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Molfetta, in arrivo confronto al fulmicotone tra il sindaco Azzollini e l'assessore regionale Minervini Sabato 25 settembre in occasione della Festa democratica del PD per discutere della politica nazionale, ma sarà l'occasione per interrogare il senatore anche sul suo lavoro alla guida della città
17 settembre 2010

MOLFETTA - Divisi su tutto. Tranne sulla comune esperienza alla guida della città. Antonio Azzollini e Guglielmo Minervini anche se su fronti diversi hanno dominato la scena politica degli ultimi 15 anni. Oggi il primo è sindaco e senatore, il secondo assessore regionale. Ma per tutti a Molfetta sono semplicemente Tonino e Guglielmo.
Dopo l'ultimo durissimo scambio di dichiarazioni a mezzo stampa (Minervini ha chiesto di chiarire il ruolo del presidente della commissione bilancio del Senato nella vicenda delle quote latte, mentre Azzollini ha risposto minacciando querele), secondo indiscrezioni, si ritroveranno presto faccia a faccia sul palco della “Festa democratica” del PD sabato 25 settembre in piazza Municipio per un confronto che si preannuncia senza esclusione di colpi.
Sul piano elettorale sono due vincenti. Si sono sempre imposti nelle ultime consultazioni a cui si sono candidati. Anzi l'ultima sconfitta di Tonino è stata proprio ad opera di Guglielmo e risale all'ultimo e unico scontro diretto alle urne per la poltrona di sindaco nel 1994. Poi hanno scelto percorsi politici diversi.
Profili opposti anche a livello caratteriale. Azzollini è vulcanico e presenzialista nei tre giorni che da qualche anno concede alla città, Minervini discreto e attento alle sue uscite pubbliche, tanto che i detrattori denunciano perfino la sua assenza da Molfetta.   
Azzollini alla “Festa dei democratici” giocherà fuori casa, ma sicuramente non si farà mancare i supporter, mentre il popolo democratico attende di porre al sindaco quelle domande cui regolarmente si sottrae durante i consigli comunali. Ma pare che il confronto verterà solo sui temi della politica nazionale: dalla politica economica di Tremonti di cui Azzollini è stato il braccio esecutore (per il “lavoro sporco”) nella scrittura dell'ultima finanziaria e magari a quella della Gelmini sulla scuola.
Sarebbe tuttavia un vero peccato che non ci fossero domande su Molfetta, visto che la visione dello sviluppo della città dei due personaggi è diametralmente opposta e sarebbe un peccato se non ci fosse finalmente chiarezza sullo stesso palco tra chi rimprovera all'altro il «sacco» di Molfetta.
Forse si tratterà solo di scaldare i motori. Lo spettro delle elezioni anticipate potrebbe giocare ad entrambi un brutto tiro e potrebbero tornare a ricalcare palchi diversi.
 

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Autore: Carlo Gadaleta
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