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Molfetta, Serday 2014: ci siamo nascosti in un bosco
30 ottobre 2014

MOLFETTA - 26 ottobre 2014, domenica, tempo incerto che volge presto al sereno con un timido sole che durante la giornata si fa sempre più presente e protagonista. Sono le sette del mattino e si percepisce già l’energia giusta. Lo capisci dalle divise pulite ed ordinate che contrastano con sguardi assonnati ed ansiosi, carichi di “priscio” e determinazione, un po’ come l’andare in gita con la scuola che ti obbliga a svegliarti all’alba, mosso dal richiamo di quella che sarà una giornata speciale.

E speciale lo è stata davvero. Andiamo con ordine: c’è un’associazione di volontariato, la PA SerMolfetta, che compie 29 anni e ci sono più di 60 ragazzi , di età compresa tra i 15 ed i 25 anni, che negli ultimi anni si sono avvicinati all’associazione per curiosità, vicinanza di valori o per semplice passaparola di amici e parenti. Ci sono i soci fondatori, i volontari che sono cresciuti all’interno dell’associazione e quelli che vi hanno messo su famiglia, con tanto di prole assieme.

C’è un compleanno da festeggiare e c’è la voglia di organizzare qualcosa di innovativo che avvicini vecchie e nuove generazioni di soci, dai nati nel 1998 a quelli nati qualche anno prima (a volte anche molti anni prima...). C’è un’idea forte, un Presidente (Salvatore del Vecchio) molto determinato, uno staff composto da soci giovani e meno giovani, motivato e capace di sopportare livelli di stress inauditi che ha iniziato dal sabato mattina il montaggio delle tende, degli impianti elettrici, dei computer e della strumentazione necessaria. Un sabato fisicamente pesante conclusosi con il briefing finale per verificare che tutto fosse pronto per la mattina successiva, con le tende illuminate a testimoniare che le cose funzionano, che si è ormai pronti.

Ci sono anche un bosco, i medici e gli infermieri, i formatori, i tutor, i truccatori della Croce Rossa Italiana, i finti feriti e la vera strumentazione, la gara, i giudici, le votazioni ed il premio finale.

Ma soprattutto c’è un numero impressionante di divise arancioni che cooperano, si scontrano, si sfidano, imparano e crescono assieme. Una domenica diversa, speciale. Quattro squadre composte da circa 15 ragazzi giovani e determinati, affiancati da tutor più anziani devono affrontare quattro simulazioni di intervento: un uomo caduto da un albero, un incidente stradale che ha coinvolto una moto ed un’ automobile, un ferito in seguito ad una rissa ed un ragazzo colto da infarto.

Quattro simulazioni, appunto. Quattro scenari di intervento che obbligano i tutor di ogni squadra a scegliere 4 componenti all’interno del proprio gruppo per risolvere al meglio la situazione. Ci sono i protocolli da ricordare, le manovre da eseguire, le valutazioni sullo stato dei feriti coinvolti, le barelle da utilizzare, il trasporto al p.m.a. dove bisognerà interfacciarsi con medici ed infermieri e rispondere alle loro domande tecniche. Ma ci sono anche le emozioni da contenere, il coordinamento, gli sguardi di intesa e di incertezza, la carica positiva e la prontezza di riflessi per prestare il servizio migliore.

E’ pur sempre una gara, anche con se stessi. C’è il momento del pranzo ,condiviso e collaborativo, per il quale i soci senior si sono impegnati in cucina nella preparazione della pasta al forno e delle crostate e le singole squadre, a turno, hanno servito ai tavoli e sparecchiato per tutti, come le classiche domeniche in famiglia. Solo che questa è un po’ più ampia di quella da cui si proviene, ma non per questo meno unita o inclusiva. C’è un pomeriggio intenso con l’incontro con la psicologa per capire come affrontare i sentimenti legati al lutto ed alla perdita nel caso di interventi di soccorso a popolazioni colpite da grandi calamità, la simulazione antincendio con il trasferimento delle nozioni tecniche sull’approccio giusto allo spegnimento di un incendio e la scelta dell’estintore adatto, la ricerca organizzata di un disperso e l’incontro formativo su una recente esperienza dell’associazione che ha avuto eco a livello nazionale: il Progetto Accoglienza. C’è anche una simulazione di spegnimento di incendi di più ampie proporzioni in collaborazione con il nucleo pronto intervento PC Terlizzi.

Ed ovviamente c’è anche la festa serale, la musica e la torta (come tutti i compleanni che si rispettino), ci sono i sorrisi e la stanchezza, un clima intimo e familiare che solo la condivisione delle esperienze ed il trasferimento pratico delle conoscenze può portare, perché se è vero che “raccontami qualcosa e lo dimenticherò, mostrami qualcosa e potrei ricordarmelo, coinvolgimi e allora imparerò”, si può affermare con soddisfazione che il coinvolgimento c’è stato, l’apprendimento anche. La voglia di cooperare e nuove energie ci sono sempre di più. E c’è anche un nuovo termine, i “serselfie”, testimonianza di uno sguardo nuovo, fresco ed innovativo ai valori del volontariato ed al senso di appartenenza all’associazione, da vivere come una grande famiglia. Buon compleanno SerMolfetta, alle spalle 29 anni di esperienza ed impegno sempre in prima linea e lo sguardo pulito e curioso di un ragazzino!

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