottocento i decessi per annegamento ogni anno in Italia, causati quasi sempre da imperizia e qualche volta da imprudenza; tantissimi in Puglia, proporzionalmente alla lunghezza delle coste. La Federazione Nuoto insieme al CONI pone dunque l'attenzione su un problema che risulta principalmente di ordine culturale: nuotare e acquisire dimestichezza con l'acqua risulta un dovere educativo fondamentale per la sicurezza degli individui e dei bambini in particolare. L'insegnamento del nuoto dovrebbe essere obbligatorio a scuola, e addirittura nei primi anni di vita. Inoltre dovrebbero essere molto più diffusi e istituzionalizzati i corsi e le attività di salvamento in acqua e di primo soccorso promossi dalla Federnuoto, dalla Federazione medico-sportiva e dal CONI. Infatti imparare a nuotare e acquisire gli elementi base di primo soccorso in caso di incidenti a mare o anche per altri tipi di incidenti, costituisce la principale forma di prevenzione e di risposta collettiva e sociale ai rischi cui siamo costantemente sottoposti principalmente in estate e in una nazione con migliaia di chilometri di coste. A differenza dei Paesi scandinavi e anglosassoni, in Italia non si dedica sufficiente impegno allo sviluppo della cultura della prevenzione e della sicurezza soprattutto come presa di coscienza collettiva e civile. Le istituzioni pubbliche quali la Regione, le Provincie, i Comuni e le scuole dovrebbero dedicare maggiore impegno, sensibilità e risorse finanziarie per promuovere corsi di nuoto scolastici e corsi di primo soccorso a scuola, negli uffici, nelle fabbriche e in ogni luogo di lavoro collettivo. Quindi il CONI con la FIN - che per legge provvede alla formazione e all'abilitazione degli assistenti bagnanti mediante corsi di salvamento - e la FMSI lanciano un appello ad operare in sinergia, per sviluppare un programma educativo coordinato con le istituzioni interessate.
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